Libri

“Mostri mitologici”

download (7).jpegdi Gabriele Ottaviani

Sono un mostro perché sono figlio di una donna e di un toro.

Mostri mitologici, Sergio Fontana, Scienze e lettere, illustrazioni di Lucia Conversi. Acheloo, Aracne, il centauro Chirone, Cerbero, Ecate, Medusa, il Minotauro, Scilla e Tifone. Sono creature ibride, legate fra di loro da diverse connessioni. Fanno parte del mito, sono simboli, emblemi, modelli, riferimenti, termini paradigmatici di paragone. Appartengono all’immaginario collettivo occidentale, che fonda la sua varietà proprio anche sulla presenza di figure estranee alla norma, rappresentazioni dell’alterità, da ogni punto di vista, sotto ciascuna possibile valenza. Il quarto volume della collana, ideata e curata dall’archeologa Helga Di Giuseppe, che si pone come principale obiettivo quello di raccontare l’immenso patrimonio fantastico e perturbante che è la mitologia antica (greca, romana, europea, orientale), precipuamente allegorica, e composta per lo più, anche se pare che si tratti di personaggi minori, ma è solo un’impressione, da creature vulnerate, rese oggettivamente, evidentemente e incontrovertibilmente diverse da un punto di vista fisico dalle divinità, umane, troppo umane, invidiose di un loro particolare talento, di un’abilità vieppiù sviluppata o della loro primigenia bellezza, è fruibile a tutte le età, è chiaro, bello, accurato, istruttivo, divertente, intrigante, piacevolissimo. E inoltre offre un’ulteriore opportunità, quella di vivere una vera e propria avventura extrasensoriale, grazie alla brillante idea di legarlo a una app che consente di approfondire la conoscenza con queste figure che ci ricordano una volta di più che tutti siamo differenti, unici, speciali, e che se vogliamo costruire una società migliore, dato che siamo nati per vivere insieme, dobbiamo accettare la reciproca ricchezza delle nostre imperfezioni.

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Libri

“Sirene”

sireneFHdi Gabriele Ottaviani

Napule è mille culure… Perché una pennuta qualunque canta in napoletano? Perché prima di tutto non è una pennuta qualunque. E poi perché è napoletana di fondazione. Nel senso che Napoli è nata e cresciuta intorno alla tomba che gli abitanti del luogo hanno costruito in suo onore. Lei è Partenope, è una creatura alata, metà donna e metà uccello. Dunque è una sirena. Eh sì, perché le sirene non sono metà donna e metà pesce come abbiamo sempre pensato e saputo. Almeno, non sempre. Helga Di Giuseppe e Felice Senatore, per Scienze e Lettere, scrivono Sirene, un viaggio nel mito e nella storia di creature fuori dal comune, misteriose, sorprendenti e affascinanti, con le belle illustrazioni di Martina Vanda.

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Intervista

Intervista a Emanuele Carosi

image-6di Gabriele Ottaviani

Giovane, ma già affermato nel suo campo: Emanuele Carosi è ormai un illustratore dal curriculum di tutto rispetto. Queste le sue risposte a noi di Convenzionali.

Che significa per te disegnare?

Disegnare è un po’ come fare un viaggio, sai con che cosa parti ma non sai con che cosa torni, un po’ come tutta l’arte del resto. Per me è stato sempre il modo più diretto per esprimermi.

Quando hai iniziato a disegnare?

Ho iniziato a disegnare da piccolissimo, poi ho approfondito la conoscenza di tecniche al liceo artistico, ma il disegno è una passione che mi accompagna da sempre nella vita di ogni giorno.

Che relazione c’è tra immagini e parole in un libro?

Possiamo metterle sullo stesso livello, non esiste immagine senza parole non esiste parola senza immagine. L’uomo ha cominciato a comunicare dando un nome alle immagini intorno a lui e con disegni sulla roccia ha iniziato a riprodurle queste immagini. È impossibile leggere un libro e non associarvi un immagine. In un libro per bambini questo rapporto diventa ancora di più fondamentale perché si tratta di stimolare la loro immaginazione ancora fresca e modellabile.

Cosa vorresti disegnare e non hai ancora rappresentato?

Mi piacerebbe illustrare per intero un disco dei Beatles e uno dei Pink Floyd, i miei due gruppi preferiti in assoluto, canzone per canzone.

