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“Sud Sudan”

SUD SUDAN.Daniele Moschetti.Dissensidi Gabriele Ottaviani

LE DENUNCE DELLE NAZIONI UNITE E DI AMNESTY INTERNATIONAL

Nel mese di marzo e nell’aprile 2016, Amnesty International e le Nazioni Unite hanno pubblicato alcuni report sulle atrocità commesse dal SPLA, l’esercito regolare del governo, e quelli associati con l’ SPLA nello Stato dell’Unità. Qui, i Nuer Bull hanno aderito all’SPLA; una delle forme di pagamento, era il permesso di violentare donne e bambini. Il rapporto delle Nazioni Unite pubblicato in data 11/03/2016 (ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx? NewsID=17207&LangID=E) ha documentato 1.300 casi di stupro, in un arco ridottissimo di tempo che va da aprile a settembre 2015. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha detto che nonostante il Sud Sudan si trovi in “una delle situazioni più orrende dei diritti umani nel mondo”, l’attenzione internazionale non era attirata dalle sorti di questo paese. La violenza sessuale viene usata in modo sistematico per punire e terrorizzare i civili, denuncia l’Onu, riconoscendo che anche le forze dell’opposizione hanno commesso atrocità, ma a un livello inferiore. Nelle 102 pagine del rapporto stilato dalle Nazioni Unite, si legge che fino a novembre 2015 sono stati uccisi 10.533 civili, la maggior parte di loro in maniera del tutto deliberata. Gli inviati Onu hanno poi documentato più di 1.300 casi di stupro tra aprile e settembre 2015, solo nello Stato dell’Unità e più di 50 casi da settembre a ottobre dello stesso anno. Alcune donne hanno spiegato di essere state prese come “spose” dai soldati e tenute come schiave sessuali in baracche, dove venivano ripetutamente violentate. In alcuni casi, gli assalitori hanno ucciso donne che resistevano alla violenza sessuale o anche solo dopo averli guardati negli occhi o aver mostrato di non essere in grado di sopportare i continui stupri di gruppo, ha scritto l’Onu. Testimoni denunciano di soldati che litigavano tra loro per una bambina di sei anni perché era “bellissima”. Alla fine hanno sparato alla bambina. 

Sud Sudan: il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità, Padre Daniele Moschetti, Dissensi. Con un’introduzione di papa Francesco. Il sud Sudan è da anni un luogo di guerra. Di violenze. Di morte. Di miseria. Di povertà. Di emergenze umanitarie. Di soprusi, sopraffazioni, depravazioni. La situazione è catastrofica. Ma se ne parla poco in Occidente. Meno di altre tragedie. Parimenti gravi, o anche meno, ma di maggiore impatto. Più redditizie. Più utili. Che fanno maggiore sensazione. In sud Sudan sono moltissimi gli uomini e le donne che si impegnano quotidianamente, in silenzio, senza retorica, per la pace, per aiutare i più bisognosi, che soffrono pene infernali a causa di conflitti insensati, lunghi, efferati: padre Daniele Moschetti, da lungo tempo missionario comboniano, regala ai lettori un resoconto di fondamentale importanza dal punto di vista etico, civile, morale, culturale, sociale e politico, nel senso più alto ed elevato del termine, dell’abnegazione che guida il lavoro di queste persone. Fondamentale per le sorti dell’umanità stessa. Un libro denso, dettagliato, importante, doloroso, tragicamente schietto, onesto, una testimonianza imprescindibile.

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