Libri

“La preghiera, la parola, il volto”

61L29GAbjRL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La preghiera di Gesù è spesso silenzio…

La preghiera, la parola, il volto, Andrea Riccardi, Edizioni San Paolo. La parola di Dio è eterna, universale, salvifica. Soprattutto non ha nulla a che spartire con la fugace e vorace frenesia iperconnessa del mondo d’oggi, in cui la forma vale più della sostanza, l’apparenza predomina sulla realtà, tutto è subito vecchio e consunto: eppure ha ancora decisamente senso interrogarsi in merito a essa e alla pace del suo silenzio in mezzo al frastuono del mondo, perché l’uomo non ha mai cessato di porsi domande, e sono sempre le stesse, sull’esistenza e le sue mille forme. Andrea Riccardi indaga questo tema con dovizia di particolari e soave leggerezza, di estrema efficacia comunicativa. Da leggere.

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Libri

“Tormenti della cattività”

51LYcSoHN5L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Brutta cosa la viltà, aveva pensato.

Tormenti della cattività, Antonio Riccardi, Garzanti. Ogni uomo abita la sua personale prigione, che può essere connotata in mille e più modi diversi e avere le forme più disparate e le più complesse origini: l’esistenza è fatta di lavoro, di impegni, di occupazioni non piacevoli ma necessarie, di incombenze cui non ci si può sottrarre, di insopprimibili esigenze, di ricordi, di sensi, di molto altro ancora, finché poi, inesorabile, non giunge la morte. A partire dalle convenzioni sociali, numerosissime sono le limitazioni alla libertà che ognuno di noi sperimenta, e col suo linguaggio poetico insieme intimo e universale Riccardi ne riproduce l’intera e intensa policromia.

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“La notte della rabbia”

514fRA2NBDL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Leone arrivò di fronte a Palazzo Venezia e, come sempre, non riuscì a impedirsi di fissare il balcone dal quale Mussolini aveva proclamato l’ingresso in guerra dell’Italia. Tempo prima per annunciare la politica razziale aveva scelto Trieste, ricordò, con un discorso tenuto in un luogo che il colonnello conosceva bene, la magnifica piazza Unità d’Italia. Da ragazzo coi genitori partiva spesso per il capoluogo giuliano, nella Comunità ebraica locale aveva amici e parenti. Le due città che più amava, ironia della sorte, erano state all’origine delle disgrazie della sua famiglia. Smise di pensarci, aveva altro da fare. Parcheggiò e imboccò a piedi la strada che portava al Teatro di Marcello. Indugiò a osservare i vicoli che erano stati la cornice della sua infanzia spensierata, quando l’appartenenza all’ebraismo era un connotato ininfluente, come venire da Napoli o da Torino. Nessuno, allora, marcava una distanza o li considerava stranieri. E del resto quale senso poteva avere? L’insediamento giudaico in Italia aveva oltre venti secoli di vita. Piazza Mattei, chiamata anche piazza delle Tartarughe per gli animali scolpiti sulla fontana circolare, era da sempre la sua preferita. Ci passava i pomeriggi, seduto sul bordo a sfiorare l’acqua insieme all’amico del cuore che adesso non amava più ricordare. Ad Auschwitz non si erano proprio visti…

La notte della rabbia, Roberto Riccardi, Einaudi. Leone Ascoli è un carabiniere. Un colonnello. È ebreo. È sopravvissuto alla Shoah. È a Roma, nel millenovecentosettantaquattro. Epoca di controlli, posti di blocco, anni di piombo, terrorismo, assassinii, rapimenti. Come quello di un politico sulla cresta dell’onda, il professor Marcelli. Preso in ostaggio dalle Sap, che rivendicano il crimine e propongono uno scambio. Nel frattempo, però, alla porta di Ascoli, impegnato in questa difficilissima indagine, bussa il partigiano che gli ha salvato la vita nel campo di concentramento. E lo avvisa che il suo aguzzino nazista è non solo a piede libero, ma in città. Ed è diventato… Conquista sin dalla prima riga per l’eleganza dello stile, la cura dei dettagli, la credibilità delle situazioni, la potenza della caratterizzazione dei personaggi, l’efficacia dei dialoghi, il ritmo mozzafiato: da non perdere.

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