Libri

“Un appartamento su Urano”

di Gabriele Ottaviani

Di fronte al negozio alcuni manifestanti denunciano l’omicidio, per mano della polizia, di Amilcar Perez, un ventenne emigrato dal Guatemala. All’interno siamo ricevuti da Jukie Sunshine, che ricordo di aver visto in cima alla collina di Seven Sisters, su una foto di Del LaGrace Volcano. Entrare a Good Vibrations con Annie Sprinkle è come entrare con Messi in un museo del calcio. Tutti i sex toys sembrano vibrare al suo passaggio. Scopriamo i nuovi modelli di vibratori prostetici, realistici, in silicone, senza ftalati e ipoallergenici. Mi consulto con Annie: dice di preferire il colore “caramello” a quello “vaniglia”. “Sarà come se avessi preso il sole completamente nudo in California.” Quando proviamo i sex toys l’unica domanda che fa Annie è: “Può anche massaggiare il collo?”. Davanti al nostro sguardo perplesso, Annie spiega: “Dopo la menopausa, la sessualità è post-genitale”. Alla fine opta per un accessorio eco-sessuale: un paio d’orecchie da gatto che si fissano ai capelli come una spilla. Alla cassa Jukie ci ricorda che “tutti i sex toys sono assicurati per ogni evenienza e a vita”, anche se sono esclusi i danni provocati dalle “ex fidanzate e dai cani”. Annie mi offre una “pompa da clitoride” come souvenir, dice, della Silicon Valley. Uscendo dal negozio passeggiamo su Clarion Alley, i cui muri sono ricoperti di pitture e graffiti, una sorta di museo della protesta a cielo aperto: Blacks are murdered with Impunity (“i neri vengono uccisi nell’impunità”); Evict Google (“sfrattiamo Google”), Put Your Guns Down (“giù le armi”). In una di esse, qualcuno ha sostituito le stelle della bandiera statunitense con dei teschi e le strisce bianche e rosse coi nomi, scritti in bianco e nero, di alcune persone assassinate dalla polizia: 67 omicidi “legali” di migranti latinoamericani…

Paul B. Preciado, Un appartamento su Urano – Cronache del transito, Fandango. Prefazione di Virginie Despentes. Traduzioni di Liana Borghi, Manuela Maddamma e Alessio Arena. Nato a Burgos, nella comunità autonoma di Castiglia e León, in Spagna, l’undici di settembre del millenovecentosettanta, come Beatriz, nome che conserva come secondo anche dopo aver intrapreso il percorso di transizione, Preciado è un filosofo e scrittore, esperto di pornografia, studi di genere, sessualità, architettura e biopolitica: non conosce retorica, non cerca facile consenso, non vuole rassicurare, ma far riflettere e conoscere, sancendo la sacra importanza della disubbidienza a imposizioni che non hanno ragione d’esistere. Necessario per aprire la propria mente e i propri orizzonti.

Standard
Libri

“Pornotopia”

61eUL4K79JL._AC_UL320_ML3_di Gabriele Ottaviani

A differenza di Esquire e del New Yorker, Playboy faceva appello direttamente al desiderio sessuale dei lettori (idealmente proiettato come maschile, bianco ed eterosessuale) e metteva allo scoperto la dimensione carnale delle loro pratiche di consumo, rivendicando l’implicazione dei loro corpi e dei loro affetti. La rivista riuniva in uno stesso mezzo le pratiche di lettura di testi e immagini e la masturbazione, facendo sì che il desiderio sessuale si estendesse indiscriminatamente dal jazz ai pannelli di formica dei tavoli da ufficio pubblicizzati nelle sue pagine. Intercettando la pratica tradizionale della lettura, Playboy non solo costruiva un nuovo consumatore maschio urbano, ma disegnava anche un nuovo tipo di affetto, di desiderio e pratica sessuale diverso da quello che dominava l’etica del breadwinner: l’onesto lavoratore e buon marito bianco ed eterosessuale promosso dal discorso governativo americano dopo la Seconda guerra mondiale. In realtà, Playboy stava scolpendo una nuova anima nella cava virtuale della cultura popolare americana.

