Libri

“Gingko”

di Gabriele Ottaviani

Non è noto con esattezza quando o perché il gingko è diventato concesso alle persone…

Gingko – L’albero dimenticato dal tempo, Peter Crane, Olschki. Traduzione di Gianni Bedini. Presentazione di Fabio Garbari. È la sola specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae, dell’intero ordine Ginkgoales e della divisione delle Ginkgophyta. È un albero antichissimo le cui origini risalgono a duecentocinquanta milioni di anni fa nel Permiano e per questo è considerato un fossile vivente. È una specie relitta. Ha proprietà antiossidanti e neuroprotettive, tra le molte che possiede, è raro, ma non così tanto, perché ogni tanto, in qualche giardino, aiuola o cortile, spunta e fa subito allegria, con la sua chioma folta ed elegantemente sbarazzina, quasi arruffata, è bellissimo: è il gingko. L’umanità è cambiata, lui è rimasto, pertinace simbolo di speranza e vita: Crane ne fa un ritratto imprescindibile.

Standard
Libri

“I sistemi della comunicazione”

di Gabriele Ottaviani

La prospettiva alternativa all’esistenzialismo è il costruttivismo.

I sistemi della comunicazione, Claudio Baraldi, Olschki. Siamo fatti per stare insieme. Per comunicare. Per abbracciarci. Per parlarci. Per confidarci segreti. Per condividere la gioia. Per ripartire il peso del dolore. La comunicazione è una caratteristica innata, indispensabile, ineliminabile dell’essere umani: ma è anche uno strumento di propaganda, di marketing, di lavoro, di persuasione, e, sin da quando l’uomo ha facoltà di parlare, agisce in ossequio a precise strategie, che se da un lato rispondono a esigenze sempiterne dall’altro si evolvono assieme al tempo, alla società e al target di riferimento: questo saggio curatissimo è un’ampia e interessante digressione sul tema. Esaustivo.

Standard
Libri

“Delle forze dell’intendimento umano”

f6bb449fde3a55ded0b3fea82b60ae1a_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Ognun sa le debolezze e la corruzion della nostra natura…

Delle forze dell’intendimento umano, ossia il pirronismo confutato, Lodovico Antonio Muratori, Olschki. Nato a ventidue anni di distanza dall’opera del millesettcentoventitré, di cui si poneva l’obiettivo di confutare pressoché ogni singola tesi, indagando le categorie della conoscenza e la dialettica fra illuminismo e religiosità, di Pierre-Daniel Huet, che giunge all’apice del suo scetticismo proprio con il Traité philosophique sur la faiblesse de l’esprit humain, questo testo di Muratori che si scaglia contro l’idea secondo cui, in base alla soggettività di ogni strumento di conoscenza, sia possibile attingere alla realtà in sé o a una verità esente da dubbi, è da non perdere.

Standard
Libri

“Sulle tracce di Petrarca”

8cac27ee342d0003213263f8399479b6_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Essa costituisce una testimonianza esplicita ed esemplare del fenomeno della dislocazione…

Sulle tracce di Petrarca, Maddalena Signorini, Olschki. Maddalena Signorini è docente di Paleografia latina e Codicologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: esperta di tematiche relative all’alfabetismo, studiosa della messa per iscritto dei volgari romanzi e della produzione, diffusione e conservazione dei testi volgari, attenta alla scrittura e ai codici, singoli o indagati quali raccolta libraria, di Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, in questo splendido e dottissimo volume guida con mano sicura il lettore attraverso un gruppo di trentanove brevi attestazioni autografe (il libro come cantiere, la conoscenza come inesausto impegno) di colui che ascese il monte Ventoso e per nove volte ristese il suo Canzoniere, Petrarca, il primo umanista, filologo appassionato, teorico innovativo oltre che poeta di chiarissima fama e dalla voce lirica sublime, che, sulle carte di guardia anteriori o posteriori dei libri appartenutigli, dunque in un luogo periferico ma, anche, significativamente a contatto con il libro stesso, ha lasciato importanti segni di sé, attraverso cui rivive e continua a parlare. Da non perdere.

