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“Piccole sorprese sulla strada della felicità”

045978882006HIG_3di Gabriele Ottaviani

Ona gli infilò le chiavi nel palmo e poi vi appoggiò sopra la mano, come se gli avesse appena consegnato le chiavi del suo cuore.

È lituana, ma parla un inglese perfetto. Sfido, sono cento anni che sta in America. Ma cento di numero, eh! È una donna da Guinness: centoquattro primavere. Il bravo boy scout che la aiuta con le faccende domestiche di primavere invece ne ha undici. E si ferma lì. Perché muore. E non avvisa dell’incidente di percorso Ona, la signora, pardon, signorina Vitkus, più di un secolo sul groppone, che gli ha aperto il cuore. E che quindi ci rimane male di non vederlo più. Ma come, mi intacchi la scorza e poi mi abbandoni ad ammuffire in un angolo senza più protezione? Ragazzino cattivo. E dire che sembravi solo strano, diverso dagli altri… Un giorno però alla porta di Ona, al quarantadue di Sibley Street, arriva un uomo. Un musicista. Quinn. Il padre del bambino. Un padre che è stato assente. Un padre che ha divorziato due volte da Belle, la madre del piccolo. Un padre che vorrebbe essere presente, ma ora è il figlio a mancare. E quanto può essere difficile perdonarsi? Però ci si può provare. Quinn vuole completare quello che il figlio ha lasciato in sospeso. Quinn vuole aiutare Ona, ancora per qualche sabato. Almeno all’inizio. Poi tutto muta. D’altronde dovrebbe saperlo, Quinn, e non solo lui, che la vita, finché c’è, è una continua rivelazione, e spesso lascia aperta la porta alla bellezza. Nonostante tutto. Piccole sorprese sulla strada della felicità, di Monica Wood, tradotto da Federica e Stefania Merani, edito da Sperling & Kupfer, è straziante, potentissimo, tonante e splendido.

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