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“Roma – Piccola storia simbolica”

Screenshot (158).pngdi Gabriele Ottaviani

Oggi può sembrare naturale che l’emblema di Roma sia quello che sia e si componga degli elementi che tutti conosciamo: uno stemma sormontato da una corona con cinque fioroni, tinto di rosso porpora nel campo dove, disposte in banda, sono patenti una crocetta e la sigla latina SPQR. Eppure, come vedremo, non è sempre stato così e tantomeno era scontato che sarebbe stato questo l’emblema di Roma. Le ragioni che rendono la faccenda meno ovvia di quanto si possa credere sono almeno due. La prima è che gli stemmi fanno la loro comparsa sul proscenio del mondo soltanto a partire dal XII secolo, quando in sostituzione di altri sistemi di segni – come gli antichi vessilli e stendardi – iniziano ad essere usati come simboli di riconoscimento da parte di individui, famiglie, comunità, istituzioni. È solo nella relazione con queste entità che la città medievale ottiene un simbolo, ma è solo dal presente, dalla temporanea conclusione di una lunga e tortuosa storia, che quel simbolo appare della città e solo della città più di quanto non fosse in origine. Ciò ci riconduce alla seconda problematica. Cioè al fatto che nel XII secolo ci sono più entità e poteri che si contendono il dominio su Roma, quantomeno la Chiesa e il Senato, e ciascuno di essi è determinato affinché sia il suo stemma con i suoi simboli a divenire l’emblema della città. Che l’emblema di Roma oggi corrisponda a quello del Senato medioevale è dunque il risultato di un complesso processo e conflitto storico…

Roma – Piccola storia simbolica, Franciscu Sedda, Paolo Sorrentino, La lepre. Franciscu Sedda, dottore in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, insegnante di semiotica, membro di un progetto di cooperazione internazionale per lo studio delle città e professore associato presso l’Università di Cagliari dove è assegnista l’altro autore del volume, Paolo Sorrentino, dottore di ricerca in Scienze della Comunicazione e fra l’altro docente a contratto presso l’Accademia del Costume e della Moda di Roma, fra il serio e il faceto compone un mosaico molto interessante di citazioni, sguardi, dettagli, immagini di varia provenienza che propongono al lettore un vividissimo e completo affresco della città eterna: da leggere, rileggere, far leggere, per conoscere e far conoscere e capire.

 

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