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“Sentinella della pioggia”

Screenshot_20190926-171403.pngdi Gabriele Ottaviani

Linden, balbettante per l’emozione, chiede a Paul se può sentirlo, se riesce a rispondere, se riesce a fargli un piccolo segno per dirgli che ha capito. La mano di Linden viene stretta nuovamente, e gli occhi giganti battono le palpebre ritmicamente, come se picchiettassero un qualche codice morse. Linden salta in piedi, sfreccia fuori in corridoio. Deve trovare un’infermiera, un medico; devono sapere che il padre sta reagendo. Di sicuro è un’ottima notizia. Due stanze più in là c’è un’infermiera (non riesce a credere alla fortuna che ha; quasi si aspettava di vagare inutilmente dentro l’ospedale vuoto) e lei lo accoglie con un amabile sorriso. Arriverà tra un secondo. Linden torna di corsa nella stanza del padre, sollevato nel vedere che gli occhi azzurri sono ancora aperti e pieni di vita. Aveva dimenticato che erano così azzurri. Il colore dei cieli estivi a Vénozan, un azzurro profondo e puro che non ha trovato da nessun’altra parte del mondo. Azzurri, e sfavillanti, come se tutte le emozioni di Paul si riversassero fuori dalle iridi, arrivando fino al lui. Si aggiusterà tutto, è lì per prendersi cura di lui. Paul ha avuto un ictus; ecco cosa è successo. Ricorda qualcosa? Ricorda il ristorante? Bene, è lì che è successo, ma per fortuna hanno portato Paul subito in ospedale. L’infermiera arriva di corsa, spingendo un carrello davanti a sé. Linden potrebbe uscire mentre lei si occupa del padre? Lascia la stanza, ancora estasiato dalle reazioni del padre. Ha fatto tutto Bowie; ne è sicuro. È stato Bowie. È stato grazie a Bowie. Ricorda di avere parlato con Paul il giorno della morte di Bowie. Paul era devastato; a fatica riusciva a parlare al telefono.

Sentinella della pioggia, Tatiana De Rosnay, La nave di Teseo, traduzione di Tiziana Lo Porto. Il padre ha settant’anni, la madre pressoché la stessa età, è mezzo secolo che stanno insieme, la ricorrenza è duplice: ma se Londra brucia, come sostiene una celebre canzone, Parigi invece in questo caso annega sotto il peso d’una massa d’acqua che piove dal cielo e che, complice anche un improvviso malore del patriarca, costringe a restare bloccati in casa, troppo vicini, in balia delle proprie omissioni e idiosincrasie e dei propri conflitti, due genitori e due figli, una madre forse non fedele, un fratello fotografo e gay (ma non si deve sapere), una sorella infelice. E… Gruppo di famiglia in un interno che è anche un po’ un inferno: ottimo.

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