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Intervista

Intervista a Martina Vanda

image-11di Gabriele Ottaviani

Il suo lavoro è disegnare: Convenzionali intervista per voi l’autrice delle illustrazioni di Sirene (Scienze e Lettere), Martina Vanda.

Che esperienza è stata per te illustrare Sirene?

Quando mi contattarono per questo progetto ne ero molto incuriosita e me ne sono subito appassionata. In genere sono sempre molto selettiva prima di accettare lavori su commissione perché ho parecchi progetti personali da portare a termine. Ma amo le collaborazioni, soprattutto se con persone competenti e stimolanti, perché dai lavori di gruppo nascono sempre nuovi spunti di crescita artistica e personale.

Sono molto soddisfatta del risultato finale. Ne è uscito un libro adatto a piccoli e a grandi. Uno di quei libri che avrei tanto voluto avere da piccola, con un testo dinamico e calde immagini a tutta pagina, per scoprire che le Sirene non sono Pesci, bensì uccelli!

Che significa per te disegnare?

È come respirare. Mi viene del tutto naturale e non posso farne a meno. È il mio modo di comunicare.

È il mio modo di osservare, pensare e celebrare la mia vita!

Quando hai iniziato a disegnare?

Il disegno è la mia lingua materna, disegno da quando ero piccola e non ho mai smesso, nemmeno per un giorno.

Che relazione c’è tra immagini e parole in un libro?

Il rapporto tra visivo e verbale è un argomento tanto affascinante quanto vasto e difficile da sintetizzare!

Il tipo di relazione tra testo e immagini è comunque nelle mani degli autori che decidono che senso dare al libro e soprattutto quale ritmo questo deve avere.

Perché un libro deve avere ritmo, e questo è determinato dalla relazione tra testo, immagini e pagine!

Se un libro ha un buon ritmo, ovvero una buona relazione tra testo e immagini e una buona distribuzione nelle pagine, allora il lettore sarà arricchito da entrambi i linguaggi e non potrà fare a meno di nessuno dei due.

Se invece abbiamo delle immagini bellissime, ma che non dialogano con il testo, che non ampliano il campo semantico delle parole scritte, e sono solo una ripetizione esatta del testo, o hanno una funzione didascalica e ornamentale, il libro non funziona e risulta noioso!

Cosa vorresti disegnare e non hai ancora rappresentato?

Mi piacerebbe illustrare qualche racconto di Gogol’.

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Intervista

Intervista a Valentina Evangelista

image-3di Gabriele Ottaviani

Alla guida della collana Terre incantate di Scienze e Lettere c’è Valentina Evangelista: queste le sue risposte alle domande che noi di Convenzionali le abbiamo posto.

Cosa l’ha spinta a realizzare questa collana?

La collana “Terre Incantate” nasce dalla voglia di svelare ai giovani lettori alcuni luoghi italiani che racchiudono in sé magia, leggenda e mistero. L’idea di raccontarli e farli conoscere attraverso una collana dedicata ai bambini scaturisce dalla consapevolezza di quanto poco siano conosciuti al grande pubblico pur costituendo un’eccezionale fonte di fascino e suggestioni sia per i piccoli che per gli stessi adulti.

Quale idea c’è alla base di questo progetto?

L’esplorazione di questo terreno attraverso una collana per l’infanzia è animata dalla volontà di svelare ai bambini alcuni luoghi originalissimi e sorprendenti del nostro paese rilanciandone anche il turismo, mediante una collaborazione con il territorio. L’obiettivo è quello di far appassionare i bambini alla bellezza e di educarli al rispetto di quest’ultima e dell’ambiente.

Cosa vorrebbe rimanesse dei suoi libri ai lettori?

Il desiderio di scoprire e visitare questi luoghi in prima persona, la curiosità di vivere un’avventura seguendo le orme dei due protagonisti della Collana, Aldo e Fiammetta.

Quali altri libri ha intenzione di pubblicare prossimamente?

I prossimi volumi della collana saranno dedicati a due luoghi estremamente suggestivi: la Casina delle Civette a Villa Torlonia (Roma) e Castel del Monte (Andria).

