Libri

“Rimbaud e la vedova”

51tuQwrjPIL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Rimbaud e la vedova, Edgardo Franzosini, Skira. In una casa molto carina che aveva sia il soffitto che la cucina, tra l’aprile e il maggio di centoquarantatré anni fa, ospite della proprietaria, un’enigmatica vedova meneghina, vive affacciandosi su Piazza Duomo il poeta che ha saputo assegnare finanche un colore alle vocali: ossia Arthur Rimbaud, che proprio in quei giorni decide di rinunciare per sempre alla letteratura. Edgardo Franzosini, traduttore e autore di romanzi e racconti, uomo dunque che di letteratura, croce e delizia per tutti coloro che l’amano, perché dà voce a istanze di cui talvolta non si immaginava nemmeno di percepire la necessità dell’esistenza prima di trovarsi di fronte alle parole che si è sempre sperato di saper dire senza riuscirvi, ma al tempo stesso pone continuamente dinnanzi al dubbio che il senso completo sia inevitabilmente irraggiungibile, si intende, dà alle stampe un affresco potente ed elegante che si interroga sui dubbi che attanagliano il multiforme ingegno e l’animo dell’uomo e dell’artista.

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