Libri

“Nostalgia di casa”

51bJYtQSO+L._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Il prete si zittì di colpo, come se si vergognasse…

Nostalgia di casa, George Moore, Mattioli 1885. A cura di Silvia Lumaca. Ultimi anni del diciannovesimo secolo, campagne irlandesi. Non proprio in assoluto il contesto in cui la vita sia più agiata e più agevole, non c’è alcun dubbio. A maggior ragione se si è giovani,e  se non ci si riconosce in una società che non ha strumenti per essere aperta, divertente, ricca, ottimista, men che bigotta. Eppure le istanze che agitano gli animi delle donne e degli uomini sono sempre le stesse, in ogni tempo e a ogni latitudine: è per questo che questi racconti sono, ancora oggi, potentissimi, travolgenti e irresistibili.

Standard
Libri

“I cieli di Philadelphia”

mooredi Gabriele Ottaviani

Roundhouse non è il vero nome del quartier generale della polizia di Philadelphia, ma io l’ho sempre sentito chiamare soltanto così. È un edificio in stile brutalista che in certi punti, come suggerisce il nome, è arrotondato e fatto di un cemento grigio-giallastro che con la pioggia diventa più scuro. Dicono sempre che trasferiranno gli uffici altrove e in effetti ha senso: il dipartimento di polizia ha esaurito lo spazio. Oggi questo palazzo ha un’aria datata e severa, ma non riesco a immaginare che possa ospitare qualcos’altro, proprio come non riesco a immaginare che i Binari non siano la casa di chi li frequenta. La settimana scorsa l’azienda ferroviaria, Conrail, e l’amministrazione comunale hanno finalmente cominciato ad asfaltare la zona. Ma il caos prende sempre il sopravvento, anche quando gli viene sottratto lo spazio. Dentro, nell’atrio, riconosco due agenti e li saluto con un cenno. Mi lanciano occhiate strane: Cosa ci fai qui? vorrebbero chiedermi. Mi dispiace che mi abbiano visto. Un appuntamento agli Affari Interni è sempre motivo di pettegolezzi e qualche volta di fraintendimenti.

I cieli di Philadelphia, Liz Moore, NN. Traduzione di Ada Arduini. Scrittrice, musicista, docente di scrittura creativa alla Temple University di Philadelphia, vincitrice sei anni fa del Rome Prize, tanto da aver trascorso dodici mesi all’American Academy capitolina, nella prestigiosa sede di Via Angelo Masina, sul colle del Gianicolo, il mons aureus, dai riflessi dovuti ai raggi del sole, per gli antichi, Liz Moore, selezionata anche con il suo Il peso per l’International IMPAC Dublin Literary Award, descrive con perizia affascinante in questo romanzo torrenziale, potente, elegante, solido, compiuto e appassionante una storia di legami che vanno oltre il sangue, radici, memoria, verità, menzogne, sentimenti (ma senza mai nemmeno la benché minima traccia di retorico sentimentalismo) ed emozioni: Michaela Fitzpatrick è un’agente di polizia che vive sola e da sola cresce il suo piccolo, dolce e intelligente Thomas mentre il lavoro di pattuglia la porta a battere palmo a palmo Kensington, il quartiere di Philadelphia, città bella, affascinante, antica, maestosa e contraddittoria, anche per non perdere di vista Kacey, amata sorella che vive per strada, dipende dall’eroina e che, proprio nel momento in cui qualcuno comincia a uccidere le prostitute come lei, in quel quartiere della parte settentrionale della città tristemente noto proprio per le problematiche connesse al fatto di essere una sorta di tragico mercato delle droghe a cielo aperto, il più grande della East Coast e con gravi guai in ambito pure sanitario, un giorno svanisce. Inizia dunque una vera e propria corsa contro il tempo, e non solo… Ottimo.

Standard
Libri

“Inside out”

Demi Moore_Inside Out_coverdi Gabriele Ottaviani

Intanto, a casa di mia nonna, le sorelle di mia madre cercavano di mostrare un po’ di solidarietà a Ginny, senza troppa convinzione. Ma lei era in piena modalità vittima: piangeva in modo incontrollabile e faceva di tutto per mettersi al centro dell’attenzione. Chiese che Danny venisse vestito per la veglia funebre con un abito scelto da lei, ma la sorella di mio padre, Margie, voleva usare un abito marrone. A quel punto, la situazione precipitò: Margie andò a casa di mio padre e rimosse tutti gli oggetti di valore per nasconderli da Ginny. Mia madre voleva un posto sulle automobili messe a disposizione dei famigliari dall’agenzia di pompe funebri. I fratelli e le sorelle di papà erano indispettiti dalla sola richiesta: non era più sua moglie, che cosa era venuta a fare? E così via. Sembrava che la rabbia della famiglia di mio padre nei confronti di Ginny si riversasse su di me, come se io fossi una sua estensione (in realtà, l’unica interazione significativa che ricordo di aver avuto con lei nei giorni del funerale fu un litigio su che cosa avrei indossato). Tutti sapevano che Danny non era il mio padre biologico e mi sembrava che all’improvviso la cosa avesse assunto un’importanza enorme. “Faccio davvero parte di questa famiglia?” Forse ero troppo suscettibile, ma mi sentivo sgradita, indesiderata. “Ha senso che io sia qui?” E non intendevo qui, a questo funerale, ma qui su questo pianeta. “Ha senso che io sia nata?”

