Libri

“Boccaccio”

unnamed (4)di Gabriele Ottaviani

Il 21 agosto 1365, com’era di prammatica prima che si partisse per un lungo viaggio, Boccaccio detta il suo testamento…

Boccaccio, Marco Santagata, Mondadori. Esegeta di chiarissima fama, studioso, docente, biografo, esperto di letteratura, dopo essersi cimentato, tanto per fare un esempio, con Dante, arrivando anche nella cinquina dello Strega qualche anno fa, Marco Santagata si dedica ora a una figura eclettica e raffinatissima, grande ammiratore dell’Alighieri, modello celebrato da Bembo nelle sue cinquecentesche Prose della volgar lingua come pietra di paragone per chi volesse approcciarsi allo scrivere non in versi: Giovanni Boccaccio, di cui indaga ogni sfumatura artistica ed esistenziale con rara limpidezza. Impeccabile e imperdibile.

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“Boccaccio indiscreto”

41DnCLr0FEL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mettiamoci nei panni dei lettori di Napoli o di Firenze: per loro, come potrebbe essere frutto di fantasia una dama di casa Aquino identificata con tanta precisione?

Scrittore, docente, saggista, candidato allo Strega, intellettuale, letterato, Marco Santagata, che ha scritto pagine bellissime sulla Beatrice di Dante, figura Christiper l’arcinota interpretazione auerbachiana, si dedica ora a un’altra donna leggendaria: se Petrarca aveva Laura, a Boccaccio si collega madonna Fiammetta, il mitico personaggio letterario attraverso cui l’autore del Decameron trascolora, sublima e trasfigura, mettendola al riparo così anche dall’invidia del mondo, come gli amanti catulliani che rimescolano a dadi il conto dei baci, cosicché nessuno possa lanciare il malocchio contro di loro, una reale passione che gli è costata pure un certo ostracismo a corte negli anni napoletani della sua formazione. Boccaccio indiscreto – Il mito di Fiammetta, Il Mulino, è un testo formidabile e fondamentale.

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“Il poeta innamorato”

download.jpegdi Gabriele Ottaviani

Petrarca, come Dante, trasforma in personaggio l’io narrante – io lirico nel suo caso –, dotandolo di corposità autobiografica.

Il poeta innamorato – Su Dante, Petrarca e la poesia amorosa medievale, Marco Santagata, Guanda. La poesia amorosa di epoca medioevale è un esempio ormai divenuto canonico di lirica. Che si basa su numerose regole, le quali non sono affatto solo ed esclusivamente semplici espedienti formali. La forma, infatti, è in casi come questi anche con ogni evidenza una caratteristica sostanziale, attraverso cui i significati e i temi dei componimenti, le molteplici chiavi di lettura e i livelli interpretativi che si intersecano e che contribuiscono al valore dell’opera d’arte in quanto strumento comunicativo si esplicano e raggiungono colui che dell’opera è il fruitore. Marco Santagata però opta in questa particolare fattispecie per un altro approccio, che si mostra certamente interessante e rivelatore: al di là delle convenzioni riscontrabili nei testi, di fondamentale importanza perché ne determinano la riconoscibilità, producendo dunque un’efficace capacità di immedesimazione, lo studioso, dalle note e maestose abilità esegetiche, si propone di indagare i nessi e i rapporti che, messi in ombra dagli stereotipi, dalle ricorrenze e dalla fissità di determinate formule, viceversa intercorrono non tra la letteratura e l’ideale, ma fra questa e la vita vera. Spesso il tema dell’autobiografia e i rimandi e i riferimenti che a essa si trovano nelle opere dell’artefice di cui si cerca di scoprire qualcosa in più possono risultare una forzatura: per contrasto è pur vero che ogni autore anche quando parla d’altro da sé in realtà non può non lasciare traccia della sua persona in ciò che produce, visto che si tratta d’un essere umano, e non certo di una macchina che opera in completa asepsi. Santagata però non indugia affatto su dinamiche che in realtà non aggiungerebbero alcunché alla comprensione del testo e alla poetica degli autori: con il suo volume invece riesce a donare nuova linfa alle opere che analizza e a fornire preziosi strumenti di riflessione.

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