Intervista, Libri

Torino, tatuaggi, terrore e…

di Gabriele Ottaviani

Daniela Schembri Volpe scrive l’avvincente Killer Tattoo – La strana coppia: Convenzionali la intervista per voi.

Che ruolo hanno la magia e l’esoterismo nella vita?

Affermo spesso che la gente viva inconsapevolmente, intendo dire che l’essere umano ha abbandonato la consapevolezza che oltre ai cinque sensi, che ci fanno percepire il mondo, dovremmo sviluppare quello che chiamiamo intuito e che secondo me è qualcosa che va al di là di questo. Basta cercare l’origine della parola “magia” che ha accompagnato la civiltà umana dagli albori, è stata ed è oggetto di studio da parte delle scienze sociali, relazionandosi anche con la scienza e la religione. Magia ed esoterismo viaggiano a braccetto, esoterismo è ciò che pare incomprensibile e quindi misterioso, e il mistero è per l’uomo un fortissimo polo di attrazione. Basta notare quanti generi letterari si basano sul mistero o ancora quanta attrazione abbiano le pagine dei quotidiani che propongono fatti misteriosi insoluti. Purtroppo della magia approfitta una schiera di ciarlatani che strumentalizza le disgrazie altrui per trarne profitto.

Cosa c’è di macabro e grottesco nella nostra società?

La nostra è divenuta una società grottesca, le grandi ideologie sono crollate inesorabilmente lasciando spazio a un vuoto cosmico leopardiano che l’uomo sta riempiendo con il consumo di oggetti e di valori. Il macabro ha sempre convissuto con la nostra società, è dentro di noi, sopito, tenuto a bada, ma pronto a esplodere con i nostri sinistri primitivi istinti.

Che città è Torino, che lei ben conosce e che è uno dei vertici sia del triangolo della magia bianca che di quello della magia nera?

Torino è una città dalle potenzialità infinite, ricca e depauperata al contempo. È una città rinata con i giochi olimpici 2006 e poi irresponsabilmente fatta affossare, dopo tanto lavoro, da una giunta incapace. Torino è celti, liguri, romani, Savoia, romanico, barocco, siti Unesco, delizie reali, palazzi nobili, chiese, esoterismo e magia. Torino è una serie di scatole cinesi che contengono meraviglia all’infinito. È ora che qualcuno che la ami davvero la prenda in mano per farla risorgere.

Da che esigenza nasce questo romanzo?

L’esigenza è stata quella di una sfida. Ho editato diversi noir e ho fatto una scommessa con me stessa: scrivere un noir grottesco in cui non si ripetesse il classico schema omicidio, scientifica, commissario, assassino. Insomma, leggendone un certo numero ho trovato che ci fosse poca capacità di costruire un racconto noir che uscisse fuori dagli schemi soliti del noir nostrano territoriale.

Prossimi progetti?

Sicuramente il sequel di Killer Tattoo – La strana coppia, a cui darò un’ambientazione particolare, e altri libri a tema turistico sulla nostra bella Italia.

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Libri

“Killer Tattoo – La strana coppia”

di Gabriele Ottaviani

Aprì la porta, e vide…

Killer Tattoo – La strana coppia, Daniela Schembri Volpe, Castelvecchi. Dafne è una guida turistica: spesso dunque si trova di fronte a curiosità e vicende anche misteriose e intriganti della storia, da conoscere e far conoscere, scoprire e far scoprire, raccontare e commentare, per punteggiare le esposizioni con cui intrattiene e rende più erudite le persone che accompagna con mano sicura a visitare luoghi a vario titolo significativi. D’un tratto però si ritrova coinvolta in primissima persona in una macabra matassa, dipanando il cui groviglio, in cerca della verità in merito alle sparizioni di un numero sempre maggiore di adolescenti, si trova ad affrontare situazioni che mettono in discussione molte delle sue razionali certezze… Appassionante.

