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“La colpa”

41cDEkqwIvL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Il mio cazzo non lo do alla prima che capita. È solo per mia moglie». «Hai una visione ottusa e assurda dell’amore…». «Perché non mi lascio comandare dal mio uccello? Tu cosa fai con Jasmine? Se non ci viene a letto con te, la molli? Fai così, no?». «Che ne sai?». «Stai con lei sino al matrimonio? Vuoi sposarla?». «È troppo presto. Comunque non è il caso… C’è anche un bambino». Indicò con la testa Alì che però li seguiva a distanza, distratto da un panorama sconosciuto. «Non capisce… So, sai, come mi giudichi… Lo scemo bigotto che non scopa. Se mi piace una donna così come voglio io sono un maschilista, se tu pianti una perché non te la dà cosa sei, femminista?». «Chi ha detto questo, Billy? Non ci intendiamo. Lascia stare. Siamo su due pianeti diversi. Non mi va di litigare». «Dimmi. Ci starai lo stesso?». «Magari sì. Non insistere». Stefano accelerò irritato, Bilel lo inseguì e allora Stefano aggiunse: «Tu, appena uno accenna una critica ti offendi subito. Gli altri invece…». «A volte dimentico che non sei musulmano». «E allora?».

La colpa, Ghirghis Ramal, De Agostini. Esistono persone che vivono disinteressandosi completamente di ciò che gli altri pensano di loro. E ci sono invece persone che vogliono far contenti gli altri a ogni costo. E quindi si mettono da parte. Si annullano. Soffrono in silenzio perché sono annichiliti dalla sola idea che semplicemente perché sono come sono, cosa contro cui nessuno può far nulla, ma molti si rifiutano di capire questo banalissimo concetto, potranno perdere l’amore che hanno. Che temono di non meritare. Che non hanno mai sentito davvero come rivolto a loro in quanto loro, e non in quanto proiezione degli altrui desideri, delle altrui aspettative. Può, del resto, più del dolore la delusione… Mustafa Jamal vuole che tutti siano fieri di lui. Vuole dimostrare di essere una brava persona, diversa da ciò che sono i suoi fratelli. Manda ogni mese alla mamma in Egitto dei soldi, cosicché lei si convinca del fatto che valeva davvero la pena emigrare nel paradiso chiamato Italia. Sposa Aida, la ragazza che la famiglia ha scelto per lui, e in patria le regala un matrimonio da mille e una notte e una casa sontuosa. Ma la realtà è che Mustafa Jamal è un giocatore incallito. Che si barcamena fra più tavoli. Che si sente soffocare. Perché in verità ha un compagno, Luciano, un musicista che lo ama e che accetta tutte queste dilanianti contraddizioni. Ha un’amica, Michela, appena divorziata, che battaglia contro il figlio Stefano che vuole abbracciare una fede che non conosce. Ha un cugino, Billy. Italiano. Che vuole diventare imam. Ghrighis Ramal è uno pseudonimo. Il romanzo è stato spedito in forma anonima a un celebre scrittore. Da lui all’editor di DeA Planeta. Nessuno sa chi sia davvero l’autore. Quello che chiunque abbia letto il libro sa però è che si tratta di un ottimo scrittore. Che racconta l’inferno di un giovane che ha lasciato la sua terra e si trova in un altro mondo. E il suo dissidio straziante e travolgente deflagra e invade ogni luogo. Da non perdere.

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