Standard
Libri

“I monaci Silvestrini e la Toscana”

3d3faf8c639f1090beaaea690ba0a386_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Cocente era il rammarico per aver lasciato andare via i monaci…

I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII – XVII secolo) – Studi sulle abbazie storiche e ordini religiosi della Toscana, Olschki. A cura di Francesco Salvestrini, docente di storia medievale all’Università di Firenze che si occupa, fra i moltissimi ambiti delle sue ricerche, di storia del monachesimo benedettino, vallombrosano, camaldolese e cistercense, di storia delle istituzioni ecclesiastiche medievali, dello studio del rapporto fra insediamenti umani e aree boschive e fluviali in età medievale e protomoderna, della storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana dell’antico regime, della normativa delle città comunali italiane e di numerose altre tematiche. La congregazione benedettina silvestrina, detta anche ordine di Monte Fano, fondata da Silvestro Guzzolini, nato a Osimo, presso Ancona, sul finire del dodicesimo secolo, e venerato come santo dalla chiesa cattolica (la sua ricorrenza cade il ventisei di novembre) sin dal millecinquecentonovantotto, durante il pontificato dell’altrettanto marchigiano papa Clemente VIII, è uno dei rami dell’ordine benedettino che, a differenza degli altri, pur mantenendo prevalente l’attività monastica, gestisce anche parrocchie e opere missionarie, tanto da essere presente in più continenti: in questo volume colto e raffinatissimo ne viene fatta un’amplissima esegesi.

 

Standard
Libri

“Per domani ancora”

34f277eed40267cf6e4ec3e756a89570_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

L’inviato trovò già defunto il reverendissimo Vescovo…

Per domani ancora – Vie di uscita dal confino, Carlo Ossola, Olschki. La reclusione, l’isolamento, il distanziamento, il distacco, la separazione e tutte le verdure non sono nulla di naturale per l’uomo, che è un animale sociale, è nato per stare bene, per stare insieme, per volersi bene; ma ogni esperienza che ci costringe al cambiamento, allo straniamento e alla presa di coscienza è senza dubbio una crisi, però può essere foriera di un’opportunità di riflessione e conoscenza: Carlo Ossola, docente di Letterature moderne dell’Europa neolatina al Collège de France, dà alle stampe un’intensa e variegata meditazione sulla condizione umana e sul salvifico potere della cultura, impeccabile e imprescindibile.

Standard
Libri

“Della forza della fantasia umana”

e83b849d637277fe822e65146af3d237_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

La pazzia, poi, è uno sconvolgimento ordinariamente pacato d’alcune idee…

Della forza della fantasia umana, Lodovico Antonio Muratori, Olschki. La Forza della fantasia umana, pubblicato per la prima volta duecentosettantacinque anni fa, esattamente un lustro prima che il suo autore morisse, a settantotto anni ancora da compiere, è tra i testi più fortunati della vastissima produzione di Lodovico – o Ludovico – Antonio Muratori, numismatico, presbitero, storico, scrittore, bibliotecario e diplomatista, cui si deve anche uno sconfinato e preziosissimo carteggio con pressoché tutti i suoi più grandi contemporanei. Scritta con brillante efficacia, l’opera realizza un’esegesi della natura umana coniugata con la difesa di un misurato razionalismo che, ben prima della psicanalisi, si spinge anche a indagare la dimensione del sogno. Presentazione di Francesca Maria Crasta. A cura di Andrea Lamberti. Da non perdere per nessuna ragione.

 

Standard
Libri

“Catalogo del fondo Cesare Grassetti”

a48f2aadd33ee830ff8afe3f1101502a_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Opusculum pulcerrimum et utilissimum…

