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“Delle forze dell’intendimento umano”

f6bb449fde3a55ded0b3fea82b60ae1a_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Ognun sa le debolezze e la corruzion della nostra natura…

Delle forze dell’intendimento umano, ossia il pirronismo confutato, Lodovico Antonio Muratori, Olschki. Nato a ventidue anni di distanza dall’opera del millesettcentoventitré, di cui si poneva l’obiettivo di confutare pressoché ogni singola tesi, indagando le categorie della conoscenza e la dialettica fra illuminismo e religiosità, di Pierre-Daniel Huet, che giunge all’apice del suo scetticismo proprio con il Traité philosophique sur la faiblesse de l’esprit humain, questo testo di Muratori che si scaglia contro l’idea secondo cui, in base alla soggettività di ogni strumento di conoscenza, sia possibile attingere alla realtà in sé o a una verità esente da dubbi, è da non perdere.

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“Della forza della fantasia umana”

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La pazzia, poi, è uno sconvolgimento ordinariamente pacato d’alcune idee…

Della forza della fantasia umana, Lodovico Antonio Muratori, Olschki. La Forza della fantasia umana, pubblicato per la prima volta duecentosettantacinque anni fa, esattamente un lustro prima che il suo autore morisse, a settantotto anni ancora da compiere, è tra i testi più fortunati della vastissima produzione di Lodovico – o Ludovico – Antonio Muratori, numismatico, presbitero, storico, scrittore, bibliotecario e diplomatista, cui si deve anche uno sconfinato e preziosissimo carteggio con pressoché tutti i suoi più grandi contemporanei. Scritta con brillante efficacia, l’opera realizza un’esegesi della natura umana coniugata con la difesa di un misurato razionalismo che, ben prima della psicanalisi, si spinge anche a indagare la dimensione del sogno. Presentazione di Francesca Maria Crasta. A cura di Andrea Lamberti. Da non perdere per nessuna ragione.

 

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“Carteggi con Lazzari… Luzán”

f7a30caa260e72dc4474449a42b0a191_w131_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Andava io disegnando di fare un giro nel venturo autunno in traccia delle antichità estensi; ma da alcuni mesi ho la testa sì infievolita e sfasciata che appena son buono da scrivere una lettera. Ma quel che è peggio, noi siam privi di commerzio con quasi tutti i vicini per gli sospetti del mal di Vienna, e a penetrare nel Genovesato, Lunigiana e Toscana ci vorrebbe la quarantena. Sicché bisognerà differir questo viaggio ad altro tempo, non essendoci per ora disposizione che si aprano i passi. Del resto io nulla di più del comunicato a lei ho potuto penetrar finora. Per via d’un marchese Malaspina ho fatto far molte ricerche in Lunigiana; ma non vi si truovano né archivi né memorie antiche; il più ch’io n’abbia ricavato, si è l’investitura data da Federico I a Obizo marchese Malaspina. Non avendo io l’opera del Laboureur, la prego di significarmi, presso quale de’ marchesi Malaspina trovasse egli de’ documenti antichi, perché profitterò un giorno di tal notizia. Avrò ancora molto caro di sapere ciò che ella abbia pensato intorno alle origini della famiglia Estense, per vedere s’ella colpisse meglio; quantunque io sia troppo persuaso che non s’abbia a camminare per altra strada che per la battuta da me. E probabilmente parrà lo stesso anche a lei, quando avrà un dì sotto gli occhi tutte le pruove e i documenti che ho raunato. Intanto con assicurarla di tutta la stima del mio Padrone serenissimo e di un pieno gradimento delle sue nobilissime fatiche, le rassegno il mio vero ossequio, e mi confermo …

Carteggi con Lazzari… Luzán, Olschki. Edizione Nazionale del Carteggio di L. A. Muratori – Vol. 25, a cura di Maria Lieber e Daniela Gianaroli con la collaborazione di Josephine Klingebeil e Chiara Maria Pedron. Michele Lazzari, Domenico Lazzarini, Arcangiolo Leanti, Gottfried Wilhelm Leibniz, Jacques Le Long (Lelong), Francesco de Lemene, Domenico Felice Leonardi, Donato Antonio Leonardi, Gaspare Leonarducci, Vincenzo Leonio, Antonio Leprotti, Johann Jakob Leu, Guillaume Léziart du Terre, Pierre L’Huilier, Théodore L’Huilier, Christian Sigismund Liebe, Anna Maria di Liechtenstein, Joseph Wenzel di Liechtenstein, Girolamo Lioni, Niccolò Maria Lisci, Alessandro Litta, Giuseppe Livizzani, Ippolito Livizzani, Benedetto di Locella, Giacomo Lodi, Lodovico da Savignano, Giovanni Battista Lolli, Giacomo Giuseppe Lollio, Giacomo Maria Lomellino, Giuseppe Longhi, Antonio Loredan, Celestino Lorefici, Giambattista Lorenzi, Barbara Maria Lorenzotti, Giovanni Battista Lotti, Giuseppe Lotti, Luca da Carpi, Luca di Careggine, Guido Eustachio Luccarelli, Andrea Lucchesi Palli, Federico Domenico Lucchesini, Giovanni Vincenzo Lucchesini, Girolamo Lucchesini, Nicolò Lucchesini, Luigi Lucia, Luigi XIV re di Francia, Raimondo Luosi, Mario Lupi, Maria Elena Lusignani e Ignacio de Luzán: è questo l’elenco completo, in rigoroso ordine alfabetico, della minuscola porzione riportata in questo eccezionale volume, con cui si continua la pubblicazione di quest’opera capitale, un vero e proprio monumento alla scienza e alla sapienza, degli interlocutori epistolari assai variegati di Ludovico Antonio Muratori, presbitero, storico, numismatico, scrittore, bibliotecario e diplomatista vissuto fra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo, padre della storiografia e delle medievistica, intellettuale eclettico e unico. Come sempre, anche in questo caso, si tratta di un’occasione che sarebbe davvero terribile lasciarsi sfuggire.

