Libri

“La bambina ovunque”

51pr4bLXDCL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

È il mio solito modo malato e distorto per preoccuparmi più degli altri che di me stesso: l’ossessione che tutto debba essere perfetto.

La bambina ovunque, Stefano Sgambati, Mondadori. Stefano ha trentacinque anni e aspetta un bambino. No, non è un refuso. Perché, certo, come le leggi naturali prescrivono, è nel ventre della mamma che germoglia la vita, ma non è che il papà in quei nove mesi non faccia nulla e non provi nulla. Almeno, di norma. Perlomeno, si spera. Questa gravidanza non è arrivata senza travagli, e ora che il tempo scorre, che il fatidico momento si avvicina, adesso che finalmente tutto sembra andare per il meglio, Stefano si ritrova a guardarsi allo specchio, o meglio a osservare dentro di sé con un po’ di attenzione e maturità – hallelujah! – e si accorge – ritiene, è forse più esatto sostenere – di non essere felice. Perché? cos’è cambiato? Cosa sta cambiando? Cosa cambierà? Cos’è che cerca? Cos’è che pensa? Cos’è che vuole? Non si smette mai di crescere, né di imparare: inesorabile l’età avanza, e c’è un solo modo per far sì che il conto si arresti, ma non è certo la più consigliabile delle alternative. Nella vita non si può avere tutto, ogni cosa ha il suo prezzo, ed è bene rendersene conto il prima possibile: significa essere seri, responsabili, affidabili, individui compiuti, risolti, perbene, capaci di amare e meritevoli d’essere amati. Stefano Sgambati ha una prosa magnifica, evocativa, ironica, entusiasmante, empatica ed empatizzante, rivelatrice, credibile: il viaggio che intraprende mano nella mano col lettore è una delizia gravida – è il caso di dirlo – di senso, che emoziona, commuove, coinvolge, induce alla riflessione.

Annunci
Standard
Libri

“Nina sente”

41erC03MYWL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mentre affondava il viso nel collo soffice e profumato di sua nipote che rideva gongolante, Nina si illuse che fosse quella la sola intimità che le mancava.

Nina sente, Claudia De Lillo, Mondadori. Nota con lo pseudonimo di Elasti, personaggio cui ha dato vita, come a molte rubriche e non solo, e per il quale è stata insignita dell’onorificenza di ufficiale al merito della Repubblica, giornalista, scrittrice, autrice, conduttrice radiofonica, blogger, diplomata al Carducci di Milano, bocconiana con una tesi sui modelli stocastici per la previsione dei tassi di interesse, collaboratrice dell’AMREF e per due decenni reporter finanziaria presso la Reuters, agenzia di stampa britannica fondata da Paul Julius Reuter, imprenditore e giornalista tedesco naturalizzato britannico, centosessantasette anni fa, Claudia De Lillo ha una gran bella prosa, e dà alle stampe un libro brillantemente congegnato, fresco, intrigante, convincente e coinvolgente, da leggere: è la storia di Nina, che non è un’eroina čechoviana bensì un’autista NCC (noleggio con conducente) che ha ereditato la licenza da suo padre. Guida per mestiere, è forte di cognome e di fatto, ha un figlio adolescente e un’ex marito più immaturo del pargolo, è colta e piuttosto inferocita col mondo, ha numerose ossessioni e una convenzione con una banca, dunque per lo più i suoi clienti afferiscono a quel settore, e non la considerano proprio, tanto che non temono di svelare anche tasselli importanti di un puzzle economico-finanziario che non manca di assumere tinte inquietanti: specie quando un suo storico amico pieno di debiti viene trovato cadavere. E…

Standard
Libri

“Ragazzi, che giornata!”

51zdR7IVZpL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

E dopo molto tempo, finalmente…

Ragazzi, che giornata!, David Sedaris, Mondadori. Originario di Binghamton, nella contea di Broome, nello stato di New York, il giorno di Santo Stefano di sessantadue anni fa, secondo di sei figli, nato da un padre greco ortodosso, vissuto in un sobborgo di Raleigh, nel North Carolina che fa battere il cuore a tutti i memori di One Tree Hill solo a sentirlo nominare, diplomatosi all’istituto d’arte di Chicago nel millenovecentoottantasette, conduttore radiofonico fra i più seguiti, fuggito a Parigi per poter fumare in santa pace insieme al fidanzato Hugh, è una delle persone più divertenti del globo terracqueo, è un genio ironico e soprattutto autoironico, un umorista, un folletto – del resto la ribalta arriva con I diari del paese di Babbo Natale: ha lavorato come elfo ai grandi magazzini, e ne ha viste, come si può ben immaginare, di cotte e di crude… – dolcissimo e insieme di deliziosa e dispettosa ferocia, un osservatore acuto come nessun altro della realtà che lo circonda, della quale senza mai mettersi in cattedra sa indagare ogni dettaglio. Per quarant’anni ha tenuto un diario in cui ha registrato qualsiasi cosa catturasse la sua attenzione, commenti, battute, saporite cattiverie, piccole meschinità, irresistibili e succulenti pettegolezzi, colpi di scena delle puntate delle soap opera, segreti confessati da totali sconosciuti nelle situazioni più disparate e via discorrendo: tutto ciò è il sostrato delle sue opere. Che ora condivide con tutti noi. Imprescindibile ed entusiasmante.

