Libri

“Sweeney smarrito”

di Gabriele Ottaviani

Non ho dove posare il capo. L’amore umano mi ha deluso.

Sweeney smarrito, Seamus Heaney, Archinto. Testo inglese a fronte, a cura di Marco Sonzogni. La voce lirica, mistica, sublime, raffinatissima e policroma di Seamus Heaney, intellettuale finissimo che ha attraversato il tempo della violenza sociale e politica in un’Irlanda martoriata eppure tragicamente speranzosa, uno dei poeti più importanti in lingua inglese nel secolo ventesimo, premio Nobel ventisei anni fa per il suo, recita la motivazione, lavoro di lirica bellezza ed etica profondità che esalta i miracoli quotidiani quanto il vivente passato, è esaltante ed esaltata tra i versi allegorici della sua traduzione, riscrittura in prosimetro, del poema medievale Buile Suibhne, la leggenda gaelica che narra la pazzia e la trasformazione in uccello del re di Dal-Arie, alter ego, come anche l’assonanza rivela, del poeta e dell’artista in genere, apolide, incolpevole, nudo, senza radici, a compimento della maledizione di Ronan il santo, mentre la natura si staglia, sublime, seducente e spaventosa, materna ma severa: un incanto, un regalo preziosissimo e insperato, un’esperienza polisensoriale.

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