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“Piccola città”

7109g6MR5ZL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Vedo la piccola città e i suoi abitanti. E vedo gli struzzi e la sabbia. E vedo mio padre dentro questa sabbia.

Piccola città – Una storia comune di eroina, Vanessa Roghi, Laterza. Si dice sempre che non vi sia nulla di più semplice che parlare di ciò che si conosce bene. In realtà non è così in ogni caso. Talvolta è infatti assai arduo affrontare determinati argomenti che ci toccano da vicino, che sfiorano corde dolorose, che pizzicano e solleticano nervi scoperti, prendendo le mosse da un punto di vista personale. Al tempo stesso però è altrettanto evidente come sia necessario farlo, per liberarsi e per darne testimonianza, eternarne la memoria, poiché chi non ricorda è destinato a rivivere, e di norma in modo ancora peggiore. C’è un’intera generazione che è dimenticata perché non esiste più. Uccisa dalla droga, spesso nell’indifferenza, se non nella riprovazione, generale. Vanessa Roghi parla di questo, e di molto altro, con delicata empatia antiretorica. Da leggere.

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