Libri

“I giardini di Firenze”

86f8147a86087e8b5ab2738e1963e0a7_w131_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpgdi Gabriele Ottaviani

La via dei Massoni è una vecchia strada che da via Bolognese arriva a via dei Careggi.

I giardini di Firenze – V – Suburbio vecchio e nuovo di Firenze, Angiolo Pucci, Olschki. a cura di Mario Bencivenni e Massimo de Vico Fallani. Angiolo Pucci, ultimo esponente di una celebre generazione di architetti del paesaggio e tecnici del giardino, conduce per mano in mezzo alla bellezza più autentica il lettore in questo nuovo, raffinatissimo, dettagliatissimo, elegantissimo volume di una trilogia monumentale dedicata al verde pubblico e privato della città che esiliò Dante, lungo un itinerario che tocca quasi trecento luoghi, per lo più sorti nei nuovi confini comunali, ampliati fra il milleottocentosessantacinque, quando per un breve periodo Firenze è capitale del regno d’Italia, e il millenovecentoventotto, in piena era fascista. Da non perdere.

Standard
Libri

“I giardini di Firenze”

fb971b259b0110c9809f967dbd054c70_w200_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpgdi Gabriele Ottaviani

La storia, che ora mi impegno a trattare, riguarda un convento della nostra città…

I giardini di Firenze – IV – Giardini e orti privati della città, Angiolo Pucci, Olschki, a cura di Mario Bencivenni e Massimo de Vico Fallani. All’interno delle mura che cingono il cuore pulsante del centro, inaspettatamente, si aprono, ora qui, ora lì, le porte di numerosi e splendidi giardini, angoli di campagna laddove tutto induce invece a immaginare soltanto scorci urbani. Curati con amore, passione e competenza. Angiolo Pucci, vissuto tra Ottocento e Novecento, giardiniere capo del giardino di Boboli, grandissimo esperto di botanica, racconta di collezioni di crisantemi e rododendri, ma non solo, con brillantezza ed efficacia, facendo emergere, vivere e risorgere la bellezza e la storia, trasmettendole come eredità a chi verrà dopo di lui. Corredato da immagini splendide e caratterizzato da una veste grafica che non può non colpire, il volume è una vera e propria opera d’arte, che istruisce e dà piacere.

Standard