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“Il sentiero degli Edelweiss”

cover-ebook-2-1di Gabriele Ottaviani

Per Karl l’arrivo di quel nuovo ospite nel suo albergo aveva avuto come esordio un cordiale saluto, accompagnato dal tesserino, racchiuso in una custodia di pelle, posato sul banco della reception. Sono l’ispettore Felix Steiner della polizia investigativa di Vienna. Vorrei porle alcune domande se non le dispiace.» L’albergatore, colto alla sprovvista, cercò di ricordarsi che dietro quel viso bonario e quello sguardo, a tratti vacuo, si celava un poliziotto, categoria che non aveva mai particolarmente amato sebbene non avesse mai avuto problemi con la legge. Allungò il tesserino verso di lui e sfoggiando un sorriso raggiante annuì. «Spero di poterle essere utile, ispettore» rispose osservandolo mentre riprendeva il documento e lo infilava in quella giacca marrone che sembrava alquanto fuorimoda, come del resto lo era la cravatta rossa a pois bianchi con quel nodo allentato.

Il sentiero degli Edelweiss, Cristiano Pedrini. Lukas Bauer è un brillante avvocato: di per sé però la sua presenza non dovrebbe pertanto costituire una fonte di sconvolgimento, benché nella piccola comunità di un pittoresco borgo sudtirolese incastonato fra le montagne che gli fanno da corona e da protezione. Il fatto è che tuttavia il suo zelo gli impone di non arretrare di un millimetro sulla strada della verità, che riguarda una misteriosa scomparsa, un grappolo di segreti custodito con cura, numerose rivelazioni che giacciono sotto una coltre d’oblio, che, se sollevata, potrebbe essere fatale. Come si dice che sia l’atto di recidere uno di quei fiori meravigliosi che portano il nome di Edelweiss, e che fanno splendida mostra di sé sui crinali e nelle leggende… Intenso, intrigante, avvincente, avvolgente, convincente e coinvolgente: da leggere.

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“Il prigioniero del Sultana”

COVEREBOOKdi Gabriele Ottaviani

Leonard aveva controllato con molta facilità l’impulso di allungare la mano e svegliare Keegan. Si era già fermato a osservarlo. Lo aveva fatto la prima volta che lo aveva visto, mentre scendeva dalla vettura di James, rimanendone sorpreso. Aveva svolto diverse ricerche su di lui, ma non aveva mai visto una sua foto e ora si ritrovava davanti a un ragazzo che sembrava ben lontano dall’idea che si era fatto. In realtà, aveva evitato accuratamente di immaginarselo, forse per non lasciarsi influenzare e per mantenere intatto il suo risentimento. Quel viso dai tratti delicati e gentili era stato comunque una sorpresa inaspettata. Lo aveva osservato con attenzione poche ore prima, assopito in quella stanza, vinto dal sonnifero che aveva versato nel latte con l’unico scopo di ricordagli quanto fosse incerta la sua sorte, appesa unicamente ai suoi desideri. Ora si ritrovava di nuovo vicino a lui a fargli da custode. Gli occhi di Leonard indugiarono sui fogli che erano accanto al ragazzo; sicuramente li aveva letti e ora poteva proseguire. Li raccolse, piegandoli con cura e li rimise nella tasca della felpa, lasciandogliene altri. Si rialzò incamminandosi verso la porta. Posò la mano sulla fredda maniglia d’acciaio, quando quella voce lo costrinse ad arrestarsi. «Se sei così ossessionato da me spero che tu, prima o poi, mi spiegherai il perché.» Leonard dovette ammettere che la parola che Keegan aveva scelto era la più appropriata. Ossessione. Sì, pura e semplice. L’ossessione di conoscere il discendente di quel maledetto capitano Mason, un assillo che lentamente aveva cambiato pelle, come un serpente…

Si può essere assai ferrati in storia, quella con l’iniziale maiuscola, quella che determina e tesse le sorti collettive, ma non altrettanto sulle vicende che coinvolgono la propria famiglia, soprattutto se si torna assai indietro nel tempo, di numerose generazioni. Keegan, giovane studente, ignora, finché non gli viene rivelato, un episodio che riguarda il passato del nucleo cui appartiene, che ha luogo addirittura nel milleottocentosessantacinque, l’anno in cui ha termine la guerra di secessione tra nord abolizionista e sud schiavista nei territori degli Stati Uniti d’America: il grande fiume, il Mississippi, è il teatro del naufragio di un battello, che custodiva numerosi misteri e segreti… Il prigioniero del Sultana, nuova prova letteraria di Cristiano Pedrini per Youcanprint, è una prosa avvincente e ricca di interessanti spunti di riflessione. Da leggere.