Pornotopia – Playboy: architettura e sessualitàPaul B. Preciado, Fandango. Traduzione di Elena Rafanelli. Architettura playboy, Manifesto per un “uomo da interno”: il risveglio della coscienza domestica del playboy, Intimità pieghevole: l’invenzione della ragazza della porta accanto, Striptease: la domesticità a nudo, La cella postdomestica: l’appartamento per lo scapolo urbano, Architettura “pin-up”, La Playboy Mansion: l’invenzione del bordello multimediale, Il lavoratore orizzontale, Il letto farmacopornografico, Prodotti spaziali derivati: l’espansione dell’arcipelago Playboy: attraverso questi densi testi Preciado, filosofo, esperto di gender studies, pornografia, sessualità, arte contemporanea e performance, ci guida nell’universo di quello che non è solo un brand di impressionante successo o una rivista celebre per il suo paginone centrale e perché finanche Hemingway vi ha scritto degli articoli, ma anche uno dei simboli più evidenti di una vera e propria Weltanschauung. Donna, sii carina, docile e accondiscendente e non avrai nulla di cui preoccuparti: l’uomo si crede forte, ma in realtà è fragilissimo, ha bisogno di essere rassicurato, non si deve sentire minacciato, messo in discussione, non deve avere paura di te, tu esisti per il suo piacere. Questo è ciò che molti pensano: Preciado ci spiega perché. Ammaliante.

Standard
Libri

“Manifesto controsessuale”

81PkD+rTqJL._AC_UL320_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Parigi, 21 agosto 1999. Ron Athey esegue la sua performance intitolata L’Ano Solare al Forum des Images. Questa performance oltrepassa la body art e la sessualità. È controsessuale. Si vede in primo luogo un video dove una mano guantata disegna e colora accuratamente un sole nero intorno all’ano con l’aiuto di una macchinetta per tatuaggi. Poi la visuale si sposta verso la scena dove Athey si appresta a montare sul suo trono. È nudo. Una tortura genitale molto precisa, che consiste nell’iniettare un liquido non tossico (una soluzione salina), gli ha deformato il pene e i testicoli. Le parti genitali che debordano traballanti tra le gambe assomigliano più a una specie di utero esterno che a un sesso maschile. Il pene è turgido senza essere eretto. È gonfio, ma non di sperma. Invece di eiaculare, ha assunto l’eiaculazione tecnica e calcolata della siringa. I suoi organi sessuali sono controsessuali. Indossa giarrettiere. Cammina su tacchi a spillo. Incede lentamente, molto lentamente, come sé stesse per cadere a ogni passo. Ha due dildo fissati ai talloni come speroni. Li ha allacciati ai piedi come Pierre Molinier in Autoportrait avec éperon d’amour. Pendono dietro le scarpe come organi flaccidi e secondari.

Manifesto controsessuale, Paul B. Preciado, FandangoManifeste contra-sexuel è stato pubblicato in Francia per la prima volta diciannove anni fa e dopo circa venti mesi il Centro Studi GLTQ ne ha curato una prima versione italiana: oggi viene riproposto con un testo del tutto aggiornato che prende le mosse dall’edizione a stelle e strisce del duemiladiciotto, per opera della Columbia University Press, a cura di Liana Borghi. Nato a Burgos, nella comunità autonoma di Castiglia e León, in Spagna, l’undici di settembre del millenovecentosettanta, come Beatriz, nome che conserva come secondo anche dopo aver intrapreso il percorso di transizione, Preciado è un filosofo e scrittore, esperto di pornografia, studi di genere, sessualità, architettura e biopolitica: quest’opera è la sua pietra miliare, un’indagine compiuta e completa del nostro tempo e del mondo, così come è nato, si è evoluto, è stato costruito e sta cambiando, sovente, purtroppo, in direzione di una sempre maggiore chiusura nei confronti dell’altro. Fondamentale.

Standard