33 tff

“Prima che la vita cambi noi”

arton32184-8f6f1di Gabriele Ottaviani

Negli anni Sessanta e Settanta hanno vissuto nelle comuni, usato sostanze stupefacenti, viaggiato verso l’Oriente, fatto volantinaggio, musica, arte: adesso sono qui, rammentano e parlano. Prima che la vita cambi noi documenta i ricordi di un gruppo di persone – tra cui Eugenio Finardi – che sono state giovani in un periodo in cui certe istanze di cambiamento erano salite alla ribalta della scena politica, culturale, sociale e collettiva italiana: e questo è il livello di approfondimento cui si ferma. Guardandolo viene da chiedersi: “Sì, ok, ma quindi?”. Nel senso: voi siete rimasti uguali, solo con un’età maggiore, pertanto non siete cambiati. Ma non avete cambiato nemmeno il mondo: perché? Non si arriva al nocciolo della questione, il film rimane una godibile ma piuttosto fumosa carrellata di aneddoti e lampanti contraddizioni che, tra Nanni Moretti e Renato Carosone (i soldi per le sigarette venivano dalla borsetta di mammà per colui che voleva fare l’americano…), sembra più che altro porre l’accento sul fatto che era proprio bello avere vent’anni e farne spensieratamente di tutti i colori. Grazie, ma lo sapevamo già.

Standard