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“La notte fra i due inverni”

71pE+TlXV1L._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La corda scorre nel moschettone…

La notte fra i due inverni, Alberto Sciamplicotti, AlpineStudio. Livio è giovane. È in quella fase di transizione in cui tutto sembra possibile, e al tempo stesso ogni ostacolo insormontabile. Ama Paola, o perlomeno ne è convinto. Il rapporto finisce, e lui precipita in un gorgo. Oltretutto, in montagna, tra le amate vette, perde anche due amici, vittime di un incidente. La spirale della depressione lo avvolge in modo sempre più soffocante. Ma del resto si torna sempre laddove si è stati bene, e per Livio i picchi dei monti sono un richiamo irresistibile: è così che comincia la sua rinascita… Bildungsroman intenso e avvincente, induce all’immedesimazione e all’empatia: da leggere.

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“Rotti e stracciati”

rotti-e-stracciati-alberto-sciamplicotti.jpgdi Gabriele Ottaviani

I pantaloni sono gli stessi che usa a scuola durante il lavoro di bidello, mentre le scarpe sono dei mocassini di pelle nera, buoni tutt’al più per una passeggiata in centro.

Chi crederebbe mai che si tratti di uno dei migliori alpinisti che si ricordino, partendo da questa definizione? E invece è proprio lui, Vito Plumari. Non è nato all’ombra della corona di monti che cinge il capo dello Stivale, anzi, ma insieme a Pierluigi Bini, come lui di origini romane e periferiche, mette insieme, negli anni Settanta, una nuova cordata di appassionati arrampicatori, ricchissimi d’entusiasmo, decisamente meno di pecunia. Ma si sa che non di solo pane vive l’uomo. E per fortuna, vien da aggiungere. Rotti e stracciati – Aria di Roma sulle cime, di Alberto Sciamplicotti per Alpine studio, è il racconto avvincente, dettagliato, interessante, approfondito di questa epopea. Da non perdere.

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“L’incanto dei passi”

l-incanto-dei-passi-le-terre-selvagge-degli-appennini-alberto-sciamplicotti.jpgdi Gabriele Ottaviani

La lunga cavalcata sulle creste del Gran Sasso è già un ricordo incastrato fra le pieghe della tua memoria.

Vides ut alta stet nive candidum Soracte: è così che inizia il celebre componimento che l’autore, Alberto Sciamplicotti, fotografo, videomaker, scrittore e viaggiatore, ha scelto di mettere tradotto in italiano in esergo nella sua pubblicazione. Perché il Soratte, per la sua forma di elefante che solitario si staglia nella prateria, gigante fra nanerottoli, è uno dei rilievi più caratteristici della spina dorsale d’Italia, che lui che ha attraversato le Alpi e i Pirenei e le montagne della Grecia, della Turchia, dell’Iran, del Canada, della Groenlandia, dell’Armenia, delle isole Svalbard e finanche del Karakorum ha deciso di raccontare. Con stile sobrio, bellissime illustrazioni e tanta passione, prendendo per mano il lettore e guidandolo in un percorso tra le pagine che riesce a far respirare la frizzante aria delle vette. Da non perdere. L’incanto dei passi – Le terre selvagge degli Appennini, Alpine Studio.

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