Inside out, Demi Moore, Rizzoli. Si intitola come un geniale capolavoro d’animazione il volume con cui Demi Moore (L’ospedale più pazzo del mondo, Quel giorno a Rio, A proposito della notte scorsa…, Ghost, Codice d’onore, Proposta indecente, Rivelazioni, La lettera scarlatta, Amiche per sempre, Il giurato, Striptease, Soldato Jane, Harry a pezzi, Bobby, Empire), fragile e fortissima, racconta, senza dar l’impressione di voler dipingere l’agiografia di sé medesima, come da sottotitolo, la sua storia, in ogni dettaglio, essendo, del resto, l’unica e sola ad avervi preso parte sempre, e pertanto legittimata a narrarla alle proprie condizioni: interessante, intimo, crudo, da leggere.

Standard
Libri

“Tutto da sola”

31hDDAco22L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ascolta il richiamo dei treni che passano vicino alla casa tutta la notte.

Tutto da sola, Lorrie Moore, La nave di Teseo, traduzione di Marisa Caramella. Stando al vocabolario si intende per relazione un sostantivo femminile che può essere declinato in base a molteplici accezioni: 1. L’azione e il fatto di riferire, e il testo stesso, orale e scritto, con cui si riferisce, e la sua forma: farepresentare una r.; rdi un viaggiodi una spedizione scientifica, o su un’inchiestauna rampiadocumentataesauriente o brevetroppo genericaaffrettatarintroduttiva. Si usa in partic. per indicare l’esposizione individuale o collegiale, orale o scritta, con cui s’informa chi di ragione intorno allo stato di una questione, ai risultati di una perizia, ai lavori compiuti da una commissione, da un organo; nel caso in cui una commissione non abbia raggiunto l’unanimità circa la soluzione di un problema, possono essere presentate una rdi maggioranza e una rdi minoranza (detta anche controrelazione). Nella prassi parlamentare, l’illustrazione con cui il governo o un’assemblea legislativa accompagna un disegno di legge per chiarirne le ragioni e il significato. Nell’uso giur., l’esposizione dello svolgimento del processo fatta dal giudice o dal consigliere relatore (v. relatore); rdi notificazione, la certificazione della eseguita notificazione, che l’ufficiale giudiziario appone in calce all’originale e alla copia dell’atto (v. notificazione). In diritto commerciale, resoconto redatto annualmente dagli amministratori di società di capitali o di società mutualistiche per completare l’informazione fornita dal bilancio; analogo resoconto è previsto, ma con scadenza semestrale, anche per le società per azioni quotate in borsa. 2. Connessione o corrispondenza che intercorre, in modo essenziale o accidentale, tra due o più enti (oggetti e fatti, situazioni e attività, persone e gruppi, istituzioni e categorie, fenomeni, grandezze, valori, ecc.): tra questi due avvenimenti non c’è alcuna r.; cose in diretta rl’una con l’altratra i due fatti sussiste una precisa rdi causa e d’effettoma in che rè la tua obiezione con quanto io affermavo?il prezzo delle merci in un mercato liberoè in r., o va messo in r., con la domanda. Con riferimento a persone o a gruppi, come rapporto, legame o vincolo reciproco: rdi parentela (i varî gradi della rdi parentela), di amiciziadi familiarità, o di lavorodi affariessere in buone r., o romperetroncare le r., con qualcuno (con lui sono sempre stato in ottime r., o non ho più alcuna r.); avere una rsentimentaleamorosaintimasessualeadulterina con qualcuno o con qualcuna, e assol., avere una rcon un uomocon una donna, avere rapporti abituali sessuali e sentimentali: da quella rè nato un figlio. Con valore concr., nell’uso com. (quasi sempre al plur.), amicizie, conoscenze utili, cui si può ricorrere in caso di bisogno: è uno che ha molte r., che ha rpotentici vorrebbe qualche rin alto locosi è fatto strada con le relazioni. Espressioni e locuz. specifiche: pubbliche relazioni (traduz. dell’ingl. public relations, v.), i rapporti e i contatti che un ente ha, per fini pubblicitarî, promozionali, ecc., con il pubblico, spec. con rappresentanti di altri enti o gruppi: l’organizzazionel’ufficiogli esperti delle pubbliche r.; rsociali, nel linguaggio sociologico, le forme elementari, soggettive, coscienti e in genere limitate a piccoli gruppi (caratteri che le distinguono dai rapporti sociali) di