Libri

“La guerra del Pacifico”

di Gabriele Ottaviani

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, in Europa solo il Regno Unito disponeva di alcune portaerei…

La guerra del Pacifico, Sergio Valzania, Mondadori. La seconda guerra mondiale, in particolare dopo l’attacco a tradimento da parte nipponica nei confronti degli Stati Uniti, che fino a quel momento si erano ben guardati dallo scendere in campo direttamente, sul finire del millenovecentoquarantuno, a differenza del primo conflitto globale, per lo più impantanato in infami trincee, si è combattuta in modo viepiù significativo, e con decisi capovolgimenti di fronte, sul mare, in particolare nelle acque niente affatto placide, nonostante a uno storico episodio di tranquillità debbano il loro nome tradizionale, dell’oceano Pacifico, lungo una linea di battaglia di migliaia di chilometri: Valzania ricostruisce e tramanda la storia con acribia e innata indole divulgativa, realizzando un volume per tutti.

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“Beethoven”

di Gabriele Ottaviani

Non sarà l’ultima volta in cui Beethoven si ritroverà con l’acqua alla gola…

Beethoven – Ritratto di un genio, Jan Caeyers, Mondadori. Traduzione, come sempre brillantissima, di Stefano Musilli. Il sedici dicembre ricorreranno i due secoli e mezzo dalla sua nascita: non sentiva, eppure ha composto le musiche più rivoluzionarie della sua generazione. Jan Caeyers, belga, che alla professione di musicologo unisce quella di direttore d’orchestra, avvalendosi di una ricerca d’archivio che non ha precedenti né eguali ne tratteggia con l’andamento vibrante di un romanzo, o di una sinfonia, una biografia umana e artistica avvincente, empatica e istruttiva.

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“Mina”

di Gabriele Ottaviani

A questa sua maturazione non solo musicale va ricondotto il ruolo fondamentale esercitato da Falqui…

Mina, Luca Cerchiari, Mondadori. Il sottotitolo dice già tutto: una voce universale. E in effetti Mina è davvero una leggenda: amatissima in tutto il mondo, ammirata, capace di valicare le generazioni, cantante, attrice, conduttrice, icona, in grado di fare dell’assenza realmente, per citare il poeta, una più acuta presenza. Luca Cerchiari, musicologo di chiarissima fama, ne realizza un’esegesi approfondita, precisa, puntuale, esaustiva. Per tutti gli appassionati e non solo.

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“I meccanismi dell’odio”

di Gabriele Ottaviani

La giustizia non può essere ridotta alle formule che dovrebbero garantirla…

I meccanismi dell’odio, Eraldo Affinati, Marco Gatto, Mondadori. Siamo una società sempre più diseguale, invidiosa, rabbiosa, precaria, incattivita, egoista, violenta e razzista: chi dice il contrario mente. Ma non è questo un buon motivo per rassegnarsi: anzi, si può e si deve combattere con tutte le forze per invertire la tendenza, prendendo le mosse dalla più grande opportunità che ci è concessa, il dialogo. Come quello colto, raffinato, ricco di riferimenti e citazioni ma al tempo stesso capace di parlare a tutti, perché comuni sono le istanze umane, quali che siano i contesti, che compongono le stentoree voci di Affinati e Gatto, in questo volume agile, denso, necessario.

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“Di turno la notte di Natale”

di Gabriele Ottaviani

Primo Natale – Il Natale in cui ho lavorato in urologia e in molti si sono massacrati l’uccello con grande fantasia…

Di turno la notte di Natale, Adam Kay, Mondadori. Traduzione di Gioia Sartori. Quando tutti festeggiano c’è chi lavora, e spesso lavora proprio perché gli altri possano continuare a festeggiare, salvaguardandone il bene primario, la salute: con brillantezza icastica, delicata e ironica, lacerante e commovente (d’altronde il canto di Natale per antonomasia, quello di Dickens, viene da qui…), talvolta tragicomicamente esilarante, Adam Kay, di Brighton, affermatissimo comico e valido – ne ha già dato prova – autore ma in un recente passato – del resto ha quarant’anni, non l’età di Enoc, il padre di Matusalemme – specialista in ostetricia e ginecologia in forza al National Health Service, racconta venticinque aneddoti incredibili, e infatti verissimi, accaduti agli angeli del vessato servizio sanitario nazionale inglese, che Boris Johnson, almeno prima di averne assai bisogno e di, pare, ravvedersi in parte, stava di fatto dismettendo come tanti e troppi prima di lui e non solo alle sue latitudini e come nemmeno la peggior Thatcher, e ce ne vuole, rendendo sempre più grama la vita dei lavoratori. Per ricordare e riflettere, divertendo con intelligenza e profondità.

