Libri

“Palace of the end”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

C’è qualcosa di più potente dell’amore di Dio?

Palace of the end, Judith Thompson, Neo. Traduzione di Raffaella Antonelli. È una delle più celebri drammaturghe canadesi e con questa splendida opera in edizione multilingue ha vinto il “Susan Smith Blackburn Prize” per la migliore opera in lingua inglese scritta da una donna. Tre monologhi, tre voci per tre personaggi reali: Lynndie England, la soldatessa americana famosa, o, meglio, famigerata, per le foto in cui viene ritratta mentre, in barba a qualsiasi principio di umanità, sevizia i prigionieri detenuti all’interno del carcere di Abu Ghraib, David Kelly, biologo inglese chiamato a dare prova dell’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq, morto suicida, o, più probabilmente, come si suol dire, suicidato, e Nehrjas Al Saffarh, un’attivista irachena, sposata con un dirigente comunista, fiero oppositore del sanguinario regime di Saddam. Judith Thompson sa entrare nei loro corpi, nelle loro vite, nelle loro anime, sa dare consistenza ai loro pensieri, dà loro parole che squadrano sul serio l’informità della coscienza. Da non perdere.

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