Libri

“Emily Brontë”

71YsGlvVSRL._AC_UL320_ML3_di Gabriele Ottaviani

Fin da subito Emily è favorevole al progetto. Stando con Anne a giugno ha capito la piena misura della sua tristezza e la proposta l’ha convinta: aprire una scuola insieme sarebbe il male minore, anche dovendo lasciare Haworth e tutto ciò che ama. Come ha sempre privilegiato gli animali indifesi sugli uomini, così ora antepone con generosità i bisogni delle sorelle al proprio benessere, fisico e interiore, e accetta la scuola proprio per Anne, che a Thorp Green subisce «persone volgarmente […] insolenti, presuntuose & tiranniche».

Emily Brontë, Paola Tonussi, Salerno editrice. Un po’ come Emily Dickinson, che non è che sia uscita poi così spesso dalla propria stanza, eppure ha saputo descrivere il mondo e l’amore con una tale raffinatezza e varietà, avvalendosi di una tavolozza di sfumature da pittrice abilissima, o come Emilio Salgari, che non ha mai visitato la Malesia che ha saputo rendere più vera del vero (del resto anche la gran parte del racconto di viaggio dall’India di Gozzano è frutto della sua immaginazione fervida, lucida e assieme visionaria), anche nel caso di Emily Brontë si può dire che la gran parte degli eventi che ne connotano incontrovertibilmente l’esistenza non avvengono che nella sua testa: ciononostante, dall’acuta osservazione, dal rispettoso silenzio, dalla sensibilità delicata, l’autrice sa far scaturire la voce più autentica dello spirito del mondo che la circonda, come se fosse l’erica stessa, che fa splendida mostra di sé nell’aspra, brumosa e impervia brughiera, a parlare, facendosi quintessenza, emblema e simbolo dei tormenti procellosi dell’anima e dei continui sussulti del vivere, fatto di tensioni, dissidi, aneliti e frustrazioni, gioie e pene, che Emily conosce, e cui guarda con misericordia mai lassa, o priva d’ironia. Questa biografia, riuscitissima, perfetta sotto ogni aspetto, lirica e scientifica assieme, potente e solida, è un vero e proprio tuffo in un universo immenso e sorprendente.

Standard
Libri

“ID_Leonardo”

Id_Leonardodi Gabriele Ottaviani

Macchine volanti, eh? E magari vuoi arrivare sulla Luna…

ID_Leonardo, Pierfranco Bruni, Mauro Cotone, Francesco Maria Caligiuri, Manuela Giacchetta, Antonella Perrotta, Cataldo Russo, Luigi Salerno e Mauro Santomauro, Ferrari. È forse per antonomasia IL genio, e nella ricorrenza del cinquecentennale della sua scomparsa (solo però dal mondo caduco dei vivi, perché si è guadagnato con le sue invenzioni e con le sue opere d’ingegno finissimo e multiforme l’immortalità, assurgendo a modello, punto di riferimento, mito, leggenda, pietra di paragone, stella polare irraggiungibile, ma che non si può fare a meno di osservare e anelare) Ferrari, casa editrice sempre attenta alla pluralità di voci e alla costruzione di percorsi alternativi che esplorino le potenzialità della parola e dell’arte, dà alle stampe, e si auspica che si tratti davvero solo del primo volume di una lunga serie, un libro in cui autrici e autori declinano, ognuno in base alla propria sensibilità, le caleidoscopiche suggestioni che una figura così capitale come quella di Leonardo, attuale e necessaria più che mai nei nostri tempi distratti e vacui, in cui sembra che essere colti, competenti e preparati sia divenuta una colpa vergognosa, vellica. Da non perdere.

Standard
Libri

“Il vincolo cieco”

Cattura.PNGdi Gabriele Ottaviani

La voce di mio padre era sempre la stessa. Ero commosso, come non mi accadeva da tempo…

Il vincolo cieco, Luigi Salerno, Ferrari. Quando sei nato non puoi più nasconderti: eh già, sarebbe bello, ma non si può proprio più fare. La rivelazione è avvenuta, l’agnizione è manifesta, la guerra, verrebbe da dire, è dichiarata. In primo luogo ai demoni che ci vengono al mondo con noi e non smetteranno mai di accompagnarci: è un narratore senza nome e pieno di fobie, nei cui meandri viene guidato – ma fino a che punto? – dal proprio terapeuta il protagonista di questa vicenda che gronda di suggestioni come una cornucopia di primizie, un romanzo che sin dal titolo intriga, elevato a potenza, solenne, monumentale, poderoso, ponderoso, classico e solido, dai toni universali e da leggere, tessitura finissima di creature fuori dal canone, fragili e irresistibili. Splendido. Meravigliosa e assai coerente – non capita spesso – col simbolismo del testo l’opera di Elisa Anfuso, pittrice contemporanea di maiuscola sensibilità, scelta per la copertina.

