Libri

“The kissing booth 2”

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Il suo fare misterioso accresceva il fascino del nuovo arrivato. Un nuovo arrivato attraente, per giunta. Oggettivamente.

The kissing booth 2 – Un amore a distanza, Beth Reekles, De Agostini, traduzione di Michela Albertazzi. In procinto di tornare anche su Netflix, Elle, Noah e Lee intanto si riaffacciano in libreria: Elle sembra aver finalmente trovato un equilibrio con il suo ragazzo, ma Noah sta per trasferirsi a Harvard per il college, a migliaia di chilometri da lei. Che vuole credere con tutte le sue forze che questo amore saprà sopravvivere alla distanza: però, priva pure dell’appoggio del suo migliore amico Lee, a consolarla e consigliarla, è tutto più difficile. Come se non bastasse, il nuovo vicino di casa, Levi, sembra trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Ed è davvero molto, molto, molto carino: ma… Fresco, grazioso, da leggere.

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Libri

“La casa sulla spiaggia”

81pjZa5ExKL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sei proprio un’inguaribile romantica…

The kissing booth – La casa sulla spiaggia, Beth Reekles, DeA Planeta, traduzione di Aurelia Di Meo. Fenomeno sia su Wattpad che su Netflix, piattaforma sulla quale la versione filmica delle vicende raccontata in questo testo d’agilissima lettura ha collezionato un impressionante numero di visualizzazioni, questo nuovo episodio vede tornare alla ribalta Rochelle, il suo migliore amico Lee, per i quali l’estate significa in pratica solo una cosa, ossia la casa sulla spiaggia, e Noah, fratello di Lee e ragazzo di Rochelle. Ovvio che dunque per la prima volta da sempre le cose non possano che cambiare, e considerando che già l’adolescenza non è altro che un tempo di continui mutamenti, conflitti, tensioni, drammi e passioni, il calderone dei sentimenti non può che sobbollire come mosto: anche perché Noah è in partenza per il college. Sarà pertanto l’ultima volta che i tre si ritroveranno sotto lo stesso tetto: come potrebbe non essere una stagione indimenticabile? Lieve ma non superficiale.

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“The kissing booth”

51TJLBovvyL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Arrivò la metà di maggio, prima di quanto desiderassi.

The kissing booth, Beth Reekles, De Agostini. Traduzione di Aurelia Di Meo. Il sottotitolo è di lapidaria chiarezza: Al tuo migliore amico puoi dire tutto. O forse no? Non è la storia più originale del mondo, infatti, anzi, ma è scritta con una tale credibilità sotto ogni punto di vista che non solo è diventata un film nel suo genere complessivamente riuscito su Netflix – e non poteva essere altrimenti, visto che sembra nata per quello scopo, semplice, limpide, senza tempi morti o lungaggini  – ma porta anche immediatamente, quale che sia la propria condizione di partenza, a una sorta comunque di generale immedesimazione, di volta in volta con qualcuno dei personaggi, o perlomeno con alcuni dei loro atteggiamenti e/o comportamenti. Difatti si tratta di un vero e proprio fenomeno letterario che ha catturato l’attenzione di quasi venti milioni di lettori in tutto il globo terracqueo nato da Wattpad dalla penna di un’autrice giovanissima ma sorprendentemente matura e molto più raffinata di quanto di potrebbe pensare di primo acchito che narra la storia di Rochelle. Che ha diciassette anni ed è bella, popolare, brillante. Insomma, le manca un difetto per essere perfetta, come si suol dire. È circondata di amici, ma non è mai stata baciata. Non ha mai avuto un fidanzato, solo cotte sbagliate per ragazzi sbagliati. Come Noah. Inaffidabile, tenebroso, irritante. Non si vuole impegnare. Bello molto più del sole. Ma sbagliato, di certo. Glielo ripete in continuazione anche Lee, il suo migliore amico, l’unica persona a cui Rochelle non potrebbe mai rinunciare. Il fratello di Noah. Ma…

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