Libri

“Black Jack”

Cattura.PNGdi Gabriele Ottaviani

Come un disonesto commesso di paninoteca privo di etica, Fitz si divertiva a infarcire i suoi sciapi discorsi di citazioni, e nel farlo saliva in lui una strana e morbosa eccitazione, simile a quella di uno che sia in procinto di commettere un reato a sfondo sessuale. In un crescendo di falsità, aveva lentamente abbandonato il territorio giornalistico per addentrarsi nel mondo della narrativa, in cui doveva trovarsi totalmente a suo agio, essendo quello il regno delle menzogne, o almeno lui così se lo immaginava. In poco tempo aveva messo in fila tutta una serie di bizzarre metafore.

Black Jack, Peter Water, Mincione edizioni. Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa, si sa, ma anche le apparenze per antonomasia sono nemiche del reale: uno pensa che sia amore, e invece era un calesse, e anche di quelli peggio in arnese, tanto per dire. New York, metropoli tentacolare, è insieme sfondo e personaggio di una vicenda che sembra un giallo, ma che giallo non è, o almeno non secondo i canoni: del resto il genere, come accadeva nei tempi antichi con l’elegia, è fatto per essere contenitore, svuotato e dunque riempito e permeato di un senso ogni volta nuovo, profondo, differente, più intenso e denso. Jack Hint è un investigatore, ma l’indagine più importante è quella umana, in un gioco di specchi sardonico che coinvolge anche l’identità stessa dell’autore e il suo ruolo di artefice. Piacevole a leggersi.

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Libri

“Gioacchino Belli: Roma città teatro”

_Roma città teatro_Entroterra_02_18Pubblicazione a cura della redazione del comunicato stampa

Presentano il volume Mario Quattrucci e Mario Lunetta

Interviene Enrico Montesano

Venerdì 22 ore 17.30
al Teatro PortaPortese, Via Portuense 102 Roma

Oltre duemila sonetti belliani e centodieci componimenti incentrati su artisti, spettacoli, spettatori, teatri,  raccontano tutti gli  aspetti della vita teatrale del secondo quarto dell’Ottocento:  un mondo su cui si posano lo sguardo e la voce del poeta e che si fa anche elemento “mitopoietico”, chiave di composizione specifica, elaborazione culturale, fonte e materia di ispirazione. Bozzetti, sprazzi poetici che “portano in scena” il vissuto  della plebe “presso la quale spiccano le più strane contraddizioni”. Dalla comparazione con le pagine del Diario del Principe Don Agostino Chigi,  emerge poi  il succedersi di avvenimenti  storici che condizionarono inevitabilmente il vivere quotidiano e, conseguentemente, le attività culturali a Roma.  Città da semprecomplessa, santa e pagana, ribelle e indolente.

Tonino Tosto  autore, regista, attore, cantante. Vice presidente dell’ Università Popolare di Roma (UPTER) dove svolge attività di docente di storia del teatro e conduce laboratori teatrali. Accademico onorario e componente del Consiglio Direttivo dell’ Accademia Giuseppe Gioacchino Belli. Tra i fondatori della compagnia teatrale “Gruppo Teatro Essere”,  dirige il Teatro Porta Portese di Roma.

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Cinema

“Exit”

Copertina Exitdi Gabriele Ottaviani

Il tragitto fino al commissariato era stato breve e silenzioso. Ognuno perso nei propri pensieri: Pietro deluso dall’incontro e con la sensazione che la ricerca si stesse incagliando, Ofelia altrettanto delusa, ma anche perplessa. Che senso aveva avuto farla tornare da Trieste per incontrare una persona che in fondo non aveva nulla da dire? Che cosa si era immaginato ne potesse uscire, da quel colloquio, Pietro? Non capiva, ma non aveva nemmeno voglia di chiederglielo, l’avrebbe fatto un’altra volta. Ora era ansiosa di andare a leggere il blog di Giacomo, chissà se aveva risposto al suo commento. Sopra a tutti questi pensieri, l’urgenza di trovare Giacomo e crescenti domande sul Ladinol. – Scusa, non ti voglio insegnare il mestiere, ma non credi, a questo punto, che sarebbe il caso di interrogare qualcuno della MediTher? Il ruolo che questo farmaco ha giocato in tutta la faccenda mi sembra sempre più importante. A noi hanno detto che il Ladinol avrebbe dovuto curare la PKU, non la malattia di Filippo. È chiaro che qualcuno all’interno dell’azienda era complice di Giacomo, lo aiutava a portare fuori la medicina per il figlio di Fiammetta; probabilmente qualcuno che avrebbe voluto proseguire la ricerca, qualcuno a cui magari interessava capire quali effetti faceva sul caso di Filippo. – Qualcuno come i due con cui hai già parlato tu? Coup de théâtre dell’ispettore. Accidenti, com’è che questo sa già tutto?

