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“Pulcinella è cattivo”

unnamed (1)di Gabriele Ottaviani

Gli elefanti d’argento erano troppo pesanti, quelli di porcellana troppo fragili. E poi la signora voleva regalarne almeno un centinaio, quindi se non c’era uno sconto sulla quantità sarebbe andata altrove. Questa minaccia la scoccò arricciando la bocca. Le labbra mostrarono una cifra indefinita di rughe che somigliavano a tanti minuscoli tagli. La donna cercava di occultarli sotto il pesante tratto di un rossetto rosa antico. Ma il tentativo era mal riuscito. Luisa iniziò a esporle delle riproduzioni di anfore lavorate interamente a mano. «Guardi, queste sono in originale terracotta. Il prezzo è ottimo» le garantì. «E se pagate in contanti la ditta vi offre perfino i confetti.» Fece capire alla signora dalla bocca a culo di gallina che, se avesse scelto quel modello lì, sua figlia avrebbe fatto la figura di una che non ha lesinato sulla cerimonia. «Farete parlare tutti quanti, sentite a me. Queste le ha scelte pure mia cugina. La gente ha raccolto la lingua dal pavimento» enfatizzò Luisa, che una cugina appena sposata non c’è l’aveva mai avuta. Ma lei si era cucita addosso l’arte della venditrice. E sulle bugie da elargire ai clienti non aveva rivali. Pure per questo, all’interno del negozio, l’invidia nei suoi confronti era uno spillone che ogni tanto le punzecchiava la schiena.

Pulcinella è cattivo, Gianluca Di Matola, Clown Bianco. Umberto e Vanessa vivevano a Ponticelli, quartiere popolare e popoloso – dopo Fuorigrotta è in tutta la città quello che ha più abitanti – della periferia – orientale – di Napoli, già casale del capoluogo all’epoca dell’unità d’Italia e poi a lungo comune autonomo, ora parte della sesta municipalità della metropoli campana assieme a Barra e San Giovanni a Teduccio, stretto tra Volla, Casoria, Cercola, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano e Poggioreale. Umberto e Vanessa sono due bambini. Umberto e Vanessa sono scomparsi. Da due anni. Sara, affiancata dal capo, da Boris, bravo collega che – e come dargli torto… – ha un debole per lei, da Luisa, giovane dall’anima ferita, e dall’irresistibile Franz, un meraviglioso Rottweiler bisognoso d’amore, maldestro ed esuberante, lavora alla Mobile, fa l’ispettrice, e per lei questo caso è una vera e propria ossessione, è diventata amica delle famiglie, riesce a essere rispettata e stimata finanche negli ambienti più difficili, che di solito sono appannaggio esclusivo della criminalità organizzata. Purtroppo però le stanno per togliere il caso, dato che non si vedono risultati: a questo punto inizia dunque una palpitante corsa contro il tempo, nella quale a ogni angolo si incontrano colpi di scena e possibili svolte decisive… Il romanzo ha vinto, e ci sarebbe mancato altro, verrebbe da dire, visto quanto è ben realizzato, l’edizione del duemiladiciotto del Premio per il Miglior Romanzo Inedito indetto da GialloLuna NeroNotte, ed è da non perdere. Assolutamente.

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