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Libri

“Le incredibili curiosità di Torino”

51u7KcZIbXL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Mi scusi, a che ora è stata fondata Torino?» Torinesi, cosa pensereste se un turista vi fermasse per strada rivolgendovi questa domanda? Probabilmente dopo una risposta evasiva, data con garbo sabaudo, vi allontanereste speditamente temendo di avere a che fare con un personaggio strambo, un folle. E invece esiste una molteplicità di studi sulla città di Torino, studi che si sono susseguiti negli anni e divenuti sempre più precisi da un punto di vista tecnologico, scientifico, di ricerca e di analisi che sono giunti persino a determinare l’ora di fondazione della città romana poi diventata capitale sabauda. Come? Uno degli aspetti più affascinanti riguarda il fatto che quando alcune materie si intrecciano – anche se all’apparenza sembrano essere distanti tra loro, come quelle di ambito umanistico messe in relazione con quelle che richiedono complessi calcoli intorno alla materia – possono venire fuori risultati sorprendenti come dati precisi risalenti a secoli or sono. Conosciamo aspetti della Storia, delle Scienze e della Psicologia, siamo in grado di datare gli anni del nostro pianeta e di studiarne le evoluzioni geologiche, fisiche, sociali e ambientali e se provassimo a rapportare queste possibilità alle nostre città? Come è stato possibile, utilizzando l’intersecarsi multidisciplinare di un’analisi storico-archeologica combinata con una serie di misurazioni astronomiche, conoscere la data precisa in cui Torino è stata fondata? Sarebbe un po’ l’inizio di tutto, per chi ci è nato, chi ci ha vissuto o ci vive, chi ha visto legato il suo destino a questa fascinosa città, sapere quando tutto ha preso il suo avvio e dunque da lì vedere formarsi la linea che si è poi incrociata con le nostre odierne esistenze. E in realtà parlare di linee è piuttosto pertinente in questo caso! Pare infatti che Julia Augusta Taurinorum sia stata fondata a partire da un rituale etrusco-romano secondo cui la via principale, il decumano, che corrisponderebbe all’attuale via Garibaldi, successivamente via Dora Grossa, fosse allineato con il sorgere del sole. Il rito voleva che un augure o un gromatico (un esperto che definitiva le planimetrie dei terreni e degli accampamenti) o una figura che unisse un’opera di calcolo e di benedizione in qualche modo, determinasse l’orientamento della città, partendo appunto da quello che sarebbe stato il decumano illuminato nella sua lunghezza dalla luce dell’aurora. Una volta tracciata questa retta, dalla stessa si partiva per delineare tutte le altre strade perpendicolari e parallele che avrebbero costituito il classico modello ortogonale delle città romane, il castrum, e che a Torino è ancora così ben visibile nell’area denominata Quadrilatero Romano, e nel resto della città come organizzazione urbanistica. Le insulae, infatti, perfettamente squadrate, venivano formate dall’intersecazione dei cardi e dei decumani e così il perimetro della città antica possiamo ancora identificarlo a nord con via Giulio e piazza Emanuele Filiberto, proseguendo verso i Giardini…

Le incredibili curiosità di Torino, Daniela Schembri Volpe, Newton Compton. La prima capitale d’Italia, in procinto di ospitare la trentasettesima edizione del suo sempre splendido film festival, che tanto deve alla strepitosa bravura e competenza di Emanuela Martini, città elegante, raffinata, europea, cosmopolita, è tanto celebre da dare l’impressione di non poter più raccontare nulla: niente di più sbagliato, ovviamente, perché come tutti i classici non finisce mai di dire quel che ha da dire, anzi. Il volume di Daniela Schembri Volpe è un’agilissima guida e un viaggio divertente e interessante sotto ogni punto di vista. Da non farsi sfuggire.

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Libri

“101 perché sulla storia di Torino che non puoi non sapere”

519i8OoYThL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Da Torino sono passati tanti popoli, molte storie umane si sono intrecciate nelle varie società succedutesi nei secoli, ma se parliamo di emigrazioni recenti e ci riferiamo a quella interna che ha visto il Sud d’Italia recarsi verso il Nord, o quella di cittadini non comunitari o comunitari, giungere rispettivamente dal Nord Africa o dall’Est Europa, viene da sorridere pensando che i nostri cugini francesi, a un certo punto della storia europea, considerarono Torino come luogo di rifugio e diventarono veri e propri rifugiati d’élite!

101 perché sulla storia di Torino che non puoi non sapere, Daniela Schembri Volpe, Newton Compton. La prima capitale del regno d’Italia, elegante e austera, è naturalmente molto di più di quello che potrebbe sembrare a un occhio esterno e superficiale, è una città magnifica in cui numerosissime storie, tra il Po e le Alpi, si sono intrecciate e continuano a connettersi: Daniela Schembri Volpe, avvalendosi dell’efficace espediente delle domande a cui dare risposta in modo semplice, chiaro ed esplicativo, tratteggia un ritratto interessante e originale di un luogo che ne contiene molti altri, fisicamente e nell’anima.

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