Libri

“Oltre il vasto oceano”

COVER Oltre il vasto oceano 72di Gabriele Ottaviani

Il popolo trascina il corpo del ragazzo per le strade. La testa staccata dal corpo è esposta su una lancia, mentre il tronco è buttato giù per un dirupo come cibo per cani. Poi inizia il ricordo e la pietà, qualcuno s’arrampica sul palo e porta giù il teschio dalle orbite vuote, gli uccelli hanno divorato con gusto i dolci succhi degli occhi, altri recuperano e lavano con cura il tronco. Poi la testa, divorata dagli uccelli, e il corpo divorato dai cani, sono cuciti insieme e riportati alla Chiesa del Carmine, dove tutto è cominciato. Il popolo, stanco di quella guerra infinita, doveva essere una rivolta e invece è diventata una guerra vera e propria, si avvicina al feretro, c’è chi gli bacia un piede, chi una mano, chi il sudario mentre le donne si graffiano il volto per la disperazione. La rivolta continua con un nuovo capo, un uomo piccolo, capelli corti e grandi orecchie, la voce roca e una forte balbuzie. È l’armaiolo Gennaro Annese, nemico della Spagna, favorevole ai francesi che dal primo momento hanno guardato con gola a quella rivolta, vogliono papparsi in un solo boccone le terre sconfinate, ingrassate del concime dei vulcani, dove i contadini sono silenziose bestie da soma.

Candidato al Premio Strega del duemilaquattordici, poi assegnato a Francesco Piccolo per Il desiderio di essere come tutti, e vincitore del Premio Kaos nel medesimo anno, Oltre il vasto oceano di Beatrice Monroy, edito da Avagliano, è un libro affascinante, che racconta con un periodare raffinato e fluido come lo srotolarsi di un gomitolo una saga familiare. Un clan aristocratico la cui vicenda si intreccia, come un filo che non si spezza né si dissolve nell’ordito di un tessuto, con quella della città di appartenenza, Palermo, e non solo, tra personaggi storici d’ogni risma e calibro, da Masaniello a Luchino Visconti. Un viaggio dentro e fuori di sé, alla ricerca di un senso, di una verità, di una spiegazione, ricucendo ricordi tramandatisi di racconto in racconto, di generazione in generazione, anche attraverso documenti conservati gelosamente. Un padre scienziato, un mondo che scivola come il terreno soggetto a bradisismo verso l’incultura, il desiderio di recuperare le cose che restano, immateriali e insieme concrete, profonde. Come questo libro.

Standard