Daniela De Prato, Exit, Mincione. Giacomo Toscani è un professore. Un rappresentante farmaceutico. Un uomo tranquillo. Semplice. Anonimo. Marito e padre. Di una figlia. Benestante. D’improvviso sparisce. Scompare. Non si trova più da nessuna parte. La moglie, Anna, contatta un’amica di lunga data. Ofelia. Che è anche l’analista di Toscani. Una analista a Trieste: già questo dà un’idea di quali e quanti possano essere i riferimenti, i livelli e le chiavi di lettura di questo romanzo molto interessante, costruito assai bene, pieno di personaggi ben caratterizzati, pieni di luce e di ombre, abissi da indagare per capire. Si legge con piacere, ha una prosa avvolgente e intrigante, attanaglia, coinvolge e sorprende pagina dopo pagina.

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Libri

“Le lacrime di Borromini”

$_1di Gabriele Ottaviani

Bertone si ricordò che in un negozio di stoffe c’era una ragazza svenuta che aveva bisogno di lui.

Fabio Bussotti, Le lacrime di Borromini, Mincione edizioni. Fabio Bussotti è attore italiano di chiara fama, che ha collaborato con grandissimi registi e ha preso parte a film di indubbio spessore (basterebbe solo citare Verso sera di Francesca Archibugi e Francesco di Liliana Cavani, con cui si è aggiudicato, bettendo Carlo Croccolo e Ricky Tognazzi, il Nastro d’argento nel millenovecentoottantanove): da tempo si dedica anche alla scrittura, con pregevoli risultati. Anche in questo caso il protagonista è Flavio Bertone, commissario capo all’Esquilino, il quartiere di Roma che sorge sull’omonimo colle, il rione che dal punto di vista urbanistico insieme a Prati porta i segni più massicci della piemontesizzazione della città dei Cesari, benissimo ricostruita nel romanzo, quando divenne capitale dell’Italia unita: ma Bertone, in questa atmosfera che inevitabilmente non può che rimandare subito alla mente Gadda, cambiando quel che si deve, non deve vedersela solo con una serie di strani e inquietanti delitti. C’è anche il passato a farla da padrone, addirittura la storia, dell’arte e non solo: miti, leggende, verità nascoste, una trama solida, densa, dotta, complessa, raffinata, un continuo intreccio di rimandi, un gioco di specchi, di corrispondenze, che catturano l’attenzione dal primo istante e non la mollano più. Intenso e riuscito, intrigante.

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Libri

“Medusa suite”

medusa-webdi Gabriele Ottaviani

La lingua nel midollo sparita

destra e sinistra non ci sono più

ciò che era in alto è caduto laggiù

dove

le sue nuove morfine cerebrali

solidificandosi a poco a poco

bloccano in basso la forma fuggitiva

dove

i giorni sono notti

e la notte una pozza riarsa

dove

vede allontanarsi ogni cosa mondana

con parole mai sentite prima

sillabe scarnite arrampicate su sabbiosi capitelli

e fino ai capelli

il corpo suo disorientato si confonde

più non le risponde

In un mistero s’addormenta

E non ha più coscienza di com’era

ma di com’è ora non saprebbe parlare

e adesso …

Adesso

uscita dal sottile suo elemento

la muta creatura non è

che ombra indurita

Una lingua poetica asciutta, ruvida e sognante. Un mito, trasformato in visione onirica, sensuale e intellettuale. Un percorso attraverso l’anima, spirituale e fisico. Un’opera che trascende i confini di genere. Corporea e stilizzata, sanguigna ed eterea, fatta di pietra e di acqua, di immanenza e trascendenza, la vita che si fa proteiforme, avviluppante, mostruosa. Sheila Concari, che non è solo scrittrice, ma anche videoartista, fa dono ai lettori di un vero progetto (in cui ha coinvolto anche l’immensa Emmanuelle Riva) artistico concettuale, un concept album particolarmente riuscito, se fosse un disco musicale, una grande e unica sinestesia, che coinvolge tutte le emozioni, che affonda le radici nel mito classico ma insieme rammenta le corrispondenze baudelairiane, Rimbaud, Verlaine, Apollinaire, spiazza, destabilizza e affascina, confermando ancora una volta quanto la lingua dell’arte sia universale, e mediante i simboli parli a ognuno a seconda della sua sensibilità di temi eterni e universali come l’amore e la morte, il potere e il dolore, che conosciamo da sempre ma che non siamo ancora stati in grado, noi, superbo e insignificante genere umano, di capire del tutto. Sheila Concari, Medusa suite, Mincione edizioni.

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