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“Carissimi”

Screenshot_20190926-171824.pngdi Gabriele Ottaviani

Io credo che la sua data di nascita, che questa storia c’entri con la donazione che ha fatto, con l’idea che i figli debbano essere, come posso dire, non imprevisti, molto desiderati.

Carissimi, Letizia Muratori, La nave di Teseo. Nurit ha diciott’anni, ama il cinema, sa da tempo di essere nata attraverso l’inseminazione artificiale, è riuscita a intessere un certo legame con il padre biologico che ora però è morto e a cui vuole dedicare un documentario entrando più strettamente in contatto con la sua famiglia, quella alla quale di fatto lei non ha preso parte, cresciuta da suo papà anche in seguito all’abbandono da parte della madre. È inevitabile dunque che voglia ricostruire il percorso delle proprie radici, ma quello che non sa è che il viaggio, fisico e spirituale, le riserverà non poche sorprese… Intenso, avvolgente, emozionante.

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“Spifferi”

41V62pO+ugL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

“Com’è che sei così silenzioso?” gli chiese qualcuno. E lui, stirando una salvietta, buttò lì: “A me è stato insegnato che non è bene mettersi troppo in mostra.” Micol incassò il colpo senza battere ciglio, e gli offrì un rettangolo di pizza alle olive: “Questa è la migliore, assaggiala.” Lui lo fece, scuotendo la testa. Il suo subire l’esuberanza teatrale della sorella mi lasciò immaginare decine di pasti consumati da bambini, poi da ragazzi, da adulti, da vecchi, forse pure da morti. Uno accanto all’altra non erano due persone, singole, ma una coppia eterna.

Spifferi, Letizia Muratori, La nave di Teseo. Esiste lo slancio vitale, che è come un vento che spira impetuoso e travolge ogni cosa, ci costringe a guardare in faccia la realtà, a essere partecipi, consapevoli e artefici del nostro destino. E poi ci sono gli spifferi, che del vento sono parenti prossimi, come figli d’un dio minore. Sono suggestioni, impressioni, neghittosi, dispettosi, bizzosi arzigogoli, volute che scompaginano i capelli e i pensieri, sensazioni irresistibili che vanno assecondate e che cambiano l’immagine che abbiamo e  che diamo di noi. In questi racconti Letizia Muratori rappresenta nella sua varietà la condizione dell’essere umano di fronte all’inevitabilità del cambiamento, con una prosa ironica, compiuta, matura, divertente, divertita, spiazzante, che induce alla riflessione.

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“Carteggi con Mabillon … Maittaire”

54c43ff5112a16c0022eaea5cb1b7ea3_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Noi siamo l’uno e l’altro sì parchi di lettere, che passano gli anni senza visitarci con esse.

Quattrocentoottantatré missive, che compongono ventisette corrispondenze, disposte in rigoroso ordine alfabetico. Con Jean Mabillon, Teofilo Macchetti, Alessandro Macchiavelli, MacDon(n)ell, Ciriaco Machi, Giacomo Machio, Giovanni Francesco Madrisio, Nicolò Madrisio, Lorenzo (o Laurentino) Maffei, Pietro Maffei, Scipione Maffei (centodieci lettere), Luigi Maffei Boretti, Angelo Maria Maggi, Carlo Maria Maggi, Giuseppe Maggi, Michele Maggi, Vincenzo Maggi, Domenico Maggiori, Giovanni Francesco Magini, Antonio Magliabechi, celebre bibliotecario mediceo, con cui lo scambio di carte, semplici biglietti di ordine pratico o composizioni di testi ben più argomentati e vari, per stile e argomento, in italiano, greco, che studiò da autodidatta, latino, come avviene anche con gli altri illustri ed eruditi interlocutori (avvocati, ecclesiastici, intellettuali, letterati, filologi, bibliografi…), raggiunge, nel lasso di tempo che va dal ventisei di agosto del milleseicentonovantacinque al febbraio del millesettecentosei, l’impressionante numero di centonovantaquattro missive, Francesco Magnani, Giambattista Magnani, Romoaldo Maria Magnani, Carlo Maielli, Francesco Mainardi, Biagio Maioli d’Avitabile e Michael Maittaire. Più, in appendice, la lettera scritta ad Anton Francesco Marmi, erroneamente sino ad ora attribuita al carteggio col già citato Magliabechi. L’autore? Ludovico Antonio Muratori. Modenese, anzi, vignolese, per la precisione. A lui nel capoluogo emiliano sono dedicati fra l’altro un liceo, e naturalmente un centro di studi. Prete, numismatico, archivista, bibliotecario, scrittore. Il padre della storiografia italiana. Il ventiseiesimo volume dell’edizione nazionale del carteggio muratoriano, opera monumentale iniziata nel millenovecentoottantanove, a cura di Corrado Viola, Carteggi con Mabillon…Maittaire, edito da Olschki, è il più prezioso dei doni, un inno alla cultura, alla ricerca, al sapere, alla comunione amorosa degli intelletti che regalano ai posteri la testimonianza della imprescindibile necessità del confronto per progredire, nella storia e nella vita. L’uomo nasce animale sociale, aperto verso gli altri, e solo l’ignoranza chiude le menti e genera terrore.

 

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