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“Candido suicida”

candido_suicida_coverdi Gabriele Ottaviani

Tenterò, per quanto mi è possibile, di riportare l’accaduto. Ora Maximilian me lo spiega guardandomi negli occhi. Partiamo dall’inizio, con ordine. Maximilian ha ricevuto proprio quest’oggi, in mattinata, una macchina, regalo per il diploma da parte dei genitori, non che sia un bolide fiammante, ma è la prima che possiede lui solo, dunque, ai suoi occhi, non potrebbe essere più splendida di così. Si tortura le mani mentre la descrive, lo sguardo azzurro, a tratti nascosto da piccoli mazzetti di capelli biondi, chino sulla tovaglia sbiadita del mio tavolo. È tutto il giorno che la guida, sussurrando di tanto in tanto «mia», piano piano, come se rischiasse di essere sentito da altri. Non sa spiegare come sia successo, forse ha preso coraggio mentre passavano i minuti, si è sentito sempre più sicuro. Ha anche abbassato il finestrino per poggiare il gomito all’esterno, portando le dita alla tempia sinistra, continuando a stringere con l’altra mano il volante di pelle scrostata. D’un tratto, in un sibilo fastidioso, nell’abitacolo si è introdotto un nugolo peloso, un’ape impazzita venuta a minacciare la sua tranquillità…

Candido suicida, Sofia Pirandello, Round Robin. Pronipote del premio Nobel che ha eternato il simbolo della maschera come filtro tra la verità dell’essere e l’apparenza costruita per placare l’innata e umanissima sete d’accettazione, da sempre appassionata di letteratura, al suo romanzo d’esordio con quest’opera avvincente e convincente che si è aggiudicata il bando SIAE Sillumina, sviluppato sul modello della più celebre opera voltairiana nell’arco di due giorni e due notti, è la storia allegorica, leggibilissima, profondissima e gravida di livelli di lettura e di chiavi d’interpretazione, di un uomo che distrutto per la fine del suo amore pensa che sia giunto il momento dio farla finita, ma non essendo capace nemmeno di togliersi la vita si lascia andare all’abulia e trascinare in mille stupefacenti peripezie: da non perdere.

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“Novelle della grande guerra”

front_pirandello_novelle_guerradi Gabriele Ottaviani

Speriamo che la giustizia trionfi… Ma se non dovesse trionfare? Trionferà di qui a un altro secolo… La storia ha larghi polmoni, e un arresto di respiro è cosa momentanea. Può anche darsi, del resto, che sembri un’altra, di qui a un altro secolo, la giustizia. Non c’è da fidarsi; e non è questo, creda, che importa. Ciò che realmente importa è qualche cosa d’infinitamente più piccolo e d’infinitamente più grande: un pianto, un riso, a cui lei, o se non lei qualche altro, avrà saputo dar vita fuori del tempo, cioè superando la realtà transitoria di questa sua passione d’oggi; un pianto, un riso, non importa se di questa o d’altra guerra, poiché tutte le guerre su per giù son le stesse; e quel pianto sarà uno, quel riso sarà uno.” Così io lo udii parlare a lungo, con una smania che mi si esasperava di punto in punto, quanto più, parendomi in fondo che dicesse giusto, mi sforzavo di frenarmi. Non avrei voluto ascoltarlo, e lo ascoltai invece fino all’ultimo. Quando scattai in piedi, sdegnato, amareggiato, naturalmente non me lo vidi più davanti. Come una tenebra d’angoscia m’aveva rioccupato il cervello: ero ricaduto in preda alla mia cocente passione. Mio figlio doveva partire in quei giorni per la frontiera. Della sua partenza imminente volevo e non riuscivo a sentirmi orgoglioso. Egli avrebbe potuto, come tanti altri della sua età e della sua condizione, sottrarsi almeno per il momento ai suoi obblighi: s’era invece presentato subito, volontario, all’appello. Lo guardavo avvilito e quasi mortificato. Il ribrezzo più che trentenne di un’alleanza odiosa, fomentato ora dallo sdegno, dall’orrore delle atrocità commesse dai nostri alleati di jeri, aveva per dieci mesi roso il freno d’una disumana pazienza.

Novelle della grande guerra, Luigi Pirandello, Nova Delphi, a cura di Pietro Milone. Luigi Pirandello è senza dubbio il maestro della novellistica, novecentesca e non solo: nella forma breve del racconto scava con inusitata e ineguagliabile profondità nelle pieghe più recondite dell’animo umano e della società che, fatta dagli esseri umani per gli esseri umani, spesso a volte proprio nei loro riguardi si comporta in maniera del tutto assurda, alienante, straniante, perversa. Come perversa è la guerra, sempre e comunque, anche quando in realtà i ridondanti proclami di chi governa, e al fronte, dunque, non va, ammantano le azioni di eroismo, più che di morte. In questi otto racconti l’umorismo dell’autore è caustico contro le ipocrisie, sottile e profondo, ma al tempo stesso partecipe e pietoso. Homo sum, nihil humani alienum mihi puto, scriveva del resto Terenzio… Un classico da scoprire e riscoprire.

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“Una giornata”

IMG_20170321_103707.pngdi Gabriele Ottaviani

La fortuna! La fortuna!

Una giornata – Novelle per un anno, Luigi Pirandello, Cento Autori. Prefazione di Carmine Treanni. Effetti di un sogno interrotto, C’è qualcuno che ride, Visita, Vittoria della formiche, Quando s’è capito il giuoco, Padron Dio, La prova, La casa dell’agonia, Il buon cuore, La tartaruga, Fortuna di esser cavallo, Una sfida, Il chiodo, La signora Frola e il signor Ponza, suo genero, Una giornata. Sono solo alcuni fra i numerosissimi capolavori del premio Nobel che ha saputo, specie nel suo tempo, raccontare in maniera mirabile il tema della maschera, dell’identità, dell’ipocrisia che l’essere umano mette in atto nei confronti di sé medesimo e nel contesto della società che appare sempre giudicante, pronta a sottolineare le altrui debolezze, a dileggiarne. In questi icastici racconti la vena finanche umoristica dell’autore che proprio l’umorismo ha saputo ridefinire (in particolare per quel che concerne le sue venature tragiche, il suo volto triste) in modo tale da diventare un modello splende limpida e si erge stentorea come la voce di un eroe: da non lasciarsi sfuggire.

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