Teatro

“Saul”

David trono III°Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

STAGIONE TEATRALE 2015-2016

Teatro Vascello

sala Giancarlo Nanni

 

Evento Speciale

prosa

2-3-4 Luglio 2015  h 21

SAUL

con

            Stefano Sabelli Saul

            Gregorio De Paola Gionata

            Bianca Mastromonaco Micol

            Giulio Rubinelli David

            Fabrizio Russo Abner

            Pasquale Arteritano Achimelech

 

scene e regia Stefano Sabelli

 

musiche dal vivo a cura del Trio Miele con partiture Klezmer e il Requiem di Mozart

            Angelo Miele bajan

            Alessandro Miele violino

            Maria Miele violoncello

 

costumi Laura Riccardi e Chiara Ravizza

fondale di scena da un’opera di Giovanni Ferroni Tommasi

 

aiuto regista Gianmarco Galuppo – luci Daniele Passeri e Andrea Ziccardi

fonico Vittorio Ziccardi – macchinista Denni Mastroiacovo

service Music Service CB – sartoria e attrezzeria Polvere di Stelle Vasto

foto di scena Mamiphoto di Max Ferrante ufficio stampa Teatro del Loto

distribuzione Elena Romeo

 

“in Saul v’è di tutto, di tutto assolutamente”Vittorio Alfieri

 

A 35 anni dall’ultima edizione allestita su un palcoscenico nazionale – quella di Renzo Giovampietro, del 1980 – la Compagnia del Teatro del LOTO riporta in scena il SAUL di Vittorio Alfieri: la più importante tragedia italiana del ‘700 e probabilmente di tutti i tempi.

 

In una Galilea metafisica e senza tempo, teatro di antiche e nuove tragedie, su una scenografia lignea, imponente, ispirata all’opera di maestri dell’arte contemporanea italiana, come Ceroli e Marotta, rivive il capolavoro in versi del nostro Teatro, nella messa in scena energica e visionaria e nell’interpretazione di vigorosa e superba verità di Stefano Sabelli, affiancato da una gruppo di eccellenti talenti diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia o formatisi nella Scuola Propedeutica d’Arte Scenica del LOTO.

Esempio straordinario di una drammaturgia pura, ritmica e di perenne modernità, l’opera di Alfieri è costruita intorno a un protagonista di poliedrica ed emozionante complessità.

Attraverso il ritmo impetuoso, incalzante dell’endecasillabo e di una recitazione necessariamente intensa e poderosa, la furia risolutiva di un re sconfitto, ma ancora sopraffatto dall’ansia di affermare la sua potenza, cresce e avvince fino alla catarsi finale.

In questa tragedia, che si consuma nell’arco di una giornata (alba, giorno, tramonto e notte) David e gli altri bellissimi personaggi dell’opera, si fanno, per Saul, specchio e simbolo d’ogni umano e contraddittorio sentimento. In tal modo, viene ancor più evidenziata la dolorosa solitudine del vecchio Re d’Israele e quell’ondeggiare tempestoso del suo animo, fra bisogno di affetto e diffidenza, malinconia e ira, fino all’esplosione della follia e dell’estrema libertà del suo sentire e agire, che lo rende così attuale.

L’opera, in cui Alfieri stesso dichiara d’esservi “di tutto, di tutto assolutamente” e che lui medesimo amava interpretare, oggi più di ieri è ancor più necessaria perché in grado di graffiare l’anima d’ogni pubblico, permettendoci di guardare, al contempo, con lucidità e commozione, dentro le nostre miserie e le nostre grandezze.

In questo allestimento, la musica – con partiture Klezmer e il Requiem di Mozart, contemporaneo al Bardo di Asti, eseguite dal vivo dall’eccellente Trio dei fratelli Miele – fa da contrappunto agli endecasillabi di Alfieri, esaltandone la potenza epica e lirica, che rimanda a vecchie e nuove diaspore e intifade. Un tessuto musicale, che fa emergere, con grande efficacia, le molteplici verità di un personaggio straordinario e unico nel Teatro italiano. Per complessità, potenza e modernità, il folle Re alfieriano, avverso al clero e che teme il guardarsi dentro, nulla ha da invidiare ai grandi, folli Re shakespeariani.

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