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“Scomparsa”

downloaddi Gabriele Ottaviani

Zeno adorava in particolare Juliet, ma aveva un debole anche per Cressida, la figlia “difficile”, quella che metteva alla prova il loro amore.

Scomparsa, Joyce Carol Oates, Mondadori, traduzione di Giuseppe Costigliola. Joyce Carol Oates è uno dei nomi più importanti della letteratura contemporanea. Il perché è presto detto. La sua prosa è sempre traboccante come una cornucopia di ogni sorta di primizia e ricchezza: eppure il suo periodare, pieno di seducenti anse come il corso di un grande fiume, non è mai meno che limpidamente leggibile, nonostante la raffinatezza e il simbolismo, benché sia sempre articolato ed evocativo. Con soavità riesce a immergersi fin nei fondali più torbidi, raccontando come è solo sua sopraffina abilità fare i temi che le sono cari: l’ipocrisia delle piccole comunità pronte a nascondere sotto il tappeto cespugli di polvere, à la Peyton Place, l’innatismo della violenza umana e il forte richiamo che essa esercita sulle anime più irrisolte, la solitudine, il rimpianto, il desiderio di riscatto, le atrocità che talvolta si incastrano come ragnatele negli angoli delle più apparentemente felici delle famiglie. Cressida, la figlia meno amata, la più ombrosa, la sorella di Juliet, a diciannove anni sparisce. Dov’è? Perché non c’è più? Da non lasciarsi sfuggire per niente al mondo.

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“Scomparsa”

scomparsa_02_2_di Gabriele Ottaviani

La prima cosa che sente è la sua voce. C’è nessuno? dice, facendola gelare. Lascia cadere la catena, il cuore batte impazzito. Di nuovo: C’è nessuno? Non è lo Scimmione. È un altro uomo. Vicino, ma non tanto. A una certa distanza dalla porta.

Manca una sola cosa a questo romanzo. Il respiro. O meglio, in realtà manca ai lettori mentre si ritrovano a scorrerne le pagine in modo febbrile. Perché non si può fare altrimenti. Lascia letteralmente senza fiato. Penetra come una lama nella carne fresca, fa male. Eppure, seduce, attrae. Potenza del dolore, della forte emozione, che coinvolge e conquista. Un thriller di grandissimo livello, basato su descrizioni minuziose ma mai pedanti e su frasi che, pure quando sono più complesse, suonano asciutte, dirette come frecce scoccate dall’arco, Scomparsa di Tim Johnston, tradotto con particolare cura da Annamaria Biavasco e Valentina Guani e pubblicato da Neri Pozza: due ragazzi, un fratello e una sorella, un bosco, una sparizione. E il disgregarsi di tutte le certezze, mentre si fa strada la cognizione della violenza che può far parte di ogni vita, e capovolgerla a tradimento, e si cerca un senso, una spiegazione, un motivo e il riaccendersi di una speranza. Da leggere.

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