Standard
Libri

“La rivoluzione in cammino”

518nHFX1WLL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Spesso in quei mesi, come sottolineano le diverse fonti e memorie, He e Mao vissero assieme solo sporadicamente, rispettando di fatto le regole che disciplinavano rigidamente le relazioni coniugali durante quel terribile periodo, secondo le quali marito e moglie di norma non dovevano vivere assieme se non occasionalmente durante le fasi di guerra. Pochi mesi dopo essere stata costretta ad abbandonare la figlia, He Zizhen fu gravemente ferita dalle schegge di una bomba lanciata da un aereo nemico e costretta ripetutamente a essere trasportata su di una specie di portantina. Ciononostante nell’ottobre 1936, quando le armate comuniste si erano temporaneamente fermate nella cittadina di Bao’an prima di attestarsi a Yan’an, He diede luce a una bambina (Jiaojiao): tenuto conto delle sue condizioni, a Yan’an fu esonerata da qualsiasi compito, ma allo stesso tempo i suoi rapporti con Mao cominciarono a deteriorarsi, anche a causa di un presunto nuovo rapporto sentimentale che Mao avrebbe avviato in quel periodo.

La rivoluzione in cammino – La Cina della lunga marcia, Guido Samarani, Salerno editrice. Ancora adesso per molti Mao è un mito: certamente è un personaggio storico di formidabile e fondamentale importanza, controverso, centrale nello scacchiere politico internazionale, incarnazione di certi ideali che in qualche remoto recesso del globo non smettono di resistere. Guida di un grandissimo paese, uomo non privo di manchevolezze, è qui mirabilmente ritratto, ma ancor più significativo è il quadro di una straordinaria e molteplice nazione come la Cina: da leggere.

Standard
Libri

“Campanella”

41p-uyUQ-kL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Come dar torto a Campanella, quando scriverà a Francesco Barberini di non meritare l’odio degli spagnoli, come provava il fatto che dei suoi manoscritti molti «si servono» in Spagna?

Campanella, Saverio Ricci, Salerno editrice. Vissuto a cavallo fra sedicesimo e diciassettesimo secolo, è stato uno dei più importanti filosofi della storia d’occidente: altrettanto interessante però è stata la sua vicenda esistenziale, non fosse altro per la pluridecennale carcerazione, fondamentale per la formazione della sua visione del mondo, per cui sperava di trovare una ricetta che lo liberasse dalle brutture. Saverio Ricci, avvalendosi di una messe monumentale di fonti, realizza un ritratto limpido come acqua di sorgente, intenso, appassionante e istruttivo.

Standard
Libri

“Dante in Cina”

51PCSPK+k6L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quasi tredici milioni di cinesi vivono oggi a Canton, o meglio a Guangzhou. La terza città della Cina per abitanti e importanza dopo Shanghai e Pechino ha ripreso il suo nome originario, che era stato storpiato in modo da renderlo più facile da pronunciare ai primi viaggiatori portoghesi. È una metropoli costiera ma, come nel caso di Shanghai, per arrivarvi bisogna risalire un fiume, il Fiume delle Perle: cento e passa chilometri da Macao, poco meno da Hong Kong. Oggi un treno veloce collega l’ex colonia britannica e Guangzhou, dove resta poco del vecchio nucleo coloniale, giusto il quadrilatero sull’isolainsediamento di Shamian, risalente al periodo in cui Volpicelli e signora lo frequentavano. Fin dall’inizio del suo mandato, il console generale aveva chiesto di potervi aprire un ufficio o di avere quanto meno uno spazio del quale potesse fruire di tanto in tanto. Non c’era ancora la ferrovia e, nonostante la trasferta in nave da Hong Kong a Canton richiedesse poche ore, il viaggio era pericoloso per le sortite dei pirati. Verso la fine della carriera ne avrebbe fatto la sua base per motivi legati a una fase misteriosa, se non decisamente ambigua, della sua attività diplomatica e non solo.

Dante in Cina – La rocambolesca storia della Commedia nell’Estremo Oriente, Eric Salerno, Il saggiatore. La Cina è vicina, si diceva una volta. Come sempre le frasi formulari hanno un fondo di verità: in questo poderoso e ponderoso volume, ampio e dettagliato, scritto in modo semplice, asciutto, elegante, chiaro, brillante, vario, intelligente, avvincente, appassionante e istruttivo, ricco di chiavi di lettura e livelli di interpretazione, si racconta infatti una storia fatta di nodi, nessi, intrecci, integrazioni, tradizioni. Sul finire del diciannovesimo secolo Eugenio Volpicelli, studioso di chiara fama, affronta un viaggio in quello che Marco Polo e non solo avrebbe definito Catai per diffondere l’opera del padre nobile per antonomasia della lingua e della letteratura italiana, ossia Durante, o come dicevan tutti Dante, Alighieri: giunge in estremo Oriente e traduce passi in cinese, tiene conferenze, instaura connessioni nientedimeno che con Confucio, poiché le domande esistenziali degli uomini, quali che siano latitudine e longitudine, si somigliano tutte. Da leggere.

