Libri

“Ritratto in piedi”

1307346880copertina Manzinidi Gabriele Ottaviani

Non so: era il mio babbo nel quadro destinato a tramandare un avvenimento durevole.

Gianna è nata in Toscana. A Pistoia. Nel milleottocentonovantasei. Ed è morta a Roma. Quarantadue anni fa, alla fine d’agosto. Gianna di cognome fa Manzini. Con questo libro ha vinto il Campiello, nel millenovecentosettantuno. Come da migliore tradizione dei premi letterari, è un memoir. Una biografia. Gianna racconta la storia di suo padre. Giuseppe. Un anarchico. Ammazzato dai fascisti appena saliti al potere. Gianna non si dà pace. Non ha saputo – ma avrebbe potuto? – essergli vicina come avrebbe voluto. Soprattutto in prossimità della fine. E così ne racconta la storia, che si intreccia con quella con l’iniziale maiuscola. Ritratto in piedi, riedito da Ortica, è un romanzo intenso e intimo, la cui prosa, lirica, è ampia e variegata come le ramificazioni del delta di un fiume, ricca, raffinata, colta, forse, ora come ora, un po’ datata, ma certo splendida.

Standard