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Intervista

Intervista a Helga Di Giuseppe

image-37di Gabriele Ottaviani

Responsabile della collana Monstra di Scienze e Lettere, Convenzionali la intervista per voi: Helga Di Giuseppe.

Cosa l’ha spinta a realizzare questa collana?

La realizzazione di questa collana è nata dal desiderio di restituire con fantasia un patrimonio di conoscenze ed esperienze accumulate nel corso della mia vita di archeologa, dalla quale ho tratto soddisfazioni enormi e che troppo spesso restano relegate in circuiti ristretti destinati solo agli addetti ai lavori. Ho scelto il filone mitologico perché il mito è palcoscenico intramontabile dei sentimenti umani, è fonte continua di ispirazione, è l’archetipo della nostra mente che rende il passato sempre vivo. Inoltre, ho voluto dedicarmi alle figure meno note della mitologia classica, gli ibridi, i monstra per metà uomini, per metà animali e per metà qualcosa d’altro, esseri inesistenti in natura che sono diventati ‘mostri’ per via di una punizione divina.

La categoria di mostro nell’antichità era molto diversa da quella odierna: mostro era qualcosa di esagerato, di grande, di strano, una categoria soprattutto fisica; il mostro era quello di cui l’eroe aveva bisogno per affermarsi, era qualcosa di incontrollabile, di qualitativamente superiore e per questo passibile di punizione. I mostri dell’antichità erano nella maggior parte dei casi dei ‘vulnerati’: personificazioni della natura, come il fiume Acheloo vorticosissimo, fanciulli o fanciulle particolarmente belli e abili in qualche arte, come Medusa e Aracne, o esseri socialmente pericolosi perché rifiutavano le regole correnti, come le Sirene che non volevano sposarsi. Per queste loro ‘anomalie’ suscitavano l’invidia degli dèi e venivano trasformati in qualcosa d’altro al fine di essere fermati, placati, mortificati nella loro bellezza e bravura.

Chi sono i “mostri” odierni?

Oggi la parola mostro sottende una categoria morale, interiore, più che fisica. Il mostro odierno vive nascosto, non è facilmente riconoscibile, anzi spesso è ben mimetizzato nella società civile, nelle famiglie, nei luoghi religiosi in cui meno te l’aspetti. Però il mostro odierno può avere qualcosa in comune con quello antico, nel senso che anch’egli può essere stato costretto a diventare un ‘mostro’ perché a sua volta ‘vulnerato’ nel corso della sua vita e ‘mentalmente modificato’ da quanto subìto.

Quale idea c’è alla base di questo progetto?

L’idea alla base di questo progetto è il riscatto, ovvero dare la possibilità ai mostri di presentarsi in prima persona, di raccontare la loro vera storia senza filtri e mediazioni, spiegando il processo che li ha portati a diventare quegli esseri strani che sono. Sentendoli parlare si scopriranno le loro peculiarità, la loro bellezza, la loro arte e ci si renderà conto che i veri mostri non erano loro ma forse chi ha manipolato la loro esistenza, credendosi in diritto di farlo e mettendo in campo protervia, presunzione, arroganza, invidia, sentimenti attualissimi e sempre in azione. L’idea è quella di aiutare lo sviluppo emotivo del bambino, sviscerando il terribile mondo delle punizioni e delle ingiustizie.

Cosa vorrebbe rimanesse dei suoi libri ai lettori?

Innanzitutto, mi piacerebbe che rimanesse la grazia e l’incanto delle storie che hanno una loro bellezza in sé, essendo tratte dal nostro patrimonio culturale classico ed essendo scritte in maniera filologica da storici, archeologi e filologi che si mettono a disposizione del grande pubblico per restituire con fantasia e conoscenza. Il tutto è arricchito e completato da immagini bellissime che aiutano a rendere ancora più chiaro gli aspetti più complessi del mito. Poi mi piacerebbe che rimanessero i temi che con questi mostri vogliamo trattare: ad esempio il dio-fiume Acheloo ci insegna l’importanza di rispettare tutte le acque locali, dunque un tema ambientale; le Sirene ci insegnano i pericoli della seduzione della conoscenza narcisistica del sé da cui bisogna guardarsi, Aracne ci insegna le arti antiche della tessitura, la Sibilla cumana la nostalgia per la madrepatria e il continuo desiderio al ritorno da parte di chi è lontano, e così via. E infine mi piacerebbe che restasse la voglia di rileggere il libro una volta finito e la curiosità di andare a scoprire i luoghi meravigliosi e ricchi di storia della nostra Italia in cui i miti che tratteremo si sono formati e hanno trovato le loro geografie naturali.

