Libri

“Ragazzo italiano”

Ferrari_coverdi Gabriele Ottaviani

Il maestro Poli si era fermato, guardava per terra. Poi si voltò, risalì dietro la cattedra e restando in piedi disse: “Allora, oggi cominceremo facendo un esercizio, anzi due. Siccome non avete ancora né il libro di lettura né il sussidiario, vi leggerò un brano, come se fosse un racconto, e voi adesso, qui, farete un riassunto sul quaderno. Le cose difficili sono appunto due. Dovrete stare molto attenti mentre ve lo leggo perché poi non avrete sotto mano il testo scritto. Questo è un esercizio di attenzione e di memoria. Poi dovrete anche far stare tutta la storia in tre pagine di quaderno con le righe di quarta. Provate e vedrete che non è mica tanto facile. Questo è un esercizio di sintesi, serve a distinguere le cose più importanti da quelle meno. Così faremo sempre, ci abitueremo a occuparci solo delle cose importanti”. Tirò fuori da una vecchia cartella un foglio, si vedeva che si era preparato, e cominciò a leggere. La storia parlava di un maestro molto giovane, a Roma, che viene mandato come “maestro provvisorio”, cioè supplente, in una quinta tremenda…

Ragazzo italiano, Gian Arturo Ferrari, Feltrinelli. Margaret Mazzantini, che lo Strega l’ha vinto eccome, diciotto anni fa, con Non ti muovere, propone per l’edizione di quest’anno del medesimo premio il libro, bello, profondo, lirico, raffinato, intenso, avvincente, coinvolgente, convincente, empatico, solenne, ricchissimo di rimandi e riferimenti al nostro immaginario collettivo, a una certa visione del mondo che ha visto nella tanto bistrattata scuola, soprattutto nel cosiddetto secolo breve che non si è fatto mancare nulla, né la guerra né la fame, né la rinascita volonterosa né l’edonismo crapulone, uno strumento di speranza, formazione, cambiamento, evoluzione e innalzamento sociale, che incarna pienamente uno degli scopi principali della letteratura, ossia quello di renderci migliori, più ricchi, più curiosi, più capaci di affrontare il dolore, di Gian Arturo Ferrari, con la seguente motivazione: «Ragazzo italiano è un libro scritto con uno spirito fanciullesco, nel senso più nobile del termine. Per me avrebbe potuto intitolarsi anche “Giovane”. Il giovane preso per mano lungo queste pagine, negli anni della sua crescita: un antieroe fragile, un bambino che vive circondato da donne, educato da donne, fasciato innanzitutto di stupore. E giovane è anche lo sguardo del narratore che torna ad accostarsi a quel bambino, poi ragazzino, poi ragazzo, nelle tre parti che compongono il romanzo. Ferrari riporta, ricrea in maniera formidabile, dialoghi che sono tranches di vita, che fanno pensare a certi quadri espressionisti, a certe fotografie di umile gente messa in posa. Hai la sensazione di stare in quelle case, con quelle persone. I dialoghi sono arterie vitali nascoste sotto il tessuto narrativo di un mondo che comunica con noi attraverso queste voci. Quel tessuto narrativo, poi, possiede una grazia d’altri tempi, connaturata a un’epoca più timida. Un’Italia più giovane, più sprovveduta, l’Italia partorita dalla guerra, con il suo grande gregge di reduci. Mentre Ninni avanza di statura, il mondo intorno muta violentemente, e s’intravede già molto di quello che sarà – il tempo dell’accumulo insensato, della solitudine dei molti, della disgregazione sociale – attraverso la finestra che questo romanzo di formazione apre e lascia aperta. Gian Arturo Ferrari ha scritto un vero romanzo. Perché alla fine cosa si chiede a un romanzo? Una ricreazione, nel senso dello svago, della nobile pausa nell’esercizio della vita quotidiana, ma anche la ri-creazione di un mondo comune, attraverso uno sguardo e una visione, che ricostituisca un involucro vitale. Perché, in questa polverizzazione culturale che ci sposta sempre un po’ più in là nella nostra solitudine antropocentrica, il vero scopo della letteratura è quello di renderci, finché sarà possibile, un po’ più umani.» Attraverso il tempo e la storia nello sguardo del protagonista si riflette un’intera nazione, con i suoi pregi e i suoi difetti, le sue magagne e i suoi scintillii di splendore: da leggere, rileggere, far leggere.

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