Libri

“Quaderni di un terrorista”

makecopertina.pngdi Gabriele Ottaviani

D’altronde – era il mio cervello che autonomamente persisteva a compulsare alcune possibilità – perché dovevo sapere del contenuto di questa o delle future borse che mi sarebbero state affidate? Non ero che un semplice fattorino. Alessio e Gianni volevano mettere in atto qualcosa di clamoroso sotto gli occhi di tutti? Ad esempio incatenarsi all’inferriata dell’Arcivescovado o del Palazzo di Giustizia o addirittura in Duomo? O intendevano cospargersi di benzina e darsi fuoco come Ian Palach aveva insegnato? O denudarsi di fronte alla Rinascente? Erano forse ipotesi alquanto riduttive, considerati i miei precedenti incontri con Alessio e la situazione generale del paese e della città in particolare, ero il primo a convenirne senza alcuna difficoltà, ma dal mio punto di vista e nella mia situazione la differenza tra la protesta innocua e il caso estremo di una bomba (eventualità che non mi ero nascosta fin dall’inizio, sia chiaro), non era che formale.

Il dodici di dicembre del millenovecentonovantotto è un sabato. Sono ventinove anni esatti da quando è avvenuta la strage di Piazza Fontana. Una donna riceve un diario. Lo legge, e vi inserisce anche delle sue note, indirizzate a un personaggio misterioso. È un romanzo storico? Una confessione? Una (auto)biografia? No, non proprio. O forse, meglio, non solo. È un libro che nel suo intreccio traccia il contorno dell’incontro tra la storia e la vita, e racconta una realtà, un tempo, una condizione che molti hanno vissuto, di cui tanti hanno parlato, su cui quasi nessuno sa la verità. Gli anni di piombo, il terrorismo, in particolare quello neofascista, visto da dentro, osservato con gli occhi di chi, suo malgrado, si ritrova ingranaggio non proprio del tutto inconsapevole della macchina della paura e della morte. Quaderni di un terrorista, entrato con pieno merito nella longlist dello Strega, di Giano Corte Moschin per Biblioteca dei Leoni, è un ottimo e interessante libro: scritto bene, congegnato meglio, avvince e convince, fa riflettere e a tratti persino sgomenta.

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