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“The first boy”

COVERdi Gabriele Ottaviani

«Con tutto il rispetto, Christopher non è il suo compagno. Il suo ruolo è indefinito, una sorta di eminenza grigia che molti, non conoscendolo, tendono a etichettare come pericolosa» replico Bethany osservando Lawrence rialzarsi, avvicinandosi ad un mobiletto dove era riposta una brocca d’acqua fresca e dei bicchieri di cristallo. La versò in uno di essi e voltandosi lo bevve tutto d’un fiato. «Di solito chi era considerato con quel nome godeva della fama di essere molto influente e poco visibile – disse strizzando l’occhio a Christopher – ammetto che lui è influente, ma non certo per le mie scelte politiche e visto i recenti fatti non si può affermare che sia nascosto dalla mia ombra.» «Madame de Pompadour lo era di Luigi XV, amante ed eminenza grigia… molti potrebbero pensare lo stesso di Christopher e le voci diffuse dopo l’allontanamento di Paul le hanno facilitate» obiettò la donna…

The first boy, Cristiano Pedrini. Christopher sta facendo uno stage nella dimora dell’uomo più importante del mondo, e un giorno gli viene permesso persino di entrare nel celeberrimo Studio Ovale: è talmente eccitato che non si accorge nemmeno della presenza del presidente, che ne rimane sempre più colpito. Per l’intelligenza. La spontaneità. I preziosi consigli. E non solo. Ovviamente piovono critiche sul giovane, e non solo. Christopher è allo sbando, vorrebbe andarsene, ha il mondo contro, ma è al contempo consapevole di ricambiare quell’amore impossibile eppure reale. Per questo è pronto a tutto. In fondo, non è da solo… Intenso e leggibilissimo, piacevole e intrigante.

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“Un posto sicuro”

81XrkCkfy9L._AC_UL436_SEARCH212385_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Ma, d’un tratto…

Un posto sicuro, Cristiano Pedrini, Queen edizioni. Sotto il regno della regina Vittoria la sperequazione sociale, nonostante il puritanesimo imperante tenda ad ammantare ogni cosa di una neghittosa coltre di perbenismo, è in realtà più mordace che mai, il confine fra ricchi, spesso non perché grandi lavoratori che hanno saputo accantonare con pieno merito autentiche fortune ma semplicemente in quanto eredi di schiatte d’austero lignaggio, e poveri è netto e difficile a valicarsi. La gestione del grande opificio di famiglia è, nonostante non vi sia affatto interessato, l’attività principale nella vita di Terence, un nobile che però desidera fare del bene con la sua fortuna, e che incontra sulla propria strada un tredicenne orfano che non ha altre prospettive che finire venduto in un bordello. Un sincero affetto e una reciproca accettazione della propria alterità rispetto al mondo e alle sue regole non tarderanno dunque a sbocciare, e… Emozionante, commovente, profondo.

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“Gli occhi dell’oceano”

71s+boqKT6L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ti ho mostrato un atteggiamento comune a molti che versano nella mia stessa condizione, ma che sfogano la loro rabbia sulle persone che hanno attorno prima di chiudersi in se stessi colpevolizzando il mondo per ciò che non potranno mai avere. Altri, al contrario, sono così ossessionati dal cercare di apparire normali che ricercano spasmodicamente un’autonomia che non potranno mai ottenere completamente e finiscono con il compiere il passo più lungo della gamba.

Gli occhi dell’oceano, Cristiano Pedrini, Youcanprint. Cristiano Pedrini ama scrivere e scrive con amore, d’amore e d’emozioni, di sentimenti, senza sentimentalismo. È con prosa agile e gradevolissima che dunque racconta la vicenda intensa di due uomini feriti: Julien, che ama il mare visceralmente, è il nuovo custode del faro di Owls Head, laddove si è rifugiato per cercare di ritrovare un senso alla sua esistenza, e soprattutto per recuperare un po’ di quella pace che ormai gli sembra un miraggio sin da quando ha perduto la sua amatissima barca. Al faro però si spinge anche Corey, un ragazzo cieco che il nonno, convinto che in questo modo avrebbe potuto “vedere” qualcosa che gli sarebbe stato altrimenti per sempre precluso, sprona all’impresa: e appena i due si incontrano…

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“Illusioni sommerse”

