Teatro

“POE Suite”

poedi Gabriele Ottaviani

I racconti della Rue Morgue. Un classico di genere che ha fatto epoca, ha dato vita a decine e decine di imitazioni ed è stato persino oggetto di una parodia disneyana, dove Auguste Dupin diventava Dupip, e assumeva la fisionomia del miglior amico di Mickey Mouse, a conferma che la grande letteratura non teme declinazioni eterodosse, e mantiene intatto il suo prestigio, da qualunque angolazione la si osservi. Una logica stringente, capacità deduttive finissime, acume, analisi psicologica e audacia che hanno con tutta evidenza ispirato lo Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle, sottolineati da una prosa avvolgente e affascinante, quella di Edgar Allan Poe, un maestro del terrore e della narrativa in genere, che con le sue parole mai didascaliche invita alla riflessione su temi come il delitto, la colpa, il ruolo di vittima e quello di carnefice, tra atmosfere gotiche e insieme raffinatissime. In cartellone ancora oggi e domani nella splendida cornice del Teatro Due di Roma la voce e l’interpretazione di Vittoria Faro, regista e attrice, e le note, composte per l’occasione dal maestro Raffaele Pallozzi, si fondono dando vita, complici anche l’allestimento e le luci, a un’intensa suggestione in POE Suite – Racconti per voce e piano, lettura scenica e musicale dell’opera già citata e di altri due scritti dell’autore bostoniano, Eleonora e Il gatto nero.

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