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“Depurare le tenebre delli amorosi miei versi”

di Gabriele Ottaviani

Persa la capacità di contemplare il volto divino a causa dell’amore in ordinato, rimane la speranza di recuperare la virtù tramite la universale bellezza di questo mondo sensibile.

Depurare le tenebre delli amorosi miei versi – La lirica di Girolamo Benivieni, Sergio Di Benedetto, Olschki. Intellettuale rinascimentale dalla solida, benché da autodidatta, a causa della salute cagionevole, preparazione classica, vissuto intensamente fra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, nato e morto, nonostante abbia assai viaggiato, a Firenze, membro di una famiglia che senza dubbio ha lasciato un segno nella storia culturale della città del giglio, poeta cortigiano, amico del leggendario Pico della Mirandola imitatore del Poliziano e autore soprattutto di poemi religiosi, ecloghe e lodi allegoriche, Benivieni è forse poco noto, allo stato attuale: Di Benedetto, addottoratosi in letteratura e civiltà italiana con una tesi su di lui, oltre a essersi occupato con competenza e perizia, nel tempo, di letteratura rinascimentale, Alessandro Manzoni e narrativa novecentesca e contemporanea (Mario Rigoni Stern, Primo Levi, Andrea Camilleri, Ferruccio Parazzoli), nonché ad aver scritto contributi per varie riviste italiane e svizzere, con cui, come con diversi quotidiani, lavora, colma la lacuna. Da non farsi sfuggire.

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“Nel giardino cinese della Luminosità Perfetta”

di Gabriele Ottaviani

La Cina vanta le più antiche esperienze nelle tecniche della xilografia…

Nel Giardino cinese della Luminosità Perfetta, di Luigi Zangheri, già docente di Storia del giardino e del paesaggio all’Università di Firenze nonché già presidente del Comitato Scientifico Internazionale per i Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA, presidente emerito dell’Accademia delle Arti del Disegno, restauratore e valorizzatore di giardini, parchi storici ed edifici pubblici monumentali in qualità di architetto, responsabile scientifico del progetto della candidatura delle Ville e dei Giardini Medicei nella Lista del Patrimonio Mondiale per la regione Toscana, nonché, fra l’altro, autore di oltre duecentocinquanta pubblicazioni di storia dell’architettura, storia del giardino e del paesaggio e restauro dei monumenti, per Olschki. Danneggiati dalle truppe britanniche e di Napoleone III durante la seconda guerra dell’oppio, i cosiddetti padiglioni europei fatti costruire in tre lunghe fasi dall’imperatore Qianlong, che affidò il compito ai gesuiti nel giardino della luminosità perfetta, sono un’ambiziosa utopia fattasi reale e di cui sono state musealizzate le rovine: Zangheri, con perizia maestosa, prende per mano il lettore e lo conduce in una dimensione surreale e sublime. Da non perdere.

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“Gli spazi del talento”

di Gabriele Ottaviani

Non vi sono ostacoli nel risarcire il manoscritto lacunoso…

Gli spazi del talento – Primizie musicali del giovane Bellini, Maria Rosa De Luca, Olschki. Vita brevissima ma intensa quella di Vincenzo Bellini, che anziano non ha fatto in tempo a diventarlo mai: compositore maiuscolo noto per le sue dieci opere liriche, fra cui spiccano, naturalmente, La sonnambula, Norma e I puritani, è qui indagato con estrema acribia da Maria Rosa De Luca, che insegna Storia e Storiografia della musica nel Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, dirige la Fondazione Bellini, fa parte del Comitato scientifico del Centro Studi belliniani ed è condirettrice del Bollettino di Studi bellini ani, nonché, fra l’altro, curatrice degli Atti del convegno di diciannove anni fa alla Sorbona Vincenzo Bellini et la France: histoire, création et réception de l’œuvre, autrice di Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania e curatrice dell’edizione critica dei Mottetti sacri di Alessandro Scarlatti e dei Lilia campi di Domenico Campisi. Da leggere: per conoscere, comprendere, capire, imparare.

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“All’ombra del vulcano”

di Gabriele Ottaviani

Ogni parola è un bacio per tutti. Il vostro spirito sia con me. W Fiume!

All’ombra del vulcano – Il Futurismo in Sicilia e l’Etna di Marinetti, Andrea G. G. Parasiliti, Olschki. Scrittore, poeta, drammaturgo, militare, a lui si deve l’unica avanguardia che sia mai esistita in Italia, il futurismo, che voleva uccidere il chiaro di luna, bruciare le biblioteche, credeva nel potere rinnovatore della guerra, che avrebbe abbattuto tutto il vecchiume, e nel mito della velocità: quale emblema più significativo, pertanto, di un vulcano, che zampilla e fiammeggia, erode e consuma e lascia dietro di sé una scia viscosa che, solidificandosi, dà vita a un nuovo inizio, pietra che può diventare sostrato e testata d’angolo? Parasiliti dà alle stampe un volume dotto ed elegantissimo, che divulga e conquista. Da non perdere.

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“Gingko”

di Gabriele Ottaviani

Non è noto con esattezza quando o perché il gingko è diventato concesso alle persone…

Gingko – L’albero dimenticato dal tempo, Peter Crane, Olschki. Traduzione di Gianni Bedini. Presentazione di Fabio Garbari. È la sola specie ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae, dell’intero ordine Ginkgoales e della divisione delle Ginkgophyta. È un albero antichissimo le cui origini risalgono a duecentocinquanta milioni di anni fa nel Permiano e per questo è considerato un fossile vivente. È una specie relitta. Ha proprietà antiossidanti e neuroprotettive, tra le molte che possiede, è raro, ma non così tanto, perché ogni tanto, in qualche giardino, aiuola o cortile, spunta e fa subito allegria, con la sua chioma folta ed elegantemente sbarazzina, quasi arruffata, è bellissimo: è il gingko. L’umanità è cambiata, lui è rimasto, pertinace simbolo di speranza e vita: Crane ne fa un ritratto imprescindibile.