COVEREBOOKdi Gabriele Ottaviani

Giles scambiò un veloce sguardo con la donna, sordo alla seconda richiesta  dell’ispettore, che iniziava a spazientirsi. «Io… io non ho… ucciso Norman» si difese il libraio gesticolando convulsamente.  «Questo lo deciderò dopo aver ascoltato le vostre spiegazioni. Ora, o parlate qui o lo farete a Scotland Yard» replico Cedric. «L’accusa di ricatto ha ben altro peso rispetto a quella di un omicidio, quindi vi consiglio caldamente di collaborare.» L’ennesimo sguardo smarrito tra Giles e la donna venne interrotto dal lento rialzarsi di Jayce, che dopo essersi sistemato il nodo della cravatta si accostò al mobile bar versandosi dell’acqua naturale. «Vi esorto a parlare o sarò costretto a svelare io stesso il vostro piccolo segreto» rivelò voltandosi verso di loro, poi bevve a piccoli sorsi dal bicchiere di cristallo. «Non abbiamo molta scelta a quanto pare» sospirò Luise. «Un anno fa sono venuta a conoscenza di un fatto che riguarda l’esordio di Norman. Il suo primo romanzo, che si intitola I due principi, non è stato scritto da lui.»

Illusioni sommerse, Cristiano Pedrini, Youcanprint. Norman è uno scrittore di chiara fama che ad anni dal suo dirompente e formidabile esordio ha ormai conquistato saldamente un ampio pubblico. È in procinto di presentare in una delle più prestigiose librerie di Londra la sua ultima e attesissima opera: tra gli astanti c’è però anche un uomo che ha ordito un piano diabolico. Difatti non mancheranno i colpi di scena in questa indagine di Scotland Yard dall’impianto classico e dal ritmo sostenuto, intrigante e ben caratterizzata, ricca di temi e di chiavi di lettura: il mistero si infittisce pagina dopo pagina, così come più densa di momento in momento si fa la riflessione su quanto influisca l’immagine che diamo e il parere degli altri su di noi in merito alla nostra vita… Da leggere.

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“Il piano inferiore”

covecdi Gabriele Ottaviani

Io non posso essere quello che vuoi…

Il piano inferiore, Cristiano Pedrini, FdBooks. Washington, bianca di neve, è la tela sulla quale viene dipinta la storia, perfettamente in linea con il clima natalizio alle porte, di un avvocato che pare essere piuttosto disilluso, finché l’incontro con un giovane collega gli farà (ri)scoprire il sopito desiderio di lottare contro le ingiustizie. E, in tutta onestà, non solo quello… Intenso, fluido, credibile, lineare e coinvolgente: una piacevolissima lettura.

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“L’isola di Corentin”

41rBAs0W5ZL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non aveva idea del motivo che aveva spinto Corentin a rimanere in quella posizione, ma ciò non aveva molta importanza. La luce e la potenza di quella figura erano lì, pronte a essere catturate per sempre e non intendeva attendere oltre. «Ecco emergere dal nulla la semplice figura che nascondeva un’anima alla ricerca del suo posto del mondo» sussurrò l’uomo a quella visione. Allungò il pennello sulla tela. Scivolò leggero lungo quel mare candido, imprimendo il primo segno di ciò che la sua mente bramava di realizzare. Il silenzio s’impossessò di loro isolandoli da ogni cosa, l’uno a contatto dell’altro, nudi davanti alla loro unicità. Flavie vedeva finalmente il demone della passione e dell’estro impossessarsi di lui e non aveva alcun desiderio di combatterlo, sospinto dalla presenza di Corentin che, come un moderno Isacco, si stava consegnando a lui, racchiuso in una quiete che sembrava estraniarlo dal sentirsi al centro di quella fervente attività. Attese diverso tempo prima di decidersi a riaprire gli occhi. La prima cosa che mise a fuoco fu il volto di Flavie che si affacciava dal bordo della tela catturando il particolare che desiderava per poi trasfonderlo su quel quadro che sarebbe rimasto unicamente suo. «Perché hai scelto quella posa?» domandò il pittore, nascondendosi dietro la tela. «Ha importanza?» «No… ma cercavo di metterti a tuo agio.» «Lo sono già» ammise Corentin…

L’isola di Corentin, Cristiano Pedrini, Youcanprint. Ha un passato difficile, un presente faticoso, il futuro più che l’avvenire pare un miraggio, una promessa che lui spera davvero sia di felicità, ma che per il momento non sembra che sarà affatto mantenuta. Soprattutto non pare che in nessun modo riuscirà a integrarsi con quel mondo che gli ha fatto e fa tanto male e da cui si protegge separandosi anche fisicamente, rintanato nella sua isola e vagando tra le strade di Parigi e la libreria galleggiante sulla Senna, eredità del nonno, il Monet Verde, il suo posto delle fragole, il suo rifugio. Si sa però che la vita è quel dispettoso insieme di eventi che si susseguono mentre si è impegnati a preoccuparsi di questioni non prioritarie, e che nel frattempo scorre in un’unica direzione. Ma poi un giorno Corentin incontra Flavie, un famoso pittore, e… Intenso e vibrante.