Standard
Libri

“Il grande inverno”

41QBNIRMWGL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Io e te. Questo è pericoloso.

Il grande inverno, Kristin Hannah, Mondadori, traduzione di Federica Garlaschelli. Com’è noto, i reduci dall’inferno della guerra del Vietnam spesso quando sono tornati a casa hanno portato con sé ferite indicibili nel corpo e soprattutto nello spirito, tessuto anomalo, che non ha consistenza ma si strappa con più facilità, e con più difficoltà si rammenda: Ernt non riesce a reintegrarsi nella normalità, perde un lavoro dietro l’altro, e quindi decide di prendere armi e bagagli e trasferirsi con tutta la famiglia, una moglie pronta a tutto pur di vederlo stare di nuovo bene e una figlia in piena tempesta adolescenziale, in Alaska, l’estrema frontiera. Ma… Avvincente, entusiasmante, commovente, epico.

Standard
Libri

“Una cosa sull’amore”

41+vZwX0JCL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Eppure è stato bello…

Una cosa sull’amore, Jeffrey Eugenides, Mondadori, traduzione di Katia Bagnoli. Scrittore cinquantottenne originario dell’operosa e operaia, soprattutto per quel che concerne la gloriosa industria motoristica a stelle e strisce, Detroit, vincitore quindici anni fa con l’assai noto Middlesex nientedimeno che del premio Pulitzer, probabilmente il più ambito fra tutti i riconoscimenti per chi scriva, con la sola eccezione, verrebbe da dire, del Nobel, Eugenides, cui si deve anche tra l’altro Le vergini suicide e nella cui prosa paiono evidenti richiami, che rielabora alla sua maniera, perlomeno a Roth e Nabokov, torna in questa raccolta di racconti a indagare con formidabile intensità i temi che ha a cuore, ossia l’amore, dentro e oltre la famiglia, la scoperta della sessualità, la crescita, la crisi, la rinascita: semplicemente da non perdere per nessuna ragione.

Standard
Libri

“L’età ridicola”

411rvu4+77L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Magari, suggerisce lui, è meglio che chiuda gli scuri un momento. Sa, i vicini…

L’età ridicola, Margherita Giacobino, Mondadori. Vive a Torino. È anziana. Molto. Ha quasi novant’anni. È per definizione “la vecchia”. Ha un gatto, Veleno, attempato pure lui. È piena di dolori. Il suo grande amore è passato a miglior vita da molti anni. Si chiamava Nora, era la sua compagna. Ha un’amica, Malvina, che ha la sua stessa età e che ogni giorno che passa ricorda qualcosa in meno. È stanca di vivere. Fortunatamente però ha la compagnia di Gabriela. Che viene dall’Europa dell’est. È sopravvissuta a una vera e propria odissea familiare ed esistenziale. Ha dei parenti che la considerano un bancomat, e un cugino aspirante terrorista che la vessa. La vecchia dialoga con la morte ma intesse preziosi fili dorati nella trama della vita, e sa ancora far valere la sua energia, quando serve. E… Delizioso, brillante, vibrante.

Standard
Libri

“I colori dell’incendio”

41XfGA04mTL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dalla strada videro i bagliori…

I colori dell’incendio, Pierre Lemaitre, Mondadori. Traduzione di Elena Cappellini. Paul ha sette anni, ha appena perso il nonno, un banchiere che ha creato un vero e proprio impero, e compie un’azione imprevedibile e tremenda che porterà la famiglia alla rovina. In particolare sua madre, che è rimasta sola e deve fare ricorso a tutte le risorse delle quali è in possesso per rimettere la propria esistenza in carreggiata. Ma non è facile: è una donna in un mondo maschilista, e siamo nel millenovecentoventisette, i prodromi della devastazione che sta per affliggere il vecchio continente e non solo stanno già cominciando a manifestarsi… Ben scritto e appassionante, induce alla riflessione e all’immedesimazione.

Standard