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“L’estate dell’incanto”

978885666435HIG_c1820359fa8e80b887b0f0b61f493a80di Gabriele Ottaviani

L’ala ovest era la zona proibita. E io ci entrai.

L’estate dell’incanto, Francesco Carofiglio, Piemme. Barese, regista, architetto, scrittore, Francesco Carofiglio regala a tutti i suoi lettori una nuova e splendida occasione per immergersi nella sua prosa bella, raffinata, intensa, avvincente, appassionante, che dipinge con tenerezza malinconica e dolcissima l’ultima estate d’innocenza di una protagonista adorabile come Miranda, che, nel millenovecentotrentanove, ignara della carneficina planetaria che si prepara, non è che una bambina di dieci anni che parte da Firenze con la mamma – il padre è altrove – per raggiungere sulle colline pistoiesi Villa Ada, la residenza del nonno materno, nientedimeno che il marchese Ugo Soderini, circondata da un bosco che incarna completamente la seduzione del mistero dell’esistenza, in cui Miranda si tuffa. E… Una delizia.

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“Pandemia”

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L’operato di Putin fu messo sotto esame ma non successe nulla. Già allora era intoccabile.

Pandemia, Lawrence Wright, Piemme, traduzione di Elena Cantoni. Che il Premio Pulitzer garantisca anche proprietà divinatorie? Chi può dirlo: certo è che mai così sconcertantemente attuale come ora appare questo riuscitissimo romanzo. Ginevra, assemblea mondiale sulla salute: viene presentato all’attenzione degli astanti il caso di una strana influenza sviluppatasi da poco in un campo profughi a Giacarta e che ha fatto in poche ore quasi cinquanta morti. Henry Parsons, epidemiologo di chiara fama, parte per l’Indonesia per vederci più chiaro e trova l’apocalisse: il virus è ignoto, velocissimo, letale. Il suo autista, nel frattempo, parte per un pellegrinaggio alla Mecca, in mezzo a tre milioni di pellegrini: quando dopo una corsa forsennata con lo scopo di metterlo in isolamento lo raggiunge è troppo tardi. Il morbo è ovunque. E… Destabilizzante.

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“Quel che affidiamo al vento”

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Le cose ci sono anche quando non le vediamo, le persone che spariscono dal quotidiano non è detto che scompaiano del tutto, per dire, anzi…

Quel che affidiamo al vento, Laura Imai Messina, Piemme. Nata a Roma ma trasferitasi giovanissima a Tokyo dove si è addottorata alla Tokyo University of Foreign Studies, docente universitaria, Laura Imai Messina, prendendo le mosse dal dramma reale dello tsunami di nove anni fa, conduce il lettore con mano sicurezza, dolcezza incomparabile, infinita tenerezza, grazia, eleganza ed empatia senza traccia di retorica, in un luogo che, come l’amore e il suo miracolo, esiste davvero, nel Giappone nordorientale, un amplissimo e meraviglioso giardino lungo il ripido Kujira-yama, la cosiddetta Montagna della Balena, chiamato Bell Gardia, laddove è installata una cabina telefonica che ha un apparecchio scollegato. E che dunque proprio per questo motivo può realmente portare la voce di chi lo adopera ovunque, soprattutto lì dove altrimenti, se funzionasse sul serio, non potrebbe mai arrivare, nel mondo di chi è scivolato dall’altra parte, condannando allo strazio della permanenza chi rimane di qua, senza più chi ama, che sia un genitore, un coniuge, un figlio. Un giorno lì arriva Yui. È una donna. Ha trent’anni. Ha perso tutto. Non vuole che vada perso anche il giardino, a costo della sua stessa vita. E… Splendido, fa bene all’anima, la cura e migliora.

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“Le voci degli altri”

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Questa non è una bambina come le altre. Ha commesso un crimine mostruoso.

Le voci degli altri, Lesley Kara, Piemme, traduzione di Carlotta Turrini. Flintstead-on-Sea è una di quelle cittadine inglesi così piccole, così silenziose, così tremendamente perfette, così dannatamente piovose e col mare colore dell’acciaio, che la stessa comunità che la abita è di fatto una tenaglia, che stritola chiunque non sia perfettamente allineato e lo esclude, segnandolo a dito. Per Joanna, mamma single che vi è appena tornata e non conosce nessuno, farsi accettare pare un’impresa improba e vana. Quando però viene a conoscenza del fatto che si dice che un’assassina si sia ritirata a vivere proprio lì, non resiste al pettegolezzo, al gossip, alla calunnia. Con conseguenze devastanti… Mozzafiato.

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“Lo chef segreto”

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Mi domandai quanto sarebbe durata tutta quella devozione.

Lo chef segreto, Crystal King, Piemme, traduzione di Cristina Ingiardi. A Bartolomeo Scappi, nato a Dumenza, nel varesotto, nel millecinquecento, e morto a Roma settantasette anni dopo, si deve il primo e più dettagliato trattato d’arte culinaria che il rinascimento e non solo, italiano ma anche a livello internazionale, sia in grado di rammentare. Personaggio geniale e poliedrico, chiede al nipote, che ha ricordato generosamente nelle sue ultime volontà, di bruciare i suoi diari. La curiosità però se di certo ha ucciso il gatto è altrettanto vero che non può da sola fermare un ragazzo, che decifra il codice in cui i quaderni erano vergati e scopre una ridda di segreti, lotte intestine, complotti e manipolazioni: e anche, per il cuoco segreto del papa, la confessione di una travolgente storia d’amore… Appassionante, leggibilissimo, potente.

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“A discovery of witches”

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Sai cos’è il vento delle streghe?

A discovery of witches – Il libro della vita e della morte, Deborah Harkness, Piemme, traduzione di Annalisa Crea. Primo volume di una trilogia e ora serie televisiva di Sky, narra con efficacia la storia di Diana, giovane storica studiosa di alchimia ma soprattutto discendente da una prosapia di streghe, che, dopo aver giurato di non avere più niente a che fare con la magia dopo la drammatica scomparsa dei genitori, un giorno nella prestigiosa biblioteca Bodleiana di Oxford si imbatte in un manoscritto rimasto lì celato per secoli: non immagina che questa scoperta avrà risvolti molto più ampi e decisivi di quelli che lascerebbe intendere di primo acchito. Infatti… Accattivante, intrigante, compiuto.

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“Che cosa hai fatto, Lizzie Borden?”

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Perché aveva un’opinione così bassa di me?

Che cosa hai fatto, Lizzie Borden?, Sarah Schmidt, Piemme. Traduzione di Monica Nastasi. Il sottotitolo dice già tutto. Storia di un’assassina. Perché è vera e tragica la vicenda in cui l’autrice, bibliotecaria nativa di Melbourne, per caso, durante un’incursione in una libreria dell’usato, si è imbattuta. E ha voluto saperne di più, tanto da aver anche dormito alcune notti nella casa della famiglia devastata da questo orrendo crimine, ora un bed and breakfast a tema in Massachusetts. Siamo a Fall River, in una casa a due piani. È mattina. È il milleottocentonovantadue. È il quattro di agosto. Un urlo squarcia la quiete. Lizzie, fanciulla adorabile come e più della sorella maggiore Emma, al momento assente, trova il padre col cranio fracassato da un’ascia. Stessa sorte è toccata alla di lui moglie, che non è la madre biologica di Lizzie. Chi può essere stato, se non quell’angelo del focolare? Ma… Imperdibile.

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