Libri

“Riccardin dal ciuffo”

592_20170209164201.jpgdi Gabriele Ottaviani

Era la fine di novembre, pioveva disperatamente: Altea spalancò le finestre e trovò sublime quel cielo da suicidi. Si stese sul letto e si lasciò sommergere dal freddo: le guance in fiamme, rivisse il suo primo bacio centinaia di volte, il viso di Tristano che si avvicinava al suo, le palpebre abbassate a nascondere i suoi begli occhi, la meravigliosa stranezza di due bocche che diventavano una sola, e poi le parole del ragazzo, quelle parole incredibili che penetravano dentro di lei a mano a mano che si abbandonava alla loro vertigine.

Riccardin dal ciuffo, Amélie Nothomb, Voland, traduzione di Isabella Mattazzi. La regina è tornata. Amèlie Nothomb, una voce talmente originale da essere riuscita a diventare, nel corso del tempo, che ha attraversato e attraversa con invidiabile souplesse, senza mai perdere in credibilità o in forza espressiva, un classico vero e proprio, capace di non finire mai di dire quel che ha da dire, come Italo Calvino insegna, affronta di nuovo un tema che le è caro allo stesso modo con cui lo è agli dei chi giovane lascia la vita: la favola. Gioca con la tradizione popolare senza pudore, ridendo sovversiva e mostrando l’ampia e coloratissima gamma delle potenzialità dell’immaginazione e della letteratura, penetrando il mistero dell’amore e della natura umana attraverso le storie di Deodato, intelligentissimo ma altrettanto brutto, e Altea, un incanto di fanciulla che pare però essere più vuota del nulla. Ma… da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione al mondo.

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