Libri

“Non abbiate paura”

di Gabriele Ottaviani

Non è durata. Poco tempo dopo i miei si separarono; mio padre rimase in Francia e mia madre decise di tornare in Turchia. Per lei era la terra degli avi, ma per me una nazione nuova e tutta da scoprire, e in questo stato d’animo ci presentammo a casa di mia nonna materna, ad Ankara, in un quartiere fortemente patriarcale e conservatore. La casa verde salvia aveva due piani e un giardino su tre lati, piantato ad alberi da frutta: ciliegie, mele, pere e cachi che macchiavano le dita solo a sfiorarli. Perline di vetro alle pareti, piombo fuso in casseruole di rame, sale grosso sparso ovunque contro il malocchio…

Non abbiate paura, Elif Shafak, Rizzoli, traduzione di Daniele A. Gewurz e Isabella Zani. Impossibilitata a tornare nella sua Istanbul, città ponte fra ovest ed est com’è del resto la sua scrittura, metropoli antica e della storia gravida di gemme preziosa, di cui non è natia ma di fatto originaria, perché invisa al potere che non le perdona di non essere né bigotta né xenofoba né men che meno oscurantista, Elif Shafak, cittadina del mondo per indole, per costrizione e per eccellenza, regala al lettore, trascendendo le partizioni meramente tassonomiche dei generi letterari, una poderosa meditazione sul tema dell’identità, filo conduttore della trama di relazioni fra gli umani volte a costruire una realtà più equa, consapevole e migliore. Da leggere.

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