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“La frontiera spaesata”

Balcani_Copertina_DEF.qxp_Layout 1di Gabriele Ottaviani

Nella piazza del Forum, ora animatissima, al caffè di fronte al tempio di Augusto, che dentro l’ombra è fresca e racconta un misto d’ultra contemporanea Berlino underground e Italia anni Trenta con su un angolo di muro uno strano mosaico a fiori e fronzoli a evocare antichità remote ma tra i fregi c’è quel misterioso 1928 A. D., e fuori è tepore di avvenire sedie bagnate dal sole: meditazione beata per sempre (vorresti). Tre giovani ragazze sedute al tavolino accanto chiacchierano. Interroghi discreto – spii, va… – i gesti, gli sguardi, gli ammicchi. Sembrano venire da tre luoghi diversi, ma poi è lo stesso luogo, sembrano parlare lingue diverse, ma poi è la stessa lingua. Nasce, in inglese, una chiacchiera – e raccontano. Una è bosniaca, una croata (ma croata di Pola), una serba, parlano al 98%, spiegano, la stessa lingua, un po’ come se un inglese, un americano e un australiano dovessero conversare fra loro. Guardano verso il futuro, sognano l’Europa, più con i loro nonni, quando la Jugoslavia non conosceva frontiere, e forse anche prima, che con i loro padri, quando c’era la guerra. Non basta una rondine a far primavera, né a far Storia – ma qua e là ancora e ancora incontrerai testimoni, memorie, persone che ripensano a quel passato non solo come feroce repressione e oppressione, e lo usano per sognare in avanti. Crevices, fessure…

La frontiera spaesata – Un viaggio alle porte dei Balcani, Giuseppe A. Samonà, Exòrma. La penisola balcanica, anche conosciuta come Balcani, è una penisola dell’Europa orientale che è delimitata a ovest dal mare Adriatico, a sud-ovest dal mar Ionio, a est dal mar Nero, a sud-est dal Mar di Marmara e a sud dal mar Egeo. Come spesso accade per le penisole, incerta è la definizione del suo confine sulla terraferma, aggravato dal fatto che si tratta di uno dei suoi confini più estesi. Non aiuta inoltre la definizione di questa linea di demarcazione il fatto che il territorio presenta al suo interno grandi differenze e frammentazioni per storia, nazionalità, lingua, cultura e religione delle popolazioni che vi abitano. È con queste parole che si apre la voce enciclopedica, tratta dal più celebre ricettacolo di informazioni che si possano agevolmente trovare in rete, relativa alla penisola balcanica, e questi brevi paragrafi sono in effetti decisamente significativi e precisi nel raccontare un territorio esteso, multiforme, contraddittorio, cui sovente, non a caso, infatti, nel corso della storia, ci si è riferiti con l’appellativo, in verità certo per nulla lusinghiero ma tragicamente e icasticamente, seppur non senza retorica, azzeccato, di polveriera (basti pensare solo che il casus belli della prima guerra mondiale avvenne proprio nel suo cuore, a Sarajevo): dire Balcani però vuol dire tutto e non vuol dire nulla, Banja Luka è assai diversa da Tirana, così come Maribor da Belgrado, solo per fare qualche esempio. E dunque come si può declinare il concetto di limite, di confine e di soglia se non in maniera fluida e cangiante? Samonà, con splendido stile, conduce con chiarezza e mano sicura il lettore in un viaggio di esplorazione e scoperta, che racconta molto sia dell’altrove che di noi.

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