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“I sistemi della comunicazione”

di Gabriele Ottaviani

La prospettiva alternativa all’esistenzialismo è il costruttivismo.

I sistemi della comunicazione, Claudio Baraldi, Olschki. Siamo fatti per stare insieme. Per comunicare. Per abbracciarci. Per parlarci. Per confidarci segreti. Per condividere la gioia. Per ripartire il peso del dolore. La comunicazione è una caratteristica innata, indispensabile, ineliminabile dell’essere umani: ma è anche uno strumento di propaganda, di marketing, di lavoro, di persuasione, e, sin da quando l’uomo ha facoltà di parlare, agisce in ossequio a precise strategie, che se da un lato rispondono a esigenze sempiterne dall’altro si evolvono assieme al tempo, alla società e al target di riferimento: questo saggio curatissimo è un’ampia e interessante digressione sul tema. Esaustivo.

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“Delle forze dell’intendimento umano”

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Ognun sa le debolezze e la corruzion della nostra natura…

Delle forze dell’intendimento umano, ossia il pirronismo confutato, Lodovico Antonio Muratori, Olschki. Nato a ventidue anni di distanza dall’opera del millesettcentoventitré, di cui si poneva l’obiettivo di confutare pressoché ogni singola tesi, indagando le categorie della conoscenza e la dialettica fra illuminismo e religiosità, di Pierre-Daniel Huet, che giunge all’apice del suo scetticismo proprio con il Traité philosophique sur la faiblesse de l’esprit humain, questo testo di Muratori che si scaglia contro l’idea secondo cui, in base alla soggettività di ogni strumento di conoscenza, sia possibile attingere alla realtà in sé o a una verità esente da dubbi, è da non perdere.

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“Sulle tracce di Petrarca”

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Essa costituisce una testimonianza esplicita ed esemplare del fenomeno della dislocazione…

Sulle tracce di Petrarca, Maddalena Signorini, Olschki. Maddalena Signorini è docente di Paleografia latina e Codicologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: esperta di tematiche relative all’alfabetismo, studiosa della messa per iscritto dei volgari romanzi e della produzione, diffusione e conservazione dei testi volgari, attenta alla scrittura e ai codici, singoli o indagati quali raccolta libraria, di Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, in questo splendido e dottissimo volume guida con mano sicura il lettore attraverso un gruppo di trentanove brevi attestazioni autografe (il libro come cantiere, la conoscenza come inesausto impegno) di colui che ascese il monte Ventoso e per nove volte ristese il suo Canzoniere, Petrarca, il primo umanista, filologo appassionato, teorico innovativo oltre che poeta di chiarissima fama e dalla voce lirica sublime, che, sulle carte di guardia anteriori o posteriori dei libri appartenutigli, dunque in un luogo periferico ma, anche, significativamente a contatto con il libro stesso, ha lasciato importanti segni di sé, attraverso cui rivive e continua a parlare. Da non perdere.

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“I monaci Silvestrini e la Toscana”

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Cocente era il rammarico per aver lasciato andare via i monaci…

I monaci Silvestrini e la Toscana (XIII – XVII secolo) – Studi sulle abbazie storiche e ordini religiosi della Toscana, Olschki. A cura di Francesco Salvestrini, docente di storia medievale all’Università di Firenze che si occupa, fra i moltissimi ambiti delle sue ricerche, di storia del monachesimo benedettino, vallombrosano, camaldolese e cistercense, di storia delle istituzioni ecclesiastiche medievali, dello studio del rapporto fra insediamenti umani e aree boschive e fluviali in età medievale e protomoderna, della storia della storiografia e dell’erudizione nella Toscana dell’antico regime, della normativa delle città comunali italiane e di numerose altre tematiche. La congregazione benedettina silvestrina, detta anche ordine di Monte Fano, fondata da Silvestro Guzzolini, nato a Osimo, presso Ancona, sul finire del dodicesimo secolo, e venerato come santo dalla chiesa cattolica (la sua ricorrenza cade il ventisei di novembre) sin dal millecinquecentonovantotto, durante il pontificato dell’altrettanto marchigiano papa Clemente VIII, è uno dei rami dell’ordine benedettino che, a differenza degli altri, pur mantenendo prevalente l’attività monastica, gestisce anche parrocchie e opere missionarie, tanto da essere presente in più continenti: in questo volume colto e raffinatissimo ne viene fatta un’amplissima esegesi.

 

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“Per domani ancora”

34f277eed40267cf6e4ec3e756a89570_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

L’inviato trovò già defunto il reverendissimo Vescovo…

Per domani ancora – Vie di uscita dal confino, Carlo Ossola, Olschki. La reclusione, l’isolamento, il distanziamento, il distacco, la separazione e tutte le verdure non sono nulla di naturale per l’uomo, che è un animale sociale, è nato per stare bene, per stare insieme, per volersi bene; ma ogni esperienza che ci costringe al cambiamento, allo straniamento e alla presa di coscienza è senza dubbio una crisi, però può essere foriera di un’opportunità di riflessione e conoscenza: Carlo Ossola, docente di Letterature moderne dell’Europa neolatina al Collège de France, dà alle stampe un’intensa e variegata meditazione sulla condizione umana e sul salvifico potere della cultura, impeccabile e imprescindibile.

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