Libri

“La congregazione”

91-Ja+Wj9hL._AC_UY218_ (1)di Gabriele Ottaviani

Siete un amore…

La congregazione, Alessandro Perissinotto, Mondadori. Elizabeth è bella. Non crede più a nulla. La sua carriera da spogliarellista sta finendo. Ha ereditato una casa sulle Montagne Rocciose, a tremila metri di quota, a un centinaio di miglia da Denver, a Frisco, in Colorado. In questa vecchia magione, in un villaggio da cui non può uscire, ha deciso di espiare la sua pena di ventiquattro mesi con braccialetto elettronico al seguito, sulla caviglia, per guida in stato di ebbrezza. Tutti in realtà, benché sia forestiera, per non dire un’illustre sconosciuta, sembrano accoglierla assai di buon grado: finché, un giorno… Intrigante e appassionante.

Standard
Libri

“Il silenzio della collina”

41YMnyO3LkL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Camminavano, l’uomo e il cane, stupiti entrambi della nuova amicizia.

Il silenzio della collina, Alessandro Perissinotto, Mondadori. Il terreno è quello di una storia vera caduta nell’oblio, l’albero che vi affonda le radici è una solida costruzione d’invenzione letteraria che indaga l’indicibile, la tessitura intima delle relazioni parentelari, in cui si cerca sempre la verità per poter far finta di non vederla, dato che è dolorosa: sono le natie, dolci e, non senza fatica, feconde alture delle Langhe quelle in cui un attore di fiction ormai affermato e da tempo romano d’adozione deve tornare perché sta morendo il suo pessimo padre, che però, poiché pare tormentato dall’immagine di una ragazza, forse una scomparsa decenni prima, potrebbe anche rivelarsi, sulla soglia del trapasso, un pessimo uomo. E Domenico è pronto ad affrontare tutto questo? Belli i personaggi, bella la storia, bello il romanzo: da non lasciarsi sfuggire.

Standard
Libri

“Quello che l’acqua nasconde”

510v2omlERL._SY346_di Gabriele Ottaviani

Se ci avessero beccati saremmo finiti sui giornali.

Quello che l’acqua nasconde, Alessandro Perissinotto, Piemme. Sono tanti anni che se ne è andato. Ha lasciato Torino da più di tre decenni. E all’estero, come più che sovente accade a chi ha una mente brillante ma non ha santi in paradiso in un paese che adora riempirsi la bocca con la parola meritocrazia e il portafogli con il lemma ruberia, ha fatto fortuna. Ha dimostrato, o meglio ha potuto dimostrare, il suo talento, il suo impegno, il suo valore, il suo ingegno, le sue capacità. La sua fama lo precede, percorre tutto il globo. È la speranza dei bambini malati. È un genetista straordinario, il Nobel è a un passo. Tutti si fidano di lui. Tutti tranne uno. Il vecchio. Un mitomane, verrebbe da dire: chi mai potrebbe dubitare di Edoardo Rubessi? Già, chi mai? La moglie, per esempio: che conosce quello sguardo… I lager sono stati scoperti alla fine della seconda guerra mondiale, ma il passato non si cancella: anzi, più si cerca di tenergli la testa sott’acqua al fine di soffocarne la voce, più quello, pertinace, la rialza, spalanca la bocca e grida. Un romanzo potente e straziante che indaga con perizia i meandri più atri della natura umana.

Standard