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Intervista, Libri

Cristiano Pedrini: rassegnazione o ribellione?

51i5J0Da31Ldi Gabriele Ottaviani

Cristiano Pedrini ha scritto per Triskell L’ombra del principe: ecco cosa racconta a Convenzionali.

Come nasce L’ombra del principe?

L’ombra del principe è nato dal desiderio di voler rispondere a una semplice domanda: cosa farei se venissi a conoscenza che la mia vita è segnata da una malattia che come un predatore giunge inaspettata e dalla quale so di non avere scampo? Quale atteggiamento assumerei? Mi lascerei trasportare dalla rassegnazione o cercherei di ribellarmi a questo destino? È la domanda che si pone anche Evan Russell, il protagonista…

Perché la scelta di un’ambientazione e di una connotazione dal “sapore British”?

Forse perché amo l’Inghilterra. Diverse mie opere siano collocate geograficamente a Londra, come la serie di Hibiki, o la mia trilogia Opportunity-Rhapsody-Infinity. Altri, come Klein Blue, si dipanano nel nord del paese, e infine anche il mio unico (per ora) romanzo storico, Madras, è ambientato nell’India sotto dominazione britannica, a metà dell’Ottocento.

Eros e thanatos, per antonomasia, sono legati: a tuo avviso in che modo?

Forse perché, molto semplicemente, l’uno non può esistere senza l’altro.

Cosa si cerca nell’altro in un rapporto d’amore? E in sé medesimi?

Una domanda molto impegnativa, che può avere infinite risposte e combinazioni. Io credo che nell’altro si cerchi quella parte di sé che si desidera ma che si sa che non è facile da incontrare, e da qui nasce un confronto che può sfociare nell’affetto e nell’amore incondizionato.

Perché scrivi?

I primi ricordi sul “piacere” dello scrivere appartengono alla scuola elementare, quando attendevo con impazienza l’ora del tema e viceversa odiavo quella di matematica! Poi, dopo qualche breve esperienza giovanile, ho avuto un blocco di oltre vent’anni, il classico blocco dello scrittore direi, che si è protratto molto a lungo, e solo nell’estate del 2014 ho riscoperto, intatta, questa passione. Oggi so quanto valore rappresenta questo “dono riscoperto”, ed è divenuto una parte della mia quotidianità.

Che emozioni vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

I miei romanzi trattano come colonna portante il rapporto affettivo tra persone dello stesso sesso, ma, contrariamente a molte altre opere, io non tratto questi sentimenti come “il problema” a cui unire intolleranza e ipocrisia per sviluppare la storia. Per la mia visione l’amore e l’affetto che lega due ragazzi non è il solo nocciolo della storia. A esso si intrecciano alcuni filoni: lo storico, il drammatico, il giallo… Quindi se un lettore vuole andare oltre e semplicemente leggere una storia libera da pregiudizi basati sull’orientamento sessuale sarà il benvenuto.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Molti… sto lavorando ad una fiaba per bambini. Ci sono due romanzi storici, uno dei quali praticamente concluso, e due contemporanei in work in progress.

Il libro e il film del cuore, e perché.

Premetto che lavorando in una biblioteca mi passano per le mani decine e decine di libri, ma sono molto selettivo su cosa leggo. Sebbene abbia letto molta narrativa a essa ho sempre preferito la saggistica, soprattutto quella storica, ma non posso dire di avere un libro preferito in assoluto, e questo vale anche per il film…

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“L’ombra del principe”

51i5J0Da31L.jpgdi Gabriele Ottaviani

Lui ti vuole davvero bene, nonostante quello che deve affrontare.

L’ombra del principe, Cristiano Pedrini, Triskell. Connor è un medico. È giovane. È bello. È brillante. Il suo destino è segnato. Avrà una scintillante carriera. Evan è introverso. È arrogante. È il rampollo di una delle famiglie inglesi più importanti e blasonate che ci siano. Il suo destino è segnato. Ha una malattia che non gli lascia scampo. Ha abbandonato la sua vita. Attende solo la fine. Connor lo assiste professionalmente nell’ambito di una cura sperimentale. Ma si accorge che quello che vuole non è solo guarirne il corpo… Nel pieno rispetto delle caratteristiche del genere letterario di appartenenza, Cristiano Pedrini scrive un’opera avvincente che si gusta appassionatamente e in un baleno ma non manca di lasciare una persistente traccia di sé nell’anima del lettore.

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