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“Jane va a nord”

di Gabriele Ottaviani

Una prostituta che voleva salire di livello era già meglio di una maestra in declino…

Jane va a nord, Joe R. Lansdale, Mondadori. Traduzione di  Luca Briasco e Sara Bilotti. Tra predicatori ubriachi, rapporti sessuali consumati alla bell’e meglio nel retro di una chiesa, biscotti duri come sampietrini, cespugli di rose distrutti, ladri di mutandine – e non erano nemmeno di chiffon, per parafrasare l’impareggiabile Carlo Fruttero… -, una sorella che invita l’altra al proprio matrimonio soltanto per godersi il convincimento che quella non ci andrà e la seconda che invece, avendo perso tutto, in primo luogo il lavoro perché ha dimenticato una bustina di ketchup all’interno di un capo prezioso e non sono cose che in una lavanderia facciano una splendida impressione, prende armi e bagagli e con un’amica male in arnese peggio di lei ma motorizzata si dirige verso settentrione, o quasi: le due Thelma e Louise più scombiccherate che si possano immaginare danno vita a un’avventura simbolica ed esilarante, non priva di malinconica, che sancisce l’atteso ritorno di uno scrittore valido e assai amato. Da leggere.

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“Priestdaddy”

di Gabriele Ottaviani

“Devo solo… prepararmi… per la cena”, disse subdolamente, e tornò di sotto con una pistola infilata nei calzoni da prete.

Priestdaddy – Mio papà, il sacerdote, Patricia Lockwood, Mondadori. Traduzione di Manuela Faimali. Un uomo di chiesa, ma anche un padre di famiglia: Greg suona – o perlomeno ci prova, producendo in realtà un clangore che grida vendetta proprio a Dio, oltre che agli uomini – la chitarra elettrica, ama i film d’azione, gira per casa in mutande, è stato arrestato, ha una figlia poetessa che non segue proprio i dettami della religione alla lettera e che ritorna ad abitare assieme al marito durante un momento di difficoltà proprio nella canonica del babbo. Perché sì, Greg è padre Greg e il padre di Patricia, che racconta in modo irresistibile non solo la sua giovinezza, ma anche il nostro mondo e le sue contraddizioni, non necessariamente inconciliabili, anzi. Splendido.

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“Fiamme nella palude”

di Gabriele Ottaviani

Scommetto che hai aperto la bocca, vero, coglione?

Fiamme nella palude, Eoin Colfer, Mondadori. Traduzione di Giuseppe Manuel Brescia. Per chi è cresciuto negli anni Ottanta e Novanta del ventesimo secolo forse in realtà il drago che per primo sovviene alla mente come figura cardine nell’immaginario collettivo, al netto dell’orgia di fantasy che si è scatenata in tempi più recenti, quando l’adolescenza, almeno anagraficamente, era già passata, se vi si era sopravvissuti, è Grisù, il piccolo e delizioso retti luccio sputafiamme dei cartoni animati che aveva come unico sogno quello di fare il pompiere: bene, Eoin Colfer inventa un romanzo fantastico, sia perché di fantasia che perché bellissimo, per adulti, ma forse in realtà non soltanto, nel quale il principale protagonista è proprio un drago. Però decisamente sui generis, un po’ come l’angelo di Lucio Dalla che si accendeva una sigaretta via l’altra e non rispettava l’ortodossia delle regole, seguendo una legge più vicina a quella del suo cuore e della sua sensibilità: con uno stile decisamente irriverente Colfer racconta la storia di due solitudini che si incontrano e cercano in qualche modo di venire a capo del senso della vita. Brillante.

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“Fu sera e fu mattina”

di Gabriele Ottaviani

Questo non è il tribunale del re dei Franchi…

Fu sera e fu mattina, Ken Follett, Mondadori. Traduzione di Annamaria Raffo. Scrittore dalla vena felice e prolifica, comparso di recente anche sul piccolo schermo italiano come ospite di Fabio Fazio, a cui non ha mancato di dichiarare apertamente fra l’altro quanto non gli paia che Boris Johnson sia a tutti gli effetti il migliore statista che si possa immaginare, Ken Follett, per cui oggettivamente sembra essere stata coniata la locuzione best seller, torna in libreria con una storia che certamente renderà lieti tutti i suoi appassionati lettori, ambientata in quella che un tempo era stata la fiorente Britannia romana e che, dopo secoli bui, o cosiddetti tali, parrebbe essere sul punto di tornare agli antichi fasti. Ma sarà vero quel che si dice, ossia mille e non più mille? Da non perdere.

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“Il libro dei desideri”

di Gabriele Ottaviani

Giacqui lì finché la rabbia e la sofferenza non si placarono.

Il libro dei desideri, Sue Monk Kidd, Mondadori. Traduzione di Manuela Faimali. Giovane, indomita, brillante, audace, indipendente, Ana è ricca e studia di nascosto: eppure il suo destino pare segnato, dovrà sposare, così vuole la famiglia, in particolare suo padre, un anziano vedovo. Tutto cambia però quando incontra un ragazzo che vive con i fratelli e la mamma, Maria: siamo in Galilea, lui si chiama Gesù, il suo fascino, la sua passione, i suoi pensieri sono irresistibili, rivoluzionari. Lei lo ama, lui la ricambia, si sposano, vivono felici, lottano ogni giorno per un mondo migliore, e… Semplicemente formidabile.

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