Quali altri libri ha intenzione di pubblicare prossimamente?

I monstra in preparazione sono Adone, la Sibilla cumana, il Minotauro, Hecate, Tifone, Medusa e molti altri… è solo l’inizio, dalla mitologia classica ci sposteremo a quella medievale e alle mitologie dei paesi nordici e orientali, passando anche per il favoloso mondo delle piante mostruose che di volta in volta si presenteranno per farsi conoscere in prima persona.

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Libri

“I misteri del Sacro Bosco di Bomarzo”

bomarzocopertinadi Gabriele Ottaviani

Bomarzo è una cittadina della provincia di Viterbo: la sua attrattiva turistica più nota è un parco, fulgido esempio di arte fantastica del periodo manierista, che in quella zona presenta altre esperienze, come la fontana di Papacqua presso il Palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino, opera del Vignola. Progettato da Pirro Ligorio, architetto e antiquario, cui l’incarico fu affidato dal principe Vicino Orsini, al secolo Pier Francesco, che volle dedicare il giardino a sua moglie, Giulia Farnese, è l’apoteosi in scultura del grotesque. Architetture impossibili, come quelle della casa inclinata, che ti sembra di camminare verso l’alto e invece scendi, e viceversa, figure mostruose, natura e ingegno umano che si fondono con straordinaria armonia in un’esperienza storica unica, come ha detto Salvador Dalì: illustrato con la consueta bravura da Emanuele Carosi, Valentina Evangelista, per la collana Terre Incantate, dedicata alla scoperta di luoghi italiani che racchiudono in sé magia, mistero e leggenda, scrive per Scienze e Lettere, che coniuga contenuti importanti e immediatezza espressiva, I misteri del Sacro Bosco di Bomarzo – Un’insolita guida al parco. Piacevole e istruttivo.

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Libri

“Il Giardino dei Tarocchi”

giardinodeitarocchidi Gabriele Ottaviani

Il Giardino dei Tarocchi è nei dintorni di Capalbio, in provincia di Grosseto. È stato inaugurato nel millenovecenetonovantotto, e volutamente si è evitata troppa pubblicità, perché altrimenti il turismo di massa avrebbe fatto anche qui i suoi devastanti danni: si compone di ventidue gigantesche sculture di calcestruzzo con l’anima di ferro, ricoperte di ceramiche colorate, smalti, specchi e vetri di Murano, che riproducono gli arcani maggiori del mazzo dei tarocchi. Ovvero il matto, il mago, la papessa, l’imperatrice, l’imperatore, il papa, gli amanti, il carro, la forza, l’eremita, la ruota della fortuna, la giustizia, l’appeso, la morte, la temperanza, il diavolo, la torre, la stella, la luna, il sole, il giudizio e il mondo. Per Scienze e Lettere l’egittologo Fabrizio Felici Ridolfi conduce mano nella mano i lettori in un viaggio colorato (merito di Emanuele Carosi) e divertente. Il Giardino dei Tarocchi – Un’avventura tra i giganti colorati di Capalbio (GR).

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Libri

“Acheloo”

Acheloodi Gabriele Ottaviani

Acheloo è la più importante delle divinità fluviali dell’antica Grecia. Simboleggia il fiume Aspropotamo, che nasce dal Pindo e sfocia nello Ionio, è stato immortalato in dipinti e non solo, è figlio di Oceano e Teti, è uno dei protagonisti del ciclo di fatiche a cui è sottoposto Eracle, è capace di trasformarsi, in toro o in drago, per esempio, e dalle gocce di sangue cadute dalla ferita che si è procurato lottando sono nate nientedimeno che le Sirene. Helga Di Giuseppe, per Scienze e Lettere, scrive Acheloo, un libro bellissimo: agile, semplice, chiaro, divulgativo, nasce per i ragazzi ma molto probabilmente colpirà la fantasia, l’immaginazione e l’interesse anche degli adulti. Merito della scrittura, divertente, ma anche delle illustrazioni, splendide, di Emanuele Carosi.

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