Libri

“Quello che dice una cameriera”

download (10).jpegdi Gabriele Ottaviani

La cosa stupida

è amare te…

Quello che dice una cameriera, Nicola Manuppelli, Miraggi. Grazie a lui il pubblico italiano conosce autori come, per esempio, Andre Dubus, Charles Baxter, Jane Urquhart, Roger Rosenblatt, A.B. Guthrie, Sara Taylor, Gina Berriault e Don Robertson. E già questo è oggettivamente molto più di quanto serva per guadagnarsi un bel posto in paradiso. Ma Nicola Manuppelli con ogni evidenza non vuole lasciare nulla al caso, e siccome ha talento esprime la sua propria personale sensibilità in vario modo, nella fattispecie con delle vividissime narrazioni, veri e propri racconti, o meglio brevi romanzi, in versi, storie che sembrano quadri di Hopper o rapide e liquide pennellate impressioniste, frammenti polimaterici di discorsi amorosi e non solo, spaccati di vite in cui ognuno può riflettere qualcosa di sé, di chi conosce, di chi ama, di chi, con tenerezza e un flebile rimpianto, ricorda. Leggendo le sue poesie, connesse tra di loro da diversi temi e da numerosi rimandi e riferimenti, sembra quasi di vedere Elvis aggirarsi nella Bassa a bordo di una Cadillac decappottabile rosa confetto mentre carica Arbasino, Kerouac e Luigi Tenco che, lungo la solita strada bianca come il sale, attendono col pollice alzato e i capelli al vento che qualcuno si fermi e faccia come Manuppelli col lettore. Li prenda con sé e li conduca in un bellissimo viaggio.

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