Libri

“Così è l’America”

di Gabriele Ottaviani

Il caos nelle strade rendeva l’accesso al cibo limitato…

Così è l’America – La mia storia da rifugiata a membro del Congresso, Ilhan Omar, Rebecca Paley, HarperCollins, traduzione di Elena Battista. Leggere oggi, all’indomani dello squallore violentissimo e illiberale costato la vita a quattro persone messo in atto da un manipolo di delinquenti, fuoco su cui un perdente incapace di perdere ha gettato tutta la benzina che aveva, bifolchi che certo la pelle meno ricca di melanina di altri ha fatto accogliere decisamente più di buon grado in mezzo alle più gloriose vestigia della storia e nelle stanze del potere da quello stesso potere che, per la prima volta nella vicenda della più grande democrazia che si conosca, il modello di riferimento per i sognatori e gli esuli, la terra delle opportunità, ha calpestato il suo fiore all’occhiello, motivo d’orgoglio e di vanto, la sempre pacifica transizione fra un presidente e il suo successore, quale che fosse lo schieramento, questo testo bellissimo è ancora più importante, significativo, potente e necessario: perché non esistono solo i buzzurri, anzi, l’America è soprattutto la patria che accoglie una ragazza che scappa dalla miseria e non solo e le tributa il merito che le appartiene, rendendola parte integrante delle sue istituzioni. Impeccabile e imperdibile.

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Libri

“Tutti i racconti”

41EZgmc7K2L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ora, qui il brutto, a sentire come la racconta Carter, e io lo so bene, è che ‘ste ragazzine quando arrivano cercano quello che conoscono già, i salamini. Solo che trovano dei salsiccioni. Perché noi siamo fatti così, si sa. Il punto è, Carter l’ha costretta. Ha dovuto. Lei s’è messa a urlare…

Due orecchi e tre fortune, Arrivederci e grazie, Una donna, giovane e vecchia, L’arrosto rosa chiaro, La voce più alta, Il concorso, Un minimo d’interesse, Un innegabile diametro, Due brevi storie tristi da un’esistenza lunga e felice, La volta che passammo tutti per fessi, La verità viene a galla, Volere e non volere, Debiti, Distanza, Il pomeriggio di Faith, Tetro motivetto, Vivere, Presentatevi, o figli dell’arte, Faith sull’albero, Samuel, L’uomo gravato, Enormi cambiamenti all’ultimo minuto, Politica, Parco giochi nordest, La ragazzina, Una conversazione con mio padre, La storia dell’immigrato, La fondista, Amore, Sognatore in una lingua morta, In giardino, Altrove, Lavinia: la solita storia, Amiche, In quel tempo, ovvero storia di una barzelletta, Ansia, In questo paese, ma in un’altra lingua, mia zia si rifiuta di voler sposare gli uomini che tutti vorrebbero imporle, Mamma, Ruthy e Edie, Un uomo mi ha raccontato la storia della sua vita, Quelli che ascoltano, Questo è un racconto sul mio amico George, inventore di giocattoli, Racconta Zagrowsky, Il momento costoso, Ascoltare: ovvero l’intera produzione artista di una misconosciuta – almeno alle nostre latitudini – maestra, una scrittrice formidabile che condensa in una prosa carveriana, semplice, chiara, limpida, intensa, densa e significativa tutti i colori e le materie della vita, dal nitore del sublime all’incendio dello squallore. SUR compie opera a dir poco meritoria nel pubblicare – meravigliosa la copertina – con introduzione nientedimeno che di George Saunders Tutti i racconti (traduzione di Isabella Zani) di Grace Paley, intellettuale della Grande Mela di famiglia russa ebrea indomita attivista per i diritti umani e vincitrice ventiquattro anni fa, tredici prima che morisse ottantacinquenne, del PEN/Malamud Award. Un regalo per l’anima.

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