Libri

“Imperfezione”

61ScfKs8nbL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il possibile è più vasto del reale.

Imperfezione – Una storia naturale, Telmo Pievani, Raffaello Cortina editore. La perfezione, si sa, non è di questo mondo. Eppure tutti vi tendiamo. Ma a ben guardare è nella sua assenza, in quel quasi che ce la rende preclusa, in quella sfumatura, in quella cesura, in quell’intervallo che si annida, forse, la più pura e grande bellezza. Tutto cambia, muta, si erode, si evolve: e senza imperfezione non c’è possibilità di miglioramento, non c’è eventualità di progresso, in ogni campo, a partire dalla genetica, che è ciò di cui siamo fatti. La natura è meravigliosa proprio perché imperfetta, e Pievani racconta con linguaggio accessibile a tutti la sua vicenda caleidoscopica. Da non farsi sfuggire.

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Libri

“Pulp times”

519iZ8-Z1qL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Come per il cavaliere di Samarcanda, l’appuntamento è fissato: il cacciatore cacciato, l’inquisitore inquisito, spinto dal desiderio di sapere che cosa lo aspetta, uccide un uomo che penserà essere l’assassino di suo figlio, scomparso alcuni anni addietro. Ma prima di essere ucciso l’uomo gli svela di essere stato pagato per inventarsi tutto e farlo cadere in trappola: il cortocircuito genera allora una valanga di effetti imprevisti. Seguirà una nuova ricerca, condita di tutti gli stereotipi del lieto fine spielberghiano. Grazie alle visioni di Agatha (che solo in questo caso vede il passato), Anderton capisce che il capo del programma, Lamar Burgess (Max von Sydow), ha organizzato tutto per coprire l’omicidio della madre di Agatha, che rivoleva la figlia, senza farsi scoprire dai precog. Questi ultimi, nel frattempo, predicono l’omicidio di Anderton. Nel duello fi nale il vecchio Lamar finirà per uccidersi, chiedendo perdono davanti ad Anderton che gli aveva appena sottoposto il più classico dei paradossi del tempo: se non mi uccidi i precog avranno sbagliato e il sistema avrà fallito; se mi uccidi, non avrà fallito il sistema ma avrai fallito tu. In questa debole e lacunosa trama, dentro la quale lo spettatore è mosso dal bisogno di consolazione “umanistica” del regista, alla fine il futuro ha vinto: era quasi estinto ma ce l’ha fatta e i tre giovani veggenti possono essere tranquillamente messi a riposo. Uccidere il futuro può dunque avere effetti pericolosi, perché il tempo può ripiegare su se stesso, avvitarsi e schiacciare nella sua morsa i controllori del sistema. Ma è un tentativo che vale pur sempre la pena di fare, perché non dimentichiamo che il vero nemico è l’horror vacui prodotto dalla vicinanza del caso, dell’incertezza…

Pulp times – Immagini del tempo nel cinema d’oggi, Fulvio Carmagnola, Telmo Pievani, Meltemi, nuova edizione, con una filmografia a cura di Dario D’Incerti. Il tempo è la misura di tutte le cose, che in esso esistono, e, stando a quello che scrive Daniela Angelucci nell’enciclopedia del cinema, si può dire in merito alla settima arte che nel periodo della nascita del cinema venne messa in crisi, in seguito alle scoperte della fisica moderna e della riflessione filosofica, la nozione classica di tempo come progressione lineare, dal passato verso il futuro, di istanti qualitativamente omogenei. Tra i numerosi epistemologi e filosofi che si occuparono di tale questione, fu Henri Bergson a opporre al “tempo spazializzato” della scienza il suo concetto di durée, durata come esperienza interiore, “tempo vissuto” che possiede il carattere irriducibile della imprevedibilità. Il cinema sembrò rappresentare in modo efficace questa inedita esperienza del tempo, che fu posta quindi al centro delle riflessioni teoriche sulla nuova arte; ciò accadde soprattutto a partire dal riconoscimento del predominio della narratività come elemento prioritario del cinema, dopo la fase originaria, d’altronde molto breve, in cui l’obiettivo prevalente era la proiezione di vedute, di immagini in movimento o la creazione di trucchi cinematografici. Il tempo è dunque una tematica fondamentale nella cultura e nella dimensione stessa del racconto in quanto tale, e in questa nuova e ampliata edizione del loro lavoro Telmo Pievani e Fulvio Carmagnola ne fanno un’esegesi brillantissima attraverso tutti i generi: da non perdere.

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