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“Lungo l’argine del tempo”

COP_9285_SgarbiFarmacista_ok_Vittorio:Layout 1di Gabriele Ottaviani

Lungo l’argine del tempo – Memorie di un farmacista, Giuseppe Sgarbi, Skira. L’umanità, l’umiltà, la delicatezza, la cultura, la gentilezza, la bonomia, la signorilità, la raffinatezza, l’eleganza, la sensibilità di cui questa scrittura è impregnata non possono non essere proprie di chi ne è stato artefice, è evidente: e questa corrispondenza d’amorosi sensi, questa affinità elettiva, rende ancor più pregevole, avvincente ed emozionante la lettura di questo affresco di provincia, in cui la vita è a misura d’uomo e l’uomo, col suo sacrificio, la disponibilità ad amare, i suoi valori, è misura di tutte le cose. Giuseppe Sgarbi, padre di Vittorio ed Elisabetta, da poco scomparso, verecondo come una violacciocca dinnanzi allo splendore ammaliante, immarcescibile e protervo d’una rosa, racconta un secolo di piccole e grandi storie italiane, con voce lirica, semplice, commossa: parla di Po, poesia, caccia, campagna, guerra, sudore, lavoro, fatica, impegno, passioni, esistenza. Eccezionale.

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