Standard
Libri

“L’ultima partita”

41J6b4nsETL._SL218_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Stai tranquillo, tu giocherai e rimarrai in questo ambiente finché ti piacerà e ne avrai voglia. Nessuno ti costringerà mai.

L’ultima partita – Vittoria e sconfitta di Agostino Di Bartolomei, Giovanni Bianconi, Andrea Salerno, Fandango. È un ragazzino quando il padre lo accompagna alla sede della società, in via Lucrezio Caro, zona Prati, presso piazza Cavour, in pieno centro, a Roma, non proprio un tiro di schioppo da Tor Marancia, periferia più a sud della grande metropoli dove è nato, ha mosso i primi passi e ha dato i primi calci al pallone. Ha talento, ma non è pronto a tutto pur di emergere. Ha altri valori. Una sua sensibilità. Che lo renderà un campione. Un uomo vero. Buono. Serio. Solido. Fragile. Incapace di riconoscersi in un mondo che fa di tutto una cosa, una merce, un prodotto. Un capitano che a un certo punto, dannatamente troppo presto, dirà basta. Il racconto della sua vita è avvincente e intenso, dettagliato, profondo, umanissimo: il libro di Bianconi e Salerno è da non perdere per nessuna ragione.

Standard
Libri

“Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio”

Ilprimoanno.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ecco, dico, come si fa a conservare un documento dell’hotel in cui sei stato con l’amante e portarlo a casa? Cosa pensava, di scaricare l’IVA? Solo un uomo può essere così pirla!

Sono una coppia di innamorati. E come tutti gli innamorati, che siano una donna e un uomo, due donne o due uomini, se ne fanno e dicono di ogni. Perché, nella fattispecie, lui è pigro e dopo quarant’anni ancora non riesce a capire che magari se non trova un vestito è perché è a lavare, dato che non è il caso di rimetterlo nell’armadio sporco, lei è iraconda e con uno strepitoso eloquio da camallo, sia detto senza offesa per chi si ammazza di lavoro a scaricare pesantissimi colli al porto, non le interessa la tecnologia né l’inglese e perde il cellulare con dentro tutto. Perché si divertono a farsi i dispetti. Perché condividono il lavoro e la quotidianità, l’educazione delle figlie, la cura dei nipoti, il supermercato, drammi, risate, momenti di rabbia, di teatralità  e di inquietudine. Da una vita. Perché ne hanno passate e ne passano tante, avventure e disavventure, senza fare tante storie. Perché fanno le cose senza fronzoli, d’istinto, ma mica senza cervello. Perché sbagliano e si correggono. Perché hanno sempre voglia di imparare. Perché sono curiosi. Perché pensano di avere avuto nell’esistenza tanta fortuna, e al tempo stesso di essere l’uno quella dell’altra, e viceversa, oltre che la peggiore rottura di scatole capitabile. Il primo anno va male, tutti gli altri sempre peggio, edito da Baldini e Castoldi, non è semplicemente esilarante. È così sincero e vero che fa lo stesso piacere di una ventata fresca in un giorno di canicola. Cominci a sfogliarlo e non puoi smettere finché non sei arrivato all’ultima pagina, quando hai visto crescere insieme a te quei personaggi che sono prima di tutto persone, brave persone, che ti paiono ancora più familiari di quanto non lo siano già perché magari li conosci attraverso lo schermo o i giornali. Li hai visti attraversare un’Italia in mutamento, sposarsi, diventare genitori tenendo sempre presente l’insegnamento dei propri, per esempio di una madre bolognese saggia per lei, per lui di un padre di origini partenopee straordinaria eleganza, uno dei miti della musica italiana, sposo di un’ebrea in pieno regime fascista e fatto prigioniero in Algeria, lavorare sodo, con umiltà, scoprire buona parte dei migliori talenti della musica leggera italiana, spaccare scrivanie e lanciare piatti di peltro con i segni zodiacali cesellati sopra, fare tv e giocare a burraco. E ci rivedi te, e buona parte delle famiglie e delle coppie che ti sono care e vicine, al netto delle specificità caratteristiche. È un’autobiografia corredata di bellissime foto che non ha nulla di agiografico, e più che un libro sembra una gustosa cena tra amici. Che si chiamano Mara e Alberto, Maionchi e Salerno. Da non perdere.

Standard