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“Quanto blu”

41c73YrJ5iL._SX260_di Gabriele Ottaviani

Guardai il ragazzo allontanarsi, ma non stavo tanto pensando a lui e alla sua possibile colpa, quanto deplorando la mia situazione. Era necessario che lo dicessi a Linda, ma ogni minuto che passava rendeva dirglielo più difficile. Certo, April mi avrebbe odiato: e in un modo o nell’altro, pur essendo convinto che a qualche livello mi odiasse già, non sopportavo l’idea di tradirla.

Quanto blu, Percival Everett, La nave di Teseo, traduzione di Massimo Bocchiola. Autore poliedrico, dotto, raffinatissimo, personaggio dalle mille sfaccettature, Percival Everett ha il dono di una prosa impareggiabile, intensa, avvolgente, elegante, profonda, maestosa, mai ostica, mai banale, mai retorica, capace di indagare l’anima con raffinatezza, capace di sorprendere a ogni volgere di pagina, dando voce all’inatteso, all’inaspettato, all’insolito, all’inconsueto, all’imprevedibile, all’altrimenti inconoscibile: un viaggio nella sua letteratura è un viaggio dall’altra parte della luna. Questa è la storia di Kevin, un artista che sta lavorando a una gigantesca tela, di cui non fa vedere nemmeno un millimetro a nessuno: si sa solo che è composta di strati e strati di blu, in tutte le sfumature possibili… Allegorico, magnetico, da leggere.

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