interconnessione tra due o più soggetti, individuali o collettivi (possono avere carattere affettivo, morale o intellettuale e sono determinate da variabili di tipo emozionale, motivazionale, educativo, ecc.); rindustriali, nel linguaggio giornalistico e con riferimento al mondo del lavoro, i rapporti intercorrenti tra le associazioni che rappresentano le imprese, le associazioni sindacali che rappresentano i lavoratori, e lo stato, quest’ultimo con funzioni di mediatore nei conflitti di interesse tra le altre due parti. In partic.: a. In matematica e nelle sue applicazioni, legame fra determinate grandezze o, anche, la formula stessa in cui il legame si traduce: rdi proporzionalità diretta o inversale rdella trigonometriala rdi Einsteinla rfondamentale della dinamica. Usato assol., senza specificazioni, può essere sinon. di formula, o può talvolta indicare un rapporto fra due grandezze. Nella teoria degli insiemi, è sinon. di corrispondenza (nel sign. 1 b); si parla di rbinaria in un insieme A (o fra gli elementi di A) intendendo riferirsi a una corrispondenza fra l’insieme A e sé stesso, cioè a una corrispondenza che associa certe coppie di elementi di A (per es., nell’insieme delle rette del piano, rdi perpendicolarità e rdi parallelismo; nell’insieme degli interi relativi, rdi divisibilità); particolare interesse rivestono le rdi equivalenza (v.) e le rd’ordine (v. ordine, n. 5 c). b. Rstatistica, relazione esistente, in statistica, tra le modalità di due o più fenomeni, dei quali almeno uno sia collettivo (per es., rstatistica della distribuzione dei redditi individuali a seconda dell’età dei titolari del reddito). c. In biologia, vita di r., il complesso delle funzioni vitali di un organismo pertinenti alle sue relazioni con l’ambiente e con gli altri individui; organi di r., gli apparati sensorî. Riferito a esseri umani, la vita dell’individuo in quanto fa parte di una società o collettività. d. In diritto internazionale, rdiplomatiche, i rapporti che sussistono, in base a un accordo, tra due stati, attuati attraverso un organo di vario rango (ambasciata, legazione, ministro plenipotenziario, rappresentanza, incaricato di affari, ecc.), istituito in modo normale e permanente da ognuno dei due stati presso l’altro stato (eccezionalmente anche presso un terzo stato). e. In filosofia, ente variamente interpretato nelle diverse concezioni e teorie: il concetto della rcome categoria in Aristotele e in Kantil problema dell’oggettività o della soggettività delle relazioni. Nella teologia cattolica, ognuno dei quattro particolari rapporti che intercorrono tra le persone della Trinità. f. In musica, falsa rdi ottava, secondo l’armonica classica, effetto sgradevole che si produce quando in una concatenazione di accordi si succedono immediatamente, in due parti differenti, due note dello stesso nome, una allo stato naturale e l’altra alterata. g. Nella sintassi italiana, complemento di r., il complemento che nella sintassi latina è comunem. chiamato accusativo di relazione o alla greca (v. accusativo). h. In relazione a …, locuz. avv. equivalente a con riferimento a …, rispetto a …, usata soprattutto nel linguaggio burocratico e commerciale: in ralla vostra richiestavi comunichiamo che … Dim. relazioncèllarelazioncina; pegg. relazionàccia (tutti usati esclusivam. per relazioni orali o scritte, o per relazioni amorose). In ogni modo, dunque, tutti questi sensi, in misura maggiore o minore, afferiscono al concetto di corrispondenza, di nesso, di legame: e i legami sono ciò che resta. Ciò che ci definisce. Ciò che ci completa. Ci struttura. Ci dà un posto nel mondo. Quando tutto manca, restano i legami. Che abbiamo costruito. Che edificano i riti. Le abitudini. Le consapevolezze. Perché siamo animali sociali. Possiamo illuderci di non aver bisogno di nessuno, ma non è vero. È impossibile. Non succede. Mai. Ma costruire una relazione non è facile. Non lo è nemmeno scriverla, certo, ma la scrittura può aiutare. Ed è proprio come manuale di auto-aiuto che infatti in realtà nasce questo testo che dipinge la caleidoscopia della fragilissima condizione umana in modo magnifico e sottilmente ironico: siamo tutti imperfetti, siamo tutti perfettibili. Da non perdere.

