Libri

“Un oceano, due mari, tre continenti”

di Gabriele Ottaviani

Durante la mia vita terrena, ritenevo che il tempo fosse una linea retta che andava da un punto all’altro, da un inizio verso una fine. Da quando sono una statua, grazie all’esperienza di svariati secoli, sono consapevole che quella maniera di interpretare i momenti che passano, semplice e rassicurante, è solo un pallido riflesso della corsa del mondo. Il tempo non va da nessuna parte, non si ferma. Il presente è un istante che fugge, un punto in continuo movimento, al contempo effimero, minuscolo e immenso, che porta con sé tutto il passato dell’universo. Ogni evento e tutte le vite precedenti trovano il loro posto nel susseguirsi infinito dei secoli e non ne vengono più fuori. Accade così anche se alcune esistenze, come quelle degli schiavi, tendono a sparire per lungo tempo, perse nelle omissioni della Storia, annichilate dall’indifferenza, dalla vergogna o dalla colpa. Sono il testimone del passaggio sulla terra di una folla di scuoiati vivi. La mia chiaroveggenza di oggi era solo una vaga intuizione quando sognavo sul Vent Paraclet. Preferivo immaginare il mondo, invece di affrontarne la bruttezza. Mi spaventava. Chiudevo gli occhi, creandomi un’immensa alcova sulla scia dei miei ricordi, e ci navigavo. Una volta, mi assopii e mi inventai un sogno al quale mi aggrappai con ostinazione. All’inizio circondavo la terra intera, rivestendola a nuovo. Un antenato trapassato mi donava ali giganti, che mi condussero là dove mi attendevano gli angeli.

Un oceano, due mari, tre continenti, Wilfried N’Sondé, 66thand2nd, traduzione di Stefania Buonamassa. Era una notte buia e tempestosa, ma Snoopy non c’entra niente: nell’anno del Signore millecinquecentoottantatré, nel villaggio di Boko, in mezzo al nulla o quasi, in un’atmosfera intrisa di realismo magico, viene al mondo Nsaku Ne Vunda, che, cresciuto nel sacro rispetto delle tradizioni avite, va poi a studiare alla scuola dei missionari nella capitale del regno del Congo, viene ordinato prete con il nome di don Antonio Manuel, torna nel natio borgo selvaggio, fa proselitismo e… Uguaglianza, fratellanza, speranza: sono queste le fondamenta del messaggio di vita di questo Candido africano che nessuno o quasi conosce, e che invece è semplicemente straordinario.

Standard