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“Stanza 19”

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«Il porco ha chiamato la scuola di recitazione», racconta Fleischauer, «e l’ha minacciata di ritirare il finanziamento se avessero continuato a dare lezioni a Sinje». «Cosa?», replica Tom guardando Fleischauer con scetticismo. «Dice sul serio?». Fleischauer resta impassibile. «Anch’io ho reagito come lei. Ma Sinje ha parlato con il direttore della scuola, che all’inizio non voleva sputare il rospo. Sa essere molto persuasiva». «Ci sono testimoni?», chiede Tom. «Testimoni? Ah ah!», esclama Fleischauer in tono canzonatorio. «Keller è troppo scaltro. Un bugiardo di professione che minaccia senza che nessuno possa fargli niente».

Stanza 19, Marc Raabe, Newton Compton. Traduzione di Alessia Degano. Durante una prestigiosa rassegna cinematografica quasi duemila spettatori assistono a una proiezione. Terribile. Non perché si tratti di un film orrendo. Ma perché sullo schermo si vede morire, davvero, la figlia del sindaco di Berlino, Otto Keller. E l’assassino lancia pure un monito finale: non sarà l’ultima a essere colpita senza scampo dalla scure della sua furia. Tom Babylon non può che indagare… Marc Raabe, che conosce a menadito i meccanismi della scrittura e del piccolo e grande schermo, dà vita a un nuovo travolgente romanzo. Ad altissima tensione.

 

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“Chiave 17”

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LKA – sede centrale

Berlino, quartiere di Tempelhof

Lunedì 4 settembre 2017

Ore 15:39

Per Tom è come se qualcuno gli avesse ammanettato Sita al polso e poi avesse buttato la chiave. Da quando ha messo piede fuori dall’ospedale non è riuscito a liberarsi di lei e si chiede se lo accompagnerà anche nella stanza del medico di Tempelhof durante la visita. Effettivamente entrano insieme nell’edificio dell’LKA. Le sedie di plastica nella sala d’attesa del dottore sono arancioni e scricchiolano quando ci si siedono sopra. Sita è concentrata a guardare il suo smartphone, a quanto pare sta controllando le mail.

Chiave 17, Marc Raabe, Newton Compton, traduzione di Angela Ricci. Brigitte Riss riveste il ruolo di pastore nel duomo di Berlino, la principale chiesa della Germania, edificata a partire dal millesettecentodiciassette fino al millenovecentocinque, un monumento meraviglioso. Sarebbe però più adatto usare un tempo storico nel caso specifico per rivolgersi alla donna, visto che è morta. È stata uccisa. Mutilata. In maniera orrenda. E abbandonata esanime proprio nella sua chiesa. L’assassino, per giunta, ha firmato il delitto: al collo la vittima porta infatti una chiave. Col numero diciassette. XVII per i romani. Ovvero l’anagramma di vixi. Vissi. Dunque ora non vivo più. Dunque ora sono morto. Per questo porta male. Tom fa il poliziotto, e vuole che questo caso gli sia assegnato a qualsiasi costo: un’identica chiave è infatti connessa strettamente alla scomparsa della sua sorellina. Ma… Mozzafiato.

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