Standard
Libri

“L’ospedale delle rane”

41Uo8eAGAJL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Magari, sessuati lo sono, così come lo è il feticcio di un piede.

L’ospedale delle rane, Lorrie Moore, La nave di Teseo, traduzione di Massimo Bocchiola. Lorrie Moore, che ha pubblicato il suo primo libro di racconti – ma ha redatto anche dei romanzi, di uno dei quali i diritti sono di proprietà di Madonna, che però non ha mai ancora realizzato il film previsto – giovanissima traendone la maggior parte direttamente dalla propria tesi di laurea, è una scrittrice statunitense di chiara fama e di grande talento, dimostrato in più occasioni e testimoniato dai numerosi riconoscimenti di prestigio ottenuti: docente universitaria nel Wisconsin, in questo dolcissimo apologo dell’adolescenza orchestra con sublime maestria la sinfonia delle rimembranze. Berie, a Parigi, è col marito, ma la sua mente è ancora a Storyland, il parco di divertimenti di Horsehearts, dove lavora, quindicenne, con l’amica Sils… Un incanto.

Standard
Libri

“Cattolici”

41yCjIffkNL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Deve essere molto gratificante pensare che le tue azioni possano veramente cambiare un po’ il mondo in cui viviamo.

Cattolici, Brian Moore, Lindau. Traduzione di Pier Maria Allolio. La tradizionale e cosiddetta fede dei padri, con tanto di messa in latino e liturgia ratificata nientedimeno che dal concilio di Trento, l’apoteosi della controriforma, viene ancora praticata con estrema osservanza da una comunità di monaci su una piccola isola al largo della frastagliata costa d’Irlanda, che diventa improvvisamente un caso mediatico internazionale che in Vaticano, laddove invece si sta aprendo alla contaminazione e al secolarismo, non è affatto visto di buon occhio: inizia quindi un vero e proprio scontro, più psicologico che dogmatico, in verità… Un romanzo breve e fulminante, da non perdere.

Standard
Libri

“Dark room”

41iOjlX-uKL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Hanno preso una donna incinta e l’hanno sepolta viva?

Dark room – La camera oscura, Jonathan Moore, Leone editore. Traduzione di Laura Costa. Cain e Grassley sono due poliziotti. Un giorno viene loro recapitato un video. Ritrae un uomo. Un malato. Terminale. Di cancro. Che si vuole ripulire la coscienza. Ha dei peccati. Molti. Moltissimi. Da confessare. Sta morendo, e non vuole morire con quel peso sul cuore. Un peso che riguarda un cadavere da riesumare. Un segreto che Christopher Hanley, passato a miglior vita da ragazzo, nel millenovecentoottantacinque, ha portato con sé nella tomba. Appena pare che il caso cominci ad avere qualche sviluppo, però, ecco che uno scandalo coinvolge nientedimeno che il primo cittadino di San Francisco: c’entrano delle foto di una splendida giovinetta. Che non appare cosciente. Che è legata. Nuda. A un letto. Cain non può tirarsi indietro, ma, man mano che scava, quel che viene a galla è sempre più inquietante… Scritto con semplice efficacia, in ossequio a tutte le regole del genere, il thriller di Moore ha un ritmo grandioso e travolgente e appassiona.

Standard
Libri

“Terra perduta”

71ABAp02yjLdi Gabriele Ottaviani

Grace era come Giuseppe nell’Egitto del Faraone, responsabile di tante persone in tempo di carestia. E adesso che la carestia era arrivata, lei non avrebbe deluso il Signore. Lui le avrebbe dato il coraggio di agire.

Ann Moore, Terra perduta, BEAT. Traduzione di Chiara Brovelli. È il diciannovesimo secolo. Gli O’Malley erano ricchi. Poi sono caduti in miseria. Grace è la figlia quindicenne di Patrick O’Malley. È bella. Vive in una casa di pietra e paglia. La terra intorno è in affitto. La proprietà ora è dei Donnelly. Non un’antica famiglia cattolica irlandese, ma inglese. La mamma è morta. Bram Donnelly chiede la mano di Grace a suo padre. Patrick accetta. E non comincia il più felice dei matrimoni, mentre una carestia talmente grande da essere passata alla storia con le iniziali maiuscole non lascia molto scampo… Questo è il primo romanzo di una trilogia. È un romanzo storico. È un affresco straordinario. Con una prosa perfetta, ritmo maestoso, personaggi e ambienti caratterizzati come meglio non si potrebbe. Imperdibile.

Standard