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“Nel nome di mia figlia”

nel-nome-di-mia-figlia-9788833974811.jpgdi Gabriele Ottaviani

“Ciao, mamma. Ti voglio bene” sussurrò.

“Ti voglio bene anch’io”.

Paura, odio, vendetta, dolore, disperazione, amore, perdita. Il lutto più insopportabile al mondo, l’ingiustizia più bruciante, la tenerezza, che gemma come un nuovo bocciolo anche in mezzo alla devastazione della follia. Minacce, lettere anonime, pene ridicole per colpe gravissime, che ricadono con l’effetto di una pioggia acida anche, se non soprattutto, su chi non c’entra. I personaggi sono caratterizzati in modo straordinario, il libro è uno di quelli, splendidi, che fanno male, dalla prima all’ultima pagina, e non danno pace, perché non consegnano risposte. Formidabile. Louise Doughty, Bollati Boringhieri, traduzione di Manuela Faimali: Nel nome di mia figlia.

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