Catalogo del fondo Cesare Grassetti della fondazione Giorgio Cini, Olschki. Dodici anni fa la Fondazione Giorgio Cini ha ricevuto, per lascito testamentario, la raccolta di libri antichi appartenuti all’avvocato Cesare Grassetti, una collezione di pregio sublime, evocativa anche della figura di colui cui si deve tale biblioteca, che consta di ottocentotrentadue edizioni risalenti ai secoli quindicesimo e sedicesimo: Grassetti infatti amava particolarmente i libri stampati fra il millequattrocentosettanta e il millecinquecentotrenta nonché i volumi scientifici, le opere devozionali e, naturalmente, le rarità. Il volume realizzato da Ilenia Maschietto, specializzata alla Scuola Vaticana di Biblioteconomia, da quindici anni al lavoro nella biblioteca della Fondazione Giorgio Cini, e Daniele Danesi, bibliotecario che ha diretto la Biblioteca Forteguerriana di Pistoia e la Biblioteca comunale degli Intronati di Siena, autore di numerose pubblicazioni e focalizzatosi nelle sue ricerche sugli studi di provenienza, le edizioni senesi del Cinquecento, l’antiquariato librario e la ricostruzione delle biblioteche disperse, è una guida in un mondo affascinante. Semplicemente imperdibile.

 

Standard
Libri

“La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci”

6860d61b4fa3ca0ac0b74780a2aef045_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Tutto ciò ci riporta al poemetto latino del Dati…

La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, Olschki. La Battaglia di Anghiari, per antonomasia l’opera perduta di Leonardo da Vinci, cui la affidò Pier Soderini, gonfaloniere a vita della neonata repubblica fiorentina, nell’anno del Signore millecinquecentotré, affinché vi fosse degna e imperitura rappresentazione degli scontri fra Firenze e Milano di sessantatré anni prima, celebrando così il valore della libertas (ma l’esito fu frustrato dall’infelice scelta dell’encausto), e il più importante palazzo pubblico di Firenze sono i protagonisti di questo volume che raccoglie gli atti di un convegno a essi dedicato tenutosi quattro anni fa e che ne approfondisce ogni dettaglio da vari punti di vista. La cura del testo, esemplare, si deve a Roberta Barsanti, direttrice della Biblioteca Leonardiana e del Museo Leonardiano e della Casa Natale di Leonardo, Gianluca Belli, professore associato in Storia dell’Architettura interessatosi, per esempio, agli spazi del mercato e del mercante nella città medievale, l’architettura domestica nella Firenze del Quattrocento, l’architettura camaldolese, le trasformazioni urbane di Firenze nel XIX e nel XX secolo, Giuliano da Sangallo, Giulio Romano, Bartolomeo Ammannati, Giorgio Vasari e non solo,  Emanuela Ferretti, laureata in Architettura, specializzata in Archeologia e Storia dell’Arte nonché, fra le altre cose, dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica, e Cecilia Frosinini, funzionario storico dell’arte dell’opificio delle pietre dure: da leggere, rileggere, far leggere.

Standard
Libri

“I bassi d’arco di Antonio Vivaldi”

563548f1407424c32d1d679e3792b4c1_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Per determinare l’accordatura del violoncello all’inglese abbiamo una sola opera…

I bassi d’arco di Antonio Vivaldi – Violoncello, contrabbasso e viola da gamba al suo tempo e nella sue opere, Olschki. Di Bettina Hoffmann, tedesca, residente a Firenze, docente, musicologa, violista da gamba, violoncellista barocca e studiosa della storia dei suoi strumenti. A lei si debbono incisioni dedicate a Marais, Ortiz, Ganassi, Schenck e Gabrielli, e in questo volume, raffinato, elegante, denso, dotto, chiaro, ampio, dettagliatissimo, equilibrato, ricco di spunti, livelli di lettura, chiavi d’interpretazione, impreziosito da un’amplissima bibliografia e da una sezione di biografie di violoncellisti e violoncelliste davvero significativa, in particolare per quel che concerne l’aggiornamento dei ritratti delle figlie dell’Ospedale della Pietà – poderosa la messe di fonti, frutto di un’evidente ricerca, portata avanti con acribia minuziosa e certosina –, indaga il contributo formidabile a livello di repertorio, funzioni timbriche, organologia, tecnica esecutiva ed accordatura dato da Vivaldi, che non ha certo bisogno di presentazioni, e cui si deve anche una fertilissima dialettica con i suoi contemporanei, allo sviluppo degli strumenti ad arco bassi. Da non farsi sfuggire per nessuna ragione.

Standard