Libri

“Piccola città”

41pCXuVz7iL._SY264_BO1,204,203,200_QL40_ML2_di Gabriele Ottaviani

Chi non ha fatto televisione all’inizio?

Piccola città, Silena Santoni, Giunti. Un incidente gli compromette l’uso di una gamba e gli rovina vita e carriera: a Folco, divo amato e desiderato, non resta che rifugiarsi in provincia, fra le assi polverose di piccoli palcoscenici dove insegna recitazione ad aspiranti interpreti più o meno dotati. Un giorno, però, dietro un sipario che rassomiglia alle dirty curtains di cretonne dell’Eveline joyciana che vedeva la vita passare perché non aveva il coraggio di varcare la soglia ed esistere sul serio, compare Ileana. Il suo riscatto, come pigmalione. La sorte, però, pare continuare ad accanirsi, e per lui è dunque il momento della scelta… Ottimo.

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“Piccola città”

7109g6MR5ZL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Vedo la piccola città e i suoi abitanti. E vedo gli struzzi e la sabbia. E vedo mio padre dentro questa sabbia.

Piccola città – Una storia comune di eroina, Vanessa Roghi, Laterza. Si dice sempre che non vi sia nulla di più semplice che parlare di ciò che si conosce bene. In realtà non è così in ogni caso. Talvolta è infatti assai arduo affrontare determinati argomenti che ci toccano da vicino, che sfiorano corde dolorose, che pizzicano e solleticano nervi scoperti, prendendo le mosse da un punto di vista personale. Al tempo stesso però è altrettanto evidente come sia necessario farlo, per liberarsi e per darne testimonianza, eternarne la memoria, poiché chi non ricorda è destinato a rivivere, e di norma in modo ancora peggiore. C’è un’intera generazione che è dimenticata perché non esiste più. Uccisa dalla droga, spesso nell’indifferenza, se non nella riprovazione, generale. Vanessa Roghi parla di questo, e di molto altro, con delicata